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Visualizzazione dei post da 2012

nel mezzo del cammino delle feste

E' quasi l'una di notte, tecnicamente è sabato ma nella mia testa non si è ancora concluso il venerdì. E io sono sveglia, indecisa se dare più retta al mal di stomaco esploso dopo la cena a base di focaccia al formaggio, oppure al mal di schiena che mi fa compagnia da stamattina, pervicace, imperterrito e totalizzante come solo i mali muscolari riescono ad essere.
Io sono sveglia: il piccolo per fortuna no, dorme beato nel lettone, in orizzontale, occupando una piazza e un quarto con i suoi quasi ottantuno cemtimetri di lunghezza. I capelli corti (e ancora non particolarmente folti) sono tutti scompigliati, nel sonno, e hanno preso la forma dei riccioletti che arriveranno, da qui a qualche mese.
Il rito serale della nanna si sta dilatando in questi giorni di festa, e diventa sempre più un lunghissimo tempo di canzone - filastrocca - coccole - arrampicamenti inverosimili sulla mamma stesa nel letto che ingenuamente si augura con l'esempio ("ecco, vedi? sono sotto le co…

spiccioli di dicembre

Accade a volte che le persone facciano giri immensi prima di tornare ad incrociare la tua strada. Accade, e non sempre è un bene. Ho conosciuto persone che spero vivamente di non incontrare più, e ne ho conosciuto altre che mi hanno lasciata sostanzialmente indifferente.
Poi ci sono quelli che mi sono piaciuti, che ho trovato intelligenti o di cui ho avuto stima .
Per ultimi ci sono quelli che, pur essendo molto diversi da me, trovavo simpatici. Difficilmente ci saremmo mai compresi davvero, ma mi faceva piacere incontrarli. Un po' come quei compagni di classe senza i quali la classe non era completa.
Ecco.
La persona incontrata stamattina fa parte di questa ultima categoria.
Uomo molto lontano dal mio stile di vita e dalle mie abitudini, è una persona che trovo gradevole incrociare. Negli anni ci siamo visti, sempre per lavoro: a teatro, in osteria, a vinitaly... e adesso anche in ufficio.

Strano, ma gradevole: è stata una bella sorpresa prenatalizia.
Nota al margine - lui non è c…

piccoli nervosi

si accumulano nervosi. Ho bisogno di tempo a casa (manca poco, per fortuna). Ma ho bisogno di non sprecarlo, questo tempo.
Pianifico mi distraggo cerco di organizzarmi. L'aria è nervosa.
Pare che sia la parola chiave, nervosismo

ho argomenti sparsi

Mannaggia, già le cinque del pomeriggio. Dell'ultima settimana prima delle vacanze, mi dicono.
Stamattina appena sveglia avevo raccolto in testa almeno quattro argomenti possibili per questo post, che adesso invece vaga in una nube indistinta di confusione.

L'ordine prenatalizio.
Ho passato il weekend (ok, siamo onesti, la domenica) a spostare mobili e sistemare abiti e tentare improbabili pulizie di casa, lavaggio panni e cambio lenzuola. Mi è riuscito quasi tutto: ora i letti sono in una stanza, gli armadi nell'altra, le lenzuola sono pulite, gli asciugamani anche, la biancheria è lavata... Certo, la lavatrice è rotta e l'armadio spostato ha prodotto il caos, ma questi sono dettagli.

I sogni.
Mi si è aperto il vaso di Pandora dei sogni. Sogno, sogno tanto, tutte le notti. Mi sveglio alle ore piccole ricordando nei dettagli quello che il mio subconscio ha appena trasformato in immagini oniriche, e poi mi risveglio al mattino senza avere nulla di chiaro in testa, fatta e…

Inconscio che si risveglia.

Dopo aver sognato, l'altroieri, uno stalker per casa, dall'apparenza di persona perbene che dorme sul divano, e che sbuca dalla coperta assumendo le fattezze del pazzo omicida, (sogno che mi ha fatto svegliare in preda al panico e all'angoscia) stanotte sono tornata a fare sogni articolati e attorcigliati come quasi solo i miei sogni sanno essere.
E dunque.

Interno giorno.
Primo quadro.
Siamo in una casa (più case, forse: direi che nell'immaginare questo posto bello ampio con le finestre grandi ho messo insieme la memoria degli appartamenti di montagna, della casa del mio primo "capo" - quello che viveva in un palazzo storico e aveva una enorme barca di legno proveniente da una scenografia teatrale appesa nel centro del salone -, della prima casa faentina, di un non meglio identificato monolocale a intreccio... ah, sì, e anche della stanza da pranzo / soggiorno del giornalista che qualche anno fa ci invitò tutti a una cena di natale).
Non so bene per quale mot…
ci sono giorni in cui essere serena è più complicato.
Oggi mi sento molto esposta, come se avessi abbattuto le difese (sì, probabilmente è successo) e fossi provvisoriamente senza scorza .
Ci sono quelli che hanno un ritorno di cinismo, in questi casi.
Io ho improvvisi spaventi, incubi e rigurgiti di magone.

Oggi sono fragile: maneggiare con cura

ma che cosa strana

e niente, ci sono cose strane che rimangono strane. e che non sono raccontabili ma che ti lasciano addosso la sensazione di aver fatto una birichinata, senza che nessuno in realtà abbia niente da dire.
Una cosa proibita che non è proibita davvero, è solo strana. Ma ti fa andare via con il sorriso a mezza bocca, di chi ha combinato una marachella ma sa che sarà una marachella piacevole...
Che è strano l'ho detto? No, perché è strano...

Chiudo lavori come se non ci fosse domani, mentre aspetto che il sito di trenitalia si decida e funzioni e mi permetta - forse, finalmente - di prendere il biglietto del treno per domani.
Ma niente, non se ne parla.
Allora ditelo, che ce l'avete con me...

di feste e altre amenità

"per fortuna" scrivi "questa è una settimana corta, domani è sant'Ambrogio e si sta a casa".

E io cado dalle nuvole. Non mi ero accorta che fosse già sant'Ambrogio.
Come non ho registrato che siamo già a dicembre.
Come mi sono scordata che l'11 è già qui (e i lavori si accavallano e non riesco a chiuderne nemmeno uno... ).
Come non ho (ancora) prenotato l'albergo per l'11 notte, nè il treno per la partenza e il ritorno, nè l'agriturismo per i miei genitori che andranno nelle Langhe a fine settimana prossima.
E non ho messo ordine, non ho completato i testi, non ho... non ho...

In questo dicembre non casalingo, così diverso dallo scorso anno, mi sembra di correre sempre, di essere sempre in affanno, di arrancare dietro a quel che accade, senza mai riuscire a mettermi in pari. Ho paura di non godermi l'attesa del Natale. Ho la sensazione di perdere pezzi per strada. Ho emozioni e pensieri che scaldano qui, in mezzo al petto, ma non so com…

Piove

niente tamerici salmastre e arse, ma pioggia autunnale fredda pungente e continua, per nutrire la terra e per gocciolare sui vetri.
Mi godo gli abbracci, lo sguardo luminoso. Osservo il calendario: è denso e fitto e pieno e ricco. Cerco di portare avanti insieme testa, cuore e pancia. Vorrei... uff. Adesso vorrei incontri, e domeniche colorate, e tanti giochi, qualche risata, molti abbracci.

Ho pensato che quando anche l'ultima doga avrà lasciato il suo posto, ecco, allora sarà il tempo del ritorno. Ma ha un sapore amaro, quel ritorno, e spero sempre che non debba accadere davvero: o meglio, non a queste condizioni.
Ogni passo, ogni cambiamento dovrebbe avvicinarsi a una evoluzione. Non mi piace il sapore delle rinunce e del voltare le spalle ai sogni.

