giovedì 16 marzo 2017

post frivolo - qui si parla di dieta a zona

Dopo mesi in cui mi arrabattavo per conto mio, cercando di stare a dieta, è successa una cosa.
Ho telefonato al mio medico di base. Lui mi ha intimato di compiere alcuni passi, e così