(lo so, non è il mio stile questo. Perdonatemi, oggi avevo bisogno di mettere alcune parole su carta. Anche se è la carta dello schermo bianco)

venerdì, novembre, 30

I pensieri sparsi di questa due giorni in trasferta. Sparsi, perché non ho il tempo di metterli in ordine. Magari ci riuscirò più tardi, per ora stanno così.
Il piacere di reincontrare una ex collega, che è sempre stata un'amica e con la quale la confidenza non manca mai. Le critiche feroci e pungenti nei confronti di chi dovrebbe quantomeno tutelare l'investimento dello sponsor, e invece non si degna nemmeno di correggere l'errata pronuncia della presentatrice (le parole sono importanti).
Le dichiarazioni programmatiche, le decisioni della pancia, le reazioni della pancia. Il gloss da comprare - magari sì - magari no. Alla fine, sì, rosso.
Il tassista di stamattina, che parlava a ruota libera e a un certo punto nella foga del discorso alza lo sguardo, mi vede dallo specchietto si ferma a metà della frase e mi dice "Ma lei è bellissima". Poi si è ripreso.
La rete del letto. tre /quattro doghe. Almeno.
Quest'anno, ancora per quest'anno, va di moda il blu c…

mondo grigio

A dire il vero no, non mi sento di umor grigio. Ma la stagione prevede cieli poco luminosi e nuvole in continuo avvicendamento, così ho cercato di adeguare l'aspetto del blog all'esterno reale.
Sto leggendo "Le più strepitose cadute della mia vita" di Michele Dalai. (nel link, un'intervista all'autore durante il Salone del Libro 2012).
Sospendo il giudizio fino a che non sarò giunta a fine volume, ma per intanto posso dire che l'italiano è fluente e articolato (e non è poco di questi tempi).

Corro dietro ai giorni: siamo già a fine novembre, e non mi sembra vero.
Corro dietro anche alle cose da fare, cercando piccoli programmi che non mi tolgano il fiato e che al tempo stesso me ne diano, cose e viaggi e movimenti che non spaventino i miei familiari di ansie inopportune (ma come fai? ma ce la fai? ma poi ti stanchi! ma poi si stanca!) ma che al tempo stesso mi permettano di andare lontano - se non nei fatti, almeno nel viaggio apparente.

Scoperta, potrebbe…

impennate

avevo scritto due frasi interlocutorie, due pennellate per raccontare come secondo me si sta aprendo questa giornata.
Ma sono già andata a leggere le email, e il nervoso che ieri sera una lugna seduta di rilassamento aveva fatto passare mi è tornato prepotente. Mi sono accorta che non vale solo per me: uno degli altri interlocutori della mail di gruppo che tanto ha esacerbato gli animi mi ha scritto "sto cominciando ad odiare le mail". Anche io.
Mi infastidisce il tono dei primi della classe, la paura di essere tagliati fuori che a volte altri hanno... Sono ancorta infastidita, e un po' nervosa, meglio che io  taccia fino a quando non si sarà dipanata la matassa dei fraintendimenti.

Via telefono, però!!!

chi sta a dieta e chi no

Mia cugina Ilaria (22 anni) aveva bisogno di mettersi a dieta.
Dalla sua parte ha la giovane età, contro di lei gioca la genetica che le porta in dono la conformazione fisica della nonna paterna, purtroppo non armonica. Entrambe le nonne erano abbondantemente fuori peso, nella seconda parte della loro vita: ma mentre la sorella di mia madre (nonchè nonna materna di Ilaria) aveva una struttura fisica invidiabile che ne ha sottolineato l'obesità solo quando era oltre 45 chili sopra il suo peso forma, l'altra nonna sembrava enorme anche solo con 10 chili di troppo.

Quindi, dicevo, Ilaria aveva bisogno di mettersi a dieta.
Da questa estate, complice la determinazione e la voglia di essere apprezzata, ha cominciato a seguire un regime alimentare rigido, serio, sotto controllo medico. Ha diminuito l'attività fisica all'inizio, riprendendola in un secondo tempo. Ha seguito alla lettera le indicazioni del medico. E ora può essere molt fiera di sè: ha ottenuto un risultato ecce…
Uscire di corsa, dopo essersi fermata in ufficio a tentare di pianificare il lavoro a breve e medio termine.
Uscire di corsa, per andare a pagare una bolletta. E accorgersi solo dopo un quarto d'ora di coda che sì, i soldi ci sono, ma manca il bollettino di pagamento. Deve essere rimasto nella borsa a casa.
Bene. E? la degna chiusura di questi giorni...
Argh.


Però. Per una volta prendo il bus alla fermata del porto, quella illuminata che costeggia il canale. E continuo a macinare pensieri.

Questo è un anno strano. Non solo perchè lo scorso anno di questi tempi ero a casa con in braccio un piccolo di un mese o poco meno, cercando di capire come fare cosa fare come muovermi e riuscendo solo a vivere in simbiosi con mio figlio, a conti fatti.
Non solo per quello.
Non so, respiro intorno quasi una maggiore consapevolezza del Natale che arriva. Sento persone che ne parlano, vedo addobbi che si preparano, mi accorgo che siamo pronti all'attesa. E che siamo disillusi, e impauriti …

del perchè non scrivo qui

Faccio fatica a fermare i pensieri su blog.
Venerdì notte è morto Valter, un amico, un personaggio pubblico, un ristoratore. Quasi un coetaneo. Una persona che ha trasformato il posto dove ero appena andata a vivere in un posto familiare, che faceva casa.
In questi giorni ho scritto un po' ovunque, sui social networks. Ho letto e commentato, ho lasciato briciole e lacrime in qua e in là.
Ma non riesco a costruire un pensiero articolato. Fa male, ancora. E si porta dietro, questa morte improvvisa, una serie di riflessioni che si aprono una dopo l'altra e non riesco a star loro dietro.

vi lascio due tracce:
l'articolo sul giornale
il commento di una persona

Io aspetto che sedimenti un po' di questa confusione

pinterest, o della curiosità

In questo periodo sono alla ricerca di suggestioni e tendenze, per capire cosa fare e come, cosa far fare e come. Inevitabile che io mi imbattessi in pinterest, questo social network molto "femminile" (almeno così mi è stato descritto), intuitivo e catalogato per immagini e suggestioni, appunto, piuttosto che per argomenti rigidamente incasellati.

Se cercate qualcosa che avete visto qualche tempo fa, su pinterest è difficile ritrovarlo: ma se invece date la caccia a una idea vaga come un filo trasparente, il percorso si dipanerà facilmente ai vostri occhi, come un ricamo che prende forma, un sassolino che indica un altro sassolino e poi un altro ancora, fino a formare un disegno sull'asfalto...

Mi piace, pinterest.
cosa si dice a chi per la terza volta chiede le medesime informazioni sul medesimo argomento, per realizzare una strategia lavorativa che langue ormai da un mese?

All'inizio, lo ammetto, ho pensato di essere io. Forte della consapevolezza "se un sottoposto non fa il suo mestiere come si deve, verifica che abbia tutte le informazioni per farlo, e per farlo correttamente", ho provato a capire se avevo mancato in qualcosa. Che so, avevo comunicato male, mi ero spiegata poco, ero stata troppo elusiva o troppo poco incisiva...
Per rimediare, all'ultimo incontro mi sono fatta accompagnare dalla mia collega. Ho pensato "se in due presentiamo un progetto, dove una è carente l'altra sopperirà": E dunque abbiamo ripetuto le medesime informazioni, per la seconda ... anzi, terza volta se si conta anche la telefonata interlocutoria.
Si tratta di poche informazioni, di pochi dati. Forse per quello sembrano solo introduttivi? non so.
Comunque siamo usciti da quell'…

il cumulo dei pensieri del lunedì

piove. non mi sono presa l'ombrello.
Non è una novità, ma ogni volta mi stupisco della pioggia, come se fosse normale fermare le gocce quando sono in giro, e farle cadere nuovamente quando sono al coperto. E invece niente, cadono ogni volta, e mi bagnano ogni volta. 

La pioggia si porta dietro tempo bigio e umore ballerino.
La fiera finita sabato mi ha lasciato un vago senso di straniamento.
Le affermazioni perentorie della domenica anche.
Gli incontri della domenica pure.
Così oggi mi sento strana.

Ieri ho comprato una cornice per il disegno delle Formiche di Vettori preso in fiera: ora mille formichine operose stanno sulla parete a lavorare, mentre a terra numeri colorati in forma di tappeto fanno compagnia agli altri giochi.
Non ho fatto la spesa, ma ieri sera ho preparato una buona pasta alle verdure e tonno.

Ora devo comprare due pentole nuove (le vecchie, troppo rovinate per cucinare ancora, sono finite nel bidone).
E' passato più di un anno
Ormai dovrei averlo imparato, che in prossimità di Ecomondo torna a far caldo, e arriva il vento traditore, che sembra caldo e poi ti frega con qualche sbuffo gelido, l'ideale per ammalarsi.
Ormai dovrei averlo imparato, perchè sono sette anni che "frequento" stabilmente quella fiera. Eppure ogni volta arrivo impreparata.

Novembre scandisce i tempi con una precisione chirurgica, ogni anno. Inizia con lo spostamento verso nord, per la funzione al camposanto, a Santa Maria, il primo giorno del mese. E regolarmente, da quando siamo andati a vivere in Emilia Romagna, mi lascio sorprendere dalla nebbia gelida, che non dà tregua, a nord.
Parto pensando che non farà freddo.
Fa freddo.
Ritorno tarando la mia sensibilità sulle temperature basse.
Arriva il caldo pre-Ecomondo.
Brontolo a tutto spiano.
Niente da fare, non imparo.

Quest'anno non ci siamo andati, a Santa Maria. L'ultima volta che sono andata su è stato per il funerale della nonna Ottavia, l'otto marzo 2010.…

influenze di stagione

Pare che io sia diventata particolarmente delicata. Bastano quattro giorni a temperature alterne (22 gradi, poi 10, poi 25, poi 7) per ammalarmi... Insomma, sono stata al Salone del Gusto, ho parlato fino a consumare la voce, ho preso freddo poi caldo poi di nuovo freddo, sono andata a Milano a cercare la pioggia... e finalmente mi sono fermata a casa per quattro giorni con la coperta come migliore amica, il computer per lavorare, le chiacchiere sconclusionate di un piccoletto di un anno come sottofondo musicale.

Quattro interi giorni in casa in compagnia del mio bimbo: adesso ho un po' di nostalgia.

del lavoro a maglia e delle nuove versioni

Free knitting pattern | Óðinn Lopapeysa | Knitting Iceland
http://www.maglia-uncinetto.it/2012/in-quanti-modi-maglione/

Ok. Ebbene sì. Finito l'ultimo lavoro a maglia che avevo avviato quasi un anno f(un plaid - coperta piccola, fatto con avanzi di gomitoli verde oliva e bianco panna) adesso sono pronta ad affrontare il solito "maglione per l'inverno" che comincio ogni anno con i primi freddi e che di solito concludo per l'arrivo della primavera.
Mi suggeriscono di usare il ferro circolare per fare la maglia... Io ammetto di averlo sempre detestato, con tutto il lavoro che mi si ammassa in braccio e i fili che non capisco mai bene se sono lavorati come si deve oppure no. Ma pare sia più facile.

Diciamo che metto qui i link, a futura memoria. Per ora, però, mi sa che continuo con il "metodo tradizionale". Ah, la lana che uso ora è questa.

sogni e pensieri

da qualche notte (direi dalla notte delle chiacchiere) ho ricominciato a sognare. O meglio, ho ricominciato a ricordare i sogni.
Quelli di stanotte, ufficialmente tutti in un solo sogno, a ben guardare si distribuiscono in tre "quadri". Tutti con l'ambientazione di Inception, per intenderci. Luoghi suggestivi, ma con la sensazione che non siano del tutto reali...

Primo quadro.  Sono a una specie di festa - serata. Luogo molto inglese, luci soffuse, grandi librerie. Gente magra e bellissima (no, io no). In effetti sono a Londra, e ho appena scoperto che il mio volo, che sarebbe dovuto partire la sera stessa, è stato inspiegabilmente spostato alla mattina successiva. Sono preoccupata, stanca, e devo mettere la maschera del ma sono persona di mondo, va tutto bene, si risolve tutto.
Vedo per caso un uomo (circa 35 anni, barba e baffi): è una persona che ho incontrato una volta - che quindi non conosco affatto bene.
Mi avvicino e alla domanda "Come va?" rispondo spie…

Camminare

E' necessario che io faccia del moto. E visto che, come mi è stato fatto notare, non ho orari civili che mi consentano di andare in palestra /andare in piscina /seguire un qualche corso di qualche cosa, la soluzione più sensata (e peraltro l'unica praticabile) è camminare.
Anche correre. Comunque una cosa che cominci con "Hop hop hop".

Ieri l'ho fatto.
Ho caricato il fanciullo quasi un-enne sul passeggino all'ora del pisolo pomeridiano e Hop Hop Hop sono partita.
Camminando a passo svelto per oltre un'ora.
Quando si è risvegliato, siamo ancora andati dall'altra parte della città a vedere uno spazio gioco (dove i bimbi fino a tre anni possono andare di tanto in tanto a fare amicizia e conoscenze, senza per questo dover andare all'asilo nido).
Insomma, alla fine ho camminato per circa tre ore - la prima a passo svelto, le altre due a passo estremamente discontino.

Questa mattina le gambe continuano a reclamare sonno, letto, tregua e pietà.
Domani si…

piante e fiori

Sabato è stata giornata di finto giardinaggio. Sono andata al vivaio per rimpolpare la mia riserva di piante, che con l'estate torrida ha subito un po' di danni.
Oggi posso dire che sono fiera detentrice di piante nuove e vecchie, allegramente mescolate fra loro
due gerani dai fiori rosso geranio, appunto (uno dei due è in splendida forma, l'altro ha subito gli attacchi di un bruco vorace ma spero di riuscire a recuperarlo)tre piantine nuove di zecca di erica rigogliosa, che dovrebbero rallegrare la finestra per tutto l'autunno e l'invernouna pianta grande di basilico, i cui semi hanno dato origine spontaneamente a nuove piantine (ma i semi che restano sono religiosamente messi da parte, per consentire la nascita l'anno prossimo di piantine altrettanto pepate e aromatiche)una pianta di lavanda stochea, appena acquistata, dalla quale fare talee come mi hanno consigliatotre piante grasse e rigogliose, che fioriscono di fiori gialli tremendamente allergizzanti per …

sole e ombra

Osservo la strada, quella quotidiana. Il mio sguardo cade sulla rotonda "marzolino", grande, verde e stracolma di cespugli di rose. E mi riempio di verde e di rosso, di arancio e di rosa. Eppure volendo potrei selezionare con lo sguardo i buchi nell'asfalto, i pali segnaletici e i segnali stradali, le striscie a terra e i semafori che tutti insieme modificano il paesaggio e lo rendono un po' triste, asettico, banale e in alcuni casi decisamente brutto.
Potrei.
Ma noto invece il pino che si protende sulla strada, la terra smossa e lavorata dopo la fatica dell'estate, le forme del verde che incidono il cielo trasparente.
Mancano le montagne, è vero. Ma in giornate così limpide la nostalgia si stempera

scioperi e riunioni

Si chiama tempismo, quello di inserire tre riunioni importanti tutte e tre a Milano tutte e tre nella giornata dello sciopero dei mezzi pubblici.
Con il panico latente da "aiuto rimango a piedi" tutti si sono dimostrati decisamente più produttivi del solito.
Mi porto a casa una piccola lunga lista di cose da fare e da organizzare, di problemi da risolvere e allestimenti da controllare. E ho ancora nella odiosa TO DO LIST testi e testi e testi da scrivere, e pannelli da sistemare e cose da far stampare. OOOOOOOMMMMM

autunno tempo di cucina

Oggi (oggi: a dire il vero negli ultimi giorni) mi ritrovo spesso a pensare a spizzichi.
Non faccio in tempo a pensare a qualcosa che già la mente è volata alla questione successiva, e a quella dopo, e a quella dopo ancora: in questo modo, oltre a non riuscire a fermare il macinare incessante del mio cervello, fatico anche a scrivere post che siano coerenti e sensati.
Sono davvero frammentata, me ne rendo conto.
Ma stamattina ce l'ho: ho il pensiero che si ferma e che mi incatena per il tempo della scrittura.
Ovviamente è pensiero legato al cibo (dieta AHAHAHAHAH. Non ci riesco mai).

Si tratta di crepes.
Cibo autunnale - invernale per eccellenza, a casa si preparavano dolci e salate, in brodo, al forno, con la marmellata...
Da tempo però non le facciamo più.
I miei genitori non le mangiano tanto (mio padre si accontenta delle crepes in brodo, farcite di parmigiano), mio fratello con la fidanzata di origini napoletane sta facendo lenta operazione di acculturamento culinario, e non …

Quotidiane perplessità

Da quanto non preparo un mini calendario di spostamenti? Alcuni lavorativi, alcuni no...
eccomi, dunque:
venerdì 28, Romasabato 29, Riminimartedì 2 ottobre, Milano sabato 6 ottobre, Ferrara (per il festival di Internazionale) Ma oggi, con tanti stimoli che si accavallano in testa per prendere il predominio, ce n'è uno che continua a riaffiorare e non dà tregua. E allora lo lascio venire a galla, lo scrivo, lo tengo qui e me lo coccolo un po'...
Oggi la nonna ottavia avrebbe compiuto 102 anni.
Invece sono due anni e qualche mese che non le posso più telefonare per raccontarle le cose, e che non vado più a trovarla per prendere un abbraccio di affetto. Che non la vedo più. In questi anni avrei avuto tanto da raccontarle. Proprio tanto, tantissimo. 
Ma è in giornate come oggi che la mancanza si fa più acuta e pungente.

la fame e i soldi

Stamattina mi sono fermata a fare colazione al bar. Ne ho approfittato per sfogliare un giornale di moda (che mi ha dato un sacco di spunti e di idee per il lavoro) e per leggere un quotidiano.
E gli spunti di riflessione sono talmente tanti che li annoto qui, a mo' di quaderno per gli appunti, per non perdere di vista le cose importanti
lo scandalo della regione Lazio, la presidente che si indigna... ha ragione Luca Bottura quando dice che sembra "il conducente dell'auto che investe un passante, scende e poi urla e inveisce contro questi automobilisti incoscienti e spericolati che fanno male ai poveri pedoni". Salgono i conati, proprio. la scuola elementare che vuole fare una stanza a parte per i bambini che non pagano la retta per la mensa... la dignità di quella mamma che alla domanda del giornalista risponde "un pasto al giorno ce lo fanno pagare 4 euro, io con 4 euro compro 4 chili di pasta. Sì è vero sono in arretrato con la retta: vogliono mettere i bambin…

sognare di nuovo

l'altroieri notte ho sognato di nuovo. E' stato un sogno strano.

Ero nella casa dove abitavo appena arrivata a Faenza. Un appartamento grande, su due piani, affrescato, in un palazzo di fine '800, con gli infissi non moderni, e alcune parti buie. Nel sogno la casa aveva nicchie e angoli e corridoi mutuati dalla grande casa di Ivrea, e altre zone che derivano direttamente dalla casa di campagna dove passavamo l'estate da piccoli.

Un letto provvisorio campeggiava in quello che probabilmente era un salotto, in origine. Il letto serviva a una signora anziana fragile e ammalata, che non si reggeva in piedi. Sembrava un po' mia zia Maurilia, ma con i capelli più bianchi (nota: la zia Maurilia ha i capelli corti e grigi con antipatiche striature giallastre che tenta invano di sbiancare con gli shampoo, e che sono il suo cruccio).
Questa signora, forse la suocera di qualcuno (non so perché avessi questa sensazione), indossava una bella e soffice vestaglia di flanella rosa…
Una sera un po' diversa. la musica soft che avvolge, una pizza, le luci basse, gli sguardi che si incontrano: quegli occhi così uguali ad altri occhi.  La sera che completa una giornata bella, di risate e solletico e piccoli passi tenendosi per mano, e di gioia nello sguardo, scintillante, luminoso, pieno,i al risveglio.

Perchè non c'è mai una gioia senza alcuna ombra? perchè ogni momento bello è stemperato dalla tristezza per qualcun altro (oggi un genitore, domani chissà)?

Costruisco il tuo futuro a piccolissimi passi, tenendoti per mano: o forse sei tu, con il tuo sorriso a un dente e mezzo, che stai costruendo il mio

confermo

disclaimer: post scritto di getto con riflessioni non filtrate. Rimane a traccia del sentimento del momento

io sono fuori dal mondo.
non so vivere in un mondo dove i rapporti sono fluidi e flessibili, dove i legami sono cementati oggi e inesistenti domani, dove è la prassi pensare il giorno prima che sei un cretino e il giorno dopo che sei la persona migliore del mondo.
Non so vivere in un mondo dove il valore passa attraverso la voce grossa che dimostri di saper fare con i fornitori, o dove la cultura è un ammennicolo di non valore invece che essere un punto di forza.

Sono vincolata a vivere ancora per qualche anno almeno in un mondo dove persone che hanno vent'anni compiuti non hanno visto altro che governi di cialtroni al potere, dove i furbastri hanno sempre la meglio e dove la morale è davvero un accessorio irrilevante, che si accantona al suono di parole inglesi che fanno effetto.

Non lo so fare. Ma non ho scuse, e devo imparare

urca urca

e così, pare che io finisca sulla tv di stato a parlare di lavoro. Urca urca.
Sono talmente nel pallone che invece di preoccuparmi di quel che devo dire - unica cosa sensata da fare, peraltro - mi sto chiedendo se sia opportuno o meno tagliare i capelli per l'occasione.

E poi così, ci sono le volte che il cervello entra in panne. Arranca, si affatica, non trova ritmo e scansioni temporali. Suggerisco, incoraggio, sollecito a preparare curricula e a rimettersi in gioco. E poi, in un attimo di autoconsapevolezza, mi chiedo se e quanto quei suggerimenti valgono per me, prima che per gli altri.

Ho bisogno di trattarmi bene e di farmi bella. Forse, prima, dentro.

le giornate difficili (o quelle facili)

Ieri è stata una giornata difficile. Ogni tanto arrivano, e ti colgono impreparata, come la grandine d'estate o il freddo a fine agosto: sai che potrebbero esserci, eppure non hai preso l'ombrello, non hai la maglia nella borsa.

Poi si è sciolta. La giornata. Lasciando poche gocce dietro di sé.

E allora stamattina provo a mandare mail di chiarimento, a scrivere quei testi che sono rimasti impantanati ieri nelle pastoie del mio cattivo umore, a fare quelle telefonate che pianificheranno le prossime settimane. Magari sistemo i post del sito. Potrei anche rassegnarmi a fare quell'intervista che non ho voglia di fare.
Devo tirar fuori il vocabolario. Ah, e prenotare dall'estetista...

EDIT DI "mi sono ricordata che" Stamattina è successo di nuovo.  Assolutamente inatteso, vista la lettura frivola. Mi era capitato solo un'altra volta, con un romanzo di Camilleri (della serie di Montalbano).  Stamattina ero sull'autobus, leggevo. Ho guardato fuori, eravamo a…

del recupero di sé

Riconosco quando sto meglio perchè mi riapproprio di letture che mi sono consone, e anche perché mi torna la voglia di leggere.
Per dire: ho "la cattedrale sul mare" che attende paziente sul comodino da oltre un anno, e direi che adesso ci siamo. Ho da comprare racconti di Terry Prachett, e anche per quelli mi sento quasi pronta.
Nel frattempo divoro "Nonsolodue" di Claudia De Lillo (finito ieri pomeriggio, ridendo da sola in treno e probabilmente instillando nella mente dei viaggiatori il dubbio sulla mia sanità mentale), recupero "La mia famiglia e altri animali" di Gerald Durrell per mantenere la sana abitudine alla risata solitaria... e racconto fiabe in rima, di sera.

"il topino pronto al viaggio cercava interessato il suo formaggio,  ma il capitano l'aveva nascosto nella scialuppa di salvataggio.  Una scorta di formaggio, nella scialuppa di salvataggio.  Di nascosto dal topino che mangerebbe solo formaggio"

due giorni

sono due giorni che mi riprometto di tornare a casa ad un orario umano. E ovviamente sono due giorni che arrivo non prima delle otto di sera.
Il che, peraltro, ha un sorprendente effetto collaterale di occhi che si illuminano al mio ingresso e sorriso che si allarga a prendere tutto il visoe manine che si allungano verso di me. Il dettaglio è che in entrambi i casi quelle manine erano cosparse in ogni anfratto e centimetro di pelle di sugo (la prima volta) e di purea di ceci (la seconda volta).

Comunque, questo mio non riuscire a mantenere orari e propositi è una debolezza che temo mi metterà ulteriormente in difficoltà tra qualche mese, quando l'orario non sarà più parziale ma pieno.
Per ora cerco di compensare elaborando progetti di viaggio condiviso, studiando manuali di cucina e ipotizzando meravigliosi pranzi e cene fatti di finger food e di tavole allegre e di pavimenti non imbrattati ovunque dagli avanzi di cibo...

Nota al margine: sto seriamente pensando di erigere un monu…

Quante cose quante cose...

Non siamo andati al mare, ad agosto. Ma il resto - quasi - l'abbiamo fatto...

Milano - Genova - Torino - Casa - Collina - casa - Rimini - casa.
In una decina di giorni.
Ovvero:
una notte a Milano, di passaggio, per affrontare al meglio il viaggio fino a Genova che è in effetti un po' lungo e che ho scelto di non fare in macchina ma in treno. E' stato un inizio faticoso, perchè il treno era in ritardo e perchè io ero molto molto stanca e accaldata.
Ma la seconda tappa, Milano - Genova, ci è piaciuta davvero tanto: sia il treno, che è stato una culla perfetta, sia il tassista all'arrivo, sia (ed è stata una sorpresa) le nostre ospiti accoglienti, con tanto di bassotto Alfredo che ha rivisto al ringhio le opinioni sul verseggiare dei cani.
A Genova siamo stati tre giorni - due notti. 
L'acquario (nonostante non sia perfettamente accogliente per i bambini: come è possibile che in un posto palesemente orientato all'infanzia non siano previsti fasciatoi? mah) è BELLISS…

Fame e spizzicherie

Mi si chiede (non direttamente) cosa preparare in una sera come questa. E subito la mia mente si affolla di suggerimenti. Meglio fermare questo insieme di proposte culinarie prima che mi scappino di nuovo.
Quando fa molto caldo la soluzione facile e veloce per la cena è
hamburger all'erba cipollina (svizzerine, altrimenti dette) da cuocere in padella calda solo con un filo d'acqua per evitare bruciature inopportune e - verso fine cottura - una goccia di olio per rendere la carne più tenera ancora, daabbinare a una variopinta e coloratissima variazione di insalata alla nizzarda - variazione personale. Quest'ultima è una variazione perchè le acciughe, che sarebbero parte della ricetta originale, lascio che rimangano in tavola fuori dal piatto, da inserire secondo il gusto dei commensali.
L'insalata si compone di:
feta tagliata a quadretti, olive nere, peperoni gialli e rossia listarelle sottili,valerianao soncino, cuori di lattuga, finocchiotagliato a striscioline e sedano

reduce da una notte insonne

Reduce da una notte insonne e pronta per scrivere un testo complesso richiesto dai superiori, prima di cominciare butto giù qualche appunto sparso di questi giorni. Sabato mattina siamo stati in gita in treno, ci alleniamo per la prossima settimana.
Provetti viaggiatrici attraversano gli oceani, e io mi preoccupo di giri in treno. Ce la posso fare.
Sarà la notte insonne, ma anche le parole si bloccano sul foglio bianco. Sulla schermata bianca, Insomma, quella.
Forse è meglio fare un caffè, e ricordarsi di portare a casa le more raccolte sul bordo della ferrovia per la felicità della nonna Loretta.

speravo io

Di mantenere un luogo lindo ed ordinato. tzè. povera illusa.

Ho una "lavagna" provvisoria fatta con un foglio di carta da pacchi su cui ho appiccicato miriadi di post it verde prato, con le cose da fare; e su cui ho scritto con i pennarelli colorati i giorni del mese, e anche i giorni del mese prossimo, per vedere quanto tempo manca prima delle scadenze che incombono.
Ho una scrivania che ha due fogli scarabocchiati, un blocchetto di post it verde prato, un pomodoro, un bicchiere e un sottobicchiere, un telefono, un altro telefono e una rotella - rubrica da tavolo di plexiglas trasparente, due scatole, un manuale di grammatica italiana, un manuale di scrittura non creativa, una bottiglia di acqua da due litri, un portapenne da tavolo, tre fermalibri un quaderno una penna due pennarelli colorati un righello una lampada... AIUTO

fantasticherie da ufficio nuovo e solitario

Un piano di legno chiaro. Uno spazio vuoto... no, non fa per me. Aggiungo una scatola. Un fermacarte, due fermalibri, un portabottiglie.
Intanto cerco di non pensare a tutte le carte che attendono di essere sistemate e che stazionano per ora dentro l'armadio.
Una grande parete chiara alle mie spalle, una grande parete chiara di frone a me. Su entrambe non potrò attaccare quasi nulla, se non poster o quadri delicatamente agganciati con una catenella ad altezza variabile. Temo sarà complicato, e sono convinta mi arrenderò al secondo tentativo (a meno che io abbia qualcosa di indispensabile da appendere) (il calendario, forse).
Arrivano i giornali: solo uno oggi, quell'Andersen rivista per bambini e ragazzi che fotografa il mondo dell'editoria per l'infanzia e che ha a volte spunti molto interessanti (come stavolta, per esempio. Si parla di legno).

L'ufficio nuovo mi piace ma ancora non mi ci sono adattata. Ho bisogno di prendere possesso dello spazio, di non sentirmi…

scatole. scatole. e ancora... scatole.

Qui si continua a far scatole. Non so bene perchè ma temo di essere risucchiata in un gorgo dal quale forse riuscirò ad emergere dopo le ferie (se tutto andrà molto bene).
E pensare che copierei volentieri chi approfitta del venticello fresco per un pisolo fuori tempo...

ma perchè?

Ma perchè rispondo a mail gratuite di gente che non ha nemmeno un minimo di connessione cervello - dita - tastiera? Probabilmente la noia non aiuta.
E il caldo men che meno

la cena

quindi. Casa perfettamente in ordine (fatta eccezione per l'ex stanza di mio fratello, ma non è grave - è ancora nella finestra temporale per cui è consentito che sia un po' nel caos), bimbo sciccoso con la sua salopette bianca leggera leggera, cena in preparazione.
Il menu alla fine è stato questo:
farfalle al sugo freddo di pomodori pachino, feta e basilicoinsalata mista (cetrioli, olive nere, lattuga, peperoni a listarelle, pomodori, menta fresca, basilico, filetti di acciughe e feta)ananas a fette tutti piatti per fortuna gestibili anche con le interruzioni ampiamente previste e messe in atto dall'ottomesenne. Tutti piatti abbondantemente conditi da chiacchiere e confidenze e confronti sul futuro e scelte di vita, e suocere e doni e ambizione e voglia di crescere e confrontarsi.
Bello, bello bello.


Sarebbe da fare più spesso.

di bellissime serate

Qualche volta accade che affinità riconosciute per caso, incontri avvenuti in modo fortuito, diano vita ad amicizie inaspettatamente solide e piene, rotonde e dense.
La mia "amicizia bella" è venuta a cena a casa domenica sera.
Ormai ci conosciamo da sei anni. Entrambe abbiamo un po' perso di vista la persona che ci presentò, ed entrambe consideriamo la nostra conoscenza un dono inatteso da proteggere.

Il fatto che sia venuta a cena ha avuto il non trascurabile effetto di farmi rivoluzionare casa, mettendo ordine tra quelle cose che ormai da due anni attendevano di trovare collocazione.
Molte sono finite dove avrebbero dovuto andare da tempo, nell'archivio (=cestino). Qualcosa è andato in scatole recuperate ad hoc, qualcos'altro è finito in cantina perché non meritava l'archivio ma nemmeno i fasti del piano nobile.
Qualcosa, infine, è stato valorizzato come merita.

(continua)

vi capita mai?

Vi capita mai di pensare, improvvisamente, che no, proprio non avete voglia di _________________ (dove al posto della riga sta "vedere quella persona", "iniziare quel discorso", "perdere altro tempo per far capire quella cosa", "raccontare i fatti propri a lei/lui"?)

Io ogni tanto la vivo, questa sensazione.

Adesso, per esempio, non ho proprio voglia di motivare reazioni e scelte. Come se, motivandole, perdessi lo slancio per metterle in atto. Le discussioni a mio avviso sono un ottimo metodo per prosciugarsi di energia, al punto da non averne più per mettere in atto il pensiero per il quale la discussione era cominciata.

Via: basta, porte chiuse ai cannibali energivori. via.
Il massimo picco produttivo del corso?

"Mi sei indifferente come l'infermiera del paese vicino
che ordina lo scaffale del reparto mentre io parto per le vacanze"

;)

considerando

Considerando che oggi è venerdì, che è l'onomastico di mio padre e mio fratello, nonchè il compleanno del nostro consulente commercialista (in ufficio). E considerando che per ciascuno di questi avvenimenti ci sarà almeno un dolce. E considerando che ieri sera per la prima volta sono andata a guardare la partita fuori casa con mio fratello e la sua ragazza e mio figlio e un sacco di dolcetti vari portati dagli amici di mio fratello...

ecco...
considerando tutto questo, ditemi voi se con la mia scarsissima forza di volontà io riuscirò mai a dimagrire!

ps: deve essere per questo che ho trovato il corso di Pilates vicino a casa... da iniziare a settembre

meglio?

Pare vada meglio. Avevo bisogno di un po' di sano ciarlare da ufficio: abbiamo arredato e ri-arredato gli uffici nuovi, a parole, per una decina di minuti e questo è stato sufficiente per ridare fiato al cricetino arrancante.
Così ora sono pronta a pianificare.
29 - venerdì Santi Pietro e Paolo, quindi a casa si festeggiano i due 'senior' - padre e fratello. Mentre in ufficio si 'subisce' il controllo dei certificatori qualità e ambiente
1 luglio - arriva un'amica dal Nord: chiacchiere, visita della casa e cena penso siano di rigore
2.3,4 luglio - corso intensivo di scrittura, full time
5 luglio  - milano, allday
6 luglio - bologna e ufficio? o bologna? o no?
9 luglio - bologna e poi roma? (non so se si nota, ho perso già dei pezzi)
10 luglio - roma, e non ci piove
12 o 13 luglio - riunione full immersion tutti insieme lasciamo stare che è meglio
16-20 luglio IL GRANDE TRASLOCO

In tutto ciò, a casa si continuerà con il percorso quotidiano fatto di scalate scope…

vuota

vuota. come il portafogli di chi è senza soldi a fine mese. come il frigo del single. come la testa della bionda, secondo la tradizione popolare. vuota. Mi sento vuota (ma pesante di peso corporeo, ça va sans dire).

Non così tanto vuota, in realtà: ma questa settimana al mare mi mostra di avermi provata ben più di quel che pensavo. O forse è colpa del caldo. Mi sembra che il mio cervello macini a vuoto, divagando perchè non riesce a star dietro a tutto.

Nel frattempo, mentre un piccolo criceto arranca abbarbicato ad una ruota di gomma dentro la mia testa, io mando mail, correggo testi, pianifico riunioni per il lavoro post vacanziero (altrui, ché non credo faremo una pausa degna di questo nome in sede: abbiamo un trasloco da compiere) ma anche per quello pre vancanziero, e provo ad adattarmi al nuovo computer appena installato alla mia postazione.
E scopro che avrò la scrivania nuova nel nuovo ufficio. E magari chissà, anche una piantina che mi faccia compagnia mentre con una mano reg…

una intera settimana al mare

Non ero pronta. Una intera settimana al mare, così, da soli.
E' andata benissimo.
In ordine sparso - le scoperte:
la biciclettail prato (nel dettaglio: camminare sul prato di trifogli)l'acqua di mare (corollari: le onde, la schiuma delle onde, il sale dell'acqua di mare)la sabbia (corollari: la sabbia negli occhi, la sabbia come alimento)il gelato gusto fiordilatte senza zuccheroil cane (corollario: il cane che lecca la faccia, il cane che mi porta via il pezzo di pane, il cane da allontanare quando diventa troppo invadente)il gatto (più interessante del cane. Anzi meno, non fa nulla di rilevante, prende solo il sole)la pineta, a casa non c'èil pavimento è pù morbido se ci si arriva dal basso, e non dal letto o dallo scalinovarie ed eventuali Molto altro ci sarebbe da dire, credo. Ma in questo momento ho la testa abbastanza vuota, e un vago desiderio di tornare in spiaggia a riposare... 
Stamattina sul viale della stazione ho incontrato un finto giovane.
Un uomo precocemente invecchiato, con l'aria consumata (dalla vita  o dalle droghe non saprei dire), con indosso una maglietta rossa, jeans blu e capelli lunghi e striati di grigio. Per un lunghissimo momento, complice la miopia, l'ho scambiato per R.

R. è stato per lungo tempo una delle persone che conoscevo meglio.
Poi si è rotto qualcosa (non ho mai capito se si è rotto il rapporto o si è rotto lui) e improvvisamente tutto quel che riguardava me - che fosse indifferentemente pensiero, parola, o azione - si è trasformato in fastidio, imposizione, commento critico e nulla più.
Credo che R. ad un certo punto mi abbia investita mio malgrado ("a mia insaputa" cit.) lo sgradevole ruolo del grillo parlante, coscienza morale che richiama asll'ordine e che proprio per questo è tanto più sgradita quanto più sappiamo di essere sulla via meno adatta a noi. Eppure non ho mai voluto quel ruolo, soprattutto …

mercoledì

Che si mangia? (Il mio stomaco brontola, e contesta il mio cervello che sta macinando ininterrottamente da ore lo stesso argomento).

Da ieri sera sono in modalità "mi devo preparare": partiamo sabato per il mare, una settimana.
E per la prima volta faccio elenchi mentali di quel che devo prendere, che non devo dimenticare, che posso lasciare a casa.
Sì, perchè fare il bagaglio è un'arte, e lo sa bene chi viaggia molto.
Non ho mai capito come mai, ma i miei bagagli sono assolutamente incoerenti nonostante la lunga pratica. Quindi oscillo tra
una borsa con l'indispensabile (e a volte nemmeno quello) e le 7/8 borse piccole stracolme di cianfrusagliame e sempre mancanti dell'indispensabile. Non passa volta che io non debba ricomprare il dentifricio, o recuperare uno spazzolino da qualche parte.

Altra caratteristica peculiare dei miei bagagli è la tendenza alla scia: come sa bene chi mi ha ospitata almeno per una notte, tendo a dimenticare i pezzi per strada. Colonizz…

accidenti

Sto cercando di scrivere una email.
Non riesco: perchè man mano che scrivo comprendo quel che accade e modifico il testo di quel che vorrei trasmettere. Ho già cancellato e riscritto quattro volte...

Giugno

A giugno comincia sempre l'estate. A giugno io comincio a lamentarmi del caldo.
Quest'anno a giugno ho cenato per due sere di fila nel mio posto preferito, all'aperto, facendomi massacrare dalle zanzare.
Quest'anno un sabato sera di giugno ho conosciuto la ragazza di un amico, e mi è piaciuta: sono molto contenta per lui, sono belli insieme.
Quest'anno a giugno andrò al mare una settimana. Non so se esserne contenta, non riuscirò ad andare alla festa di giugno. Ma è l'ultima volta, non ne voglio perdere più.

Sabato c'era il Palio dei giovani: siamo andati in piazza a vedere la sfilata, abbiamo incontrato una bimba particolarmente intraprendente che a Carlo non è piaciuta affatto, io ho bevuto la birra, lui ha mangiato la pappa al ristorante, loro hanno parlato parlato parlato.
Per una volta (evento raro) la conversazione è stata stimolante, interessante, bella densa.

Di sottofondo però la mia testa ha continuato a macinare. Sto metabolizzando una delusione …

del silenzio

Carlo dorme. Io approfitto di questa pace per stare in pace: leggo poesie di Montale, sfoglio internet come se fosse un giornale, aspetto.
ci sono cose che vorrei dire solo a te, e allora non le scrivo ma le penso tutte (e molte sono belle).
Organizzare mi pesa: ma si deve, e allora lo si fa.
Giro sfregiata da un profondo graffio sulla guancia destra. Passerà presto, credo.
Ho ricominciato a girare, a piccoli passi. Carlo comincia ad andare, a piccoli passi.


intervallo - o dei sogni

nell'intervallo tra un impegno e l'altro, ho sognato.

ancora.
stamattina  o forse era stanotte, non lo so.

Un sogno di bivi e di strade da scegliere e di solitudine e di baci raccolti per strada, ma la strada non li comprendeva comunque.
Mi trovavo alle terme – non so quali, non so dove. Una giornata – serata di relax. Non ero sola (o non mi sentivo tale) ma uscendo sapevo che sarei dovuta rientrare da sola e che non ero abbastanza attrezzata. Trovo bicicletta e pantaloni tecnici (tipo thinkpink, per intenderci) e so che sono entrambi di Andrea: li prendo perché sono convinta che a lui in questo momento non servano e che lui capirà, perché capirà lo so. Comincio la mia discesa dalla cima della montagna – o dal paesino in mezzo al bosco, non ricordo. Arrivo a un sentiero dove trovo una comitiva: tra i partecipanti alla camminata / passeggiata c’è anche Andrea, che mi saluta contento, e poi guarda i pantaloni e mi dice”ah, si li ho riconosciuti ma hai fatto bene a prenderli: …

mentre

Mentre gli altri - il resto del mondo, le persone - si preparano per uscire (è sabato sera, e vivo nella gaudente romagna. Ma anche se vivessi nella laboriosa Milano credo potrei scrivere le stesse cose e a buon titolo), io mi preparo per andare a dormire.
Sono provata.

Dal caldo anzitutto. Faccio parte della categoria amante del freddo, non del caldo: e questi improvvisi e costanti 31 gradi mi hanno teso un tranello.
Dalla giornata. Piena piena fitta e densa, di quelle vischiose che ti avviluppano e non riesci a liberartene.
Sveglia alle sette e mezza, colazione per due (di cui una via biberon), rifare il letto far partire la lavatrice cercare di dare un aspetto dignitoso (solo dignitoso, che per il normale mancavano tempo ed energie) alla zona giorno per l'arrivo di un ospite alle undici, lavare e vestire il piccolo e la grande, ovvero io, che dovevo perfino fare la doccia e poi via,  pronti per la passeggiata che  fa parte della routine quotidiana. Sì, perchè mi è nato un bimbe…

terremoto, stanno tutti bene

Qui la terra trema. Qui. a nord e a sud. Da Milano a Mantova, da Modena a Bologna, e a Cesena: la terra trema. Ma io sono impegnata e non me ne accorgo: una volta sono sull'autobus, una volta in bicicletta... Insomma, penso ad altro e non sento i tremolii. Eppure dicono siano forti.
Mi fido, io non li ho sentiti però.

In compenso sento i terremoti notturni di chi, con gli occhi chiusi, deve controllare di essere in grado ancora di reggersi sulle gambe in piedi da solo come ha avuto modo di scoprire poche ore prima. Ed è tutto un traffichio, un movimento, una faccetta impegnata ad occhi rigorosamente chiusi. Quando poi la sperimentazione pratica dimostra che sì, funziona ancora tutto, ecco: allora decide di dormire di nuovo e... cade pesantemente sul sedere (imbottito dal pannolino, ma comunque esposto). E parte il pianto di spavento per un bimbo addormentato e convinto di essere in piedi, che prende una gran botta.

Se non accadesse verso mezzanotte, sarebbe anche divertente.

Occupy

Ho seguito solo parzialmente la questione Occupy.
Ho letto qualcosa per capire le motivazioni (mi è stato utile questo articolo, in effetti) e ho cercato di capirne un po' di più da quandoClaudia Vago (tigella, in rete)ha deciso di andare a fare il reportage di Occupy Chicago direttamente sul posto, finanziata dalla mondo del web.
Ci vuole pazienza, e tempo, per riprendere il filo di tutto. Claudia ha fatto a mio parere un bel lavoro chiaro: il filo principale si trova qui, su Occupy Chicago, che lancia i segnali per tutti i luoghi virtuali correlati (@tigella, su twitter, ha sicuramente altre notizie e altri fili da seguire).

Buona lettura (Claudia, ora, sta tornando a casa)

primavera e mal di stomaco

Faccio viaggi spendo soldi che non ho consumo energie che non pensavo di possedere mangio cose che non potrebbero stare nel mio stomaco se io fossi una persona sensata. Insomma, controllo poco di quel che accade.
E ogni tanto, come ieri, mi ritrovo a vivere giornate assolutamente inutili. E ho la sensazione oggi di dover recuperare anche quelle ore sprecate, passate e trascorse quasi senza che io me ne accorgessi, a sistemare piccoli lavori e a pensare piccoli pensieri assolutamente inconsistenti.

Intanto è già maggio. Anzi, è già la fine di maggio.

pioggia

la pioggia non aiuta il buonumore. La pioggia, se si indossano le ballerine, può essere molto fastidiosa. La pioggia, se si indossano le ballerine e non si prende l'ombrello, può farsi fastidiosamente presente. La pioggia, se si deve andare a un'ora di tragitto da casa usando i mezzi pubblici con le ballerine e senza ombrello, può essere quasi insopportabilmente... bagnata.

Fantasia - Lo schiaccianoci di Chaïkovski (prima parte)

Intervallo - La linea 147 e 148

(ho perso il filo)

Ho perso il filo dei discorsi che sto preparando. Per tentare di ritrovarlo, ho vagato un po' dentro la rete (dentro, non a caso: mi hanno tirata con violenza le parole che ho letto).
Quanta disperazione nelle frasi che ho letto nella tua casa virtuale, amico mio. Quanta solitudine, quanto gorgo di malinconia che risucchia e cancella.Quanto di quello che scrivi è dato dalle sostanze che hai assunto (o che assumi)? Non lo so: ma mi spaventi.
Ti starò lontano, per sopravvivere, ma anche perché la mia vita è così abissalmente lontana dalla tua che non ho gli strumenti per capire e per darti la mano che ti aiuterebbe a risalire. Sono anche ragionevolmente convinta che non la prenderesti.

In fondo, ogni passo che muoviamo è frutto di scelte. E io non posso scegliere la vita al posto tuo, che non l'hai mai scelta.

LUNEDì

Ogni tanto mi domando perchè il lunedì diventa l'imbuto nel quale si accalcano tutte le incombenze. Sarà l'avanzo del venerdì? O forse è il fine settimana che lascia libera la mente di organizzare il lavoro?
Mah
Comunque stamattina il ruoloo dell'imbuto è abbastanza evidente.
Scrivere, scrivere e ancora scrivere: è quello che sto facendo dalle nove. Parlo a nome di un altro, con la voce di un altro, entrando nei suoi pensieri per cercare di farli uscire nel modo più efficace.
E' questo, credo, uno dei metodi per fare bene il mio lavoro: sottrarre pensiero personale per trasmettere, attraverso le mie parole e le mie dita, il pensiero di un altro. Mettersi da parte, lasciando solo il metodo di pensiero a disposizione di chi ha bisogno di essere ascoltato.
Lasciando le mie parole e sottraendo il mio stile.

Ecco, lo stile.
Non è che invece riesco a parlare con il nome di un altro solo per chi - potendo - parlerebbe con il mio stile?

...Ci devo riflettere...

collaterale

Ah, ovviamente in questi giorni ho sognato TANTISSIMO. Ho sognato di organizzare una festa di compleanno a sorpresa per l'amica Chiara (che ha compiuto gli anni a febbraio): il mio compagno di organizzazione era tal Alessandro, che ora vive a Londra e che io non ho mai incontrato (pur avendolo visto in fotografia). Mi domando perchè ho scelto lui come complice di organizzazione.
Qualche giorno fa ho sognato la medesima Chiara che bocciava sistematicamente ogni proposta vacanziera lanciata da me insieme ad altre due ragazze che lei conosce ed io no (questa mania di scegliere compagni di sogno mai visti prima, mah).
E nell'ultima parte di questa notte ho sognato la zia Germana, ma non ricordo il contesto. Mi tornerà in mente

quattro lunghissimi giorni di tregua

E' complesso rientrare dopo quattro lunghissimi giorni di tregua. E' complesso anche rendersi conto che no, ancora non sono affatto organizzata e quindi no, non sono capace di fare le cose come si deve: usciamo OPPURE metto a posto OPPURE stiro OPPURE gioco. Ma presto riuscirò a mettere insieme tutto. Intanto sabato Carlo ha pensato bene di dormire due ore di fila al mattino, contribuendo alla mia attività mattutina di sistemazione varia.


Sarà tempo di traslochi presto: qui in ufficio e a casa. Che insomma, questo bimbo merita uno spazio suo dove giocare e trafficare, e forse riesco a realizzarglielo.
E c'è poco da fare, parto con alte considerazioni filosofiche e questi post si riducono velocemente ad un elenco di cose da fare... Potrei mettere i desiderata, invece che i 'si deve'... Eccoli:
andare in mozambico con Carlo - è presto, potrebbe essere un obiettivo 2013 (sempre che siano ancora tutti là) :)andare alla festa di Ivrea - correlato al Mozambico, direi che …

sì, sognare, evitando le buche più dure

Il mio inconscio si è stancato della mia negligenza come massaia e sta cercando in tutti i modi di farmi capire che è ora di fare pulizia, di sistemare, di lucidare ecc... 
Stanotte ho sognato una casa fatta di scale e stanze e mansarde, piena di gente che chiacchierava (anche gente che ho visto una volta sola nella vita, o che non vedo da anni). Persone colorate, molto diverse fra loro, armonicamente distribuite.
nota Devo ammettere che ho un inconscio saggio, che abbina le persone in conversazioni improbabili a seconda delle affinità reali - un tal Luca raccontava a una tal Vanessa dell'organizzazione del di lui matrimonio, che sarà a settembre. Lei (un tempo donnina dark e oggi medico affermata) dava azzeccatissimi consigli.fine nota
dicevo, una casa su più livelli con scale e spazi bianchi rustici - una casa di mare, ligure per come la mia mente interpreta e ricorda le case liguri. Sporca. Osservavo in giro e pensavo che c'erano valanghe di sporcizia da pulire, la casa è …

leggere coincidenze

disclaimer: post frivolo e leggerino - poi non dite che non vi avevo avvertiti

Pare che io abbia una ostinata coazione a ripetere. Un tempo credevo che questa testardaggine nello scegliere gli uomini interessanti (per me) sempre in quelle due settimane di compleanno, da fine gennaio a metà febbraio, fosse una ostinazione a posteriori (ovvero una capacità di memorizzazione della data di nascita o compleanno solo nel caso in cui coincidesse con questa idea malsana).
Adesso non ne sono più tanto certa.
Tutta colpa dell'episodio di stamattina.

Mi viene offerta la possibilità di comprare a metà prezzo il biglietto per un concerto. Il gruppo non mi dispiace. Osservo il cantante e penso che in realtà, anche se non è un adone alto biondo e palestrato, mi piace. Lo trovo interessante. Ha uno sguardo che mi incuriosisce. Mi piacerebbe conoscerlo.
Leggo la scheda di presentazione del concerto. XXX YYY, nato a xxx il 24 gennaio ....
O_O


cambiare

Sono molto cambiata rispetto allo scorso anno.
Sono più stanca (effetto collaterale previsto, e difficilmente risolvibile per ora), ho meno tempo per le 'filosofie' e quindi filosofeggio di meno, sto diventando più autoritaria per sopperire al malinteso senso di sostegno che arriva dai parenti (e di conseguenza sono più spigolosa con chi invade il mio spazio, salvo non poter dir nulla perchè ho bisogno del supporto e ... insomma, un circolo vizioso. Che confido migliorerà facendomi tornare un pochettino più morbida).

Ma stamattina leggevo Scintille di Gad Lerner, in autobus. E il pensiero ha ricominciato a frullare e macinare in testa (e vi risparmio i sogni di stanotte - non perchè non ne abbia fatti, bensì perché sono troppo confusi e colorati e complicati da ricordare, figuriamoci da raccontare).
Considerazione superficiale: ha ragione chi dice che Lerner è involuto nel suo scrivere.
Considerazione un po' meno superficiale: in realtà è complesso raccontare la propria st…

inconscio a richiesta

A grande richiesta del mio inconscio, ho ricominciato a ricordare i sogni.

Ho sognato che mio fratello smontava la cucina, facendola diventare una accozzaglia di pezzi bianchi. E spostava tutto il legno e i mobili verso la parete di fondo, in modo da liberare la parete di fianco all'ingresso... che, va detto, nel mio sogno è una parete lunga lunga, ma nella realtà è un pezzetto di parete con una bella finestra grande.
Beh, comunque, nel sogno la parete lunga lunga era parzialmente coperta da mobili bassi che mio fratello ha spostato... per far apparire magicamente la porta del bagno. E io con estrema nonchalance dichiaro - nel sogno - che sì, di solito per andare in bagno si entra dalla porta sul pianerottolo (si esce di casa, e si entra in bagno).

Ma guarda, non pensavo che ci fosse un modo più semplice per andare in bagno. Certo, devo rivedere l'arredo della stanza, ma così è meglio. Anche se diventa tutto bianco e non più colorato, per un po' va bene così...

pasqua

Nota al margine - Sono passati 19 anni oggi, nonno Lidio.

Sto combattendo con un testo arido e noioso, che va scritto prima di martedì (e che dunque devo assolutamente concludere oggi se voglio rilassarmi nei prossimi giorni).
Programmo pulizie, invece che gite fuori porta (e non è che sia esattamente il modo migliore per affrontare i prossimi giorni, a dirla tutta).
Sarebbe bello poter divagare e liberamente scegliere cose di cucina per i prossimi giorni, impastare, assaporare, mescolare e assaggiare. Ma temo che non me lo lasceranno fare, sommersa dalle cose che vanno sistemate mentre altri si preoccupano (o si occupano) della cucina.
Entro in contatto pieno con la necessità - nel tempo "libero" - di organizzare le bagatelle pratiche per facilitare la vita a chi viene dopo, nei giorni in cui il mio tempo è "impegnato altrove".
"Tu dimmi cosa devo mettere, e io te lo faccio. Ma non mi chiedere di decidere". La frase che mi è stata detta stamattina rende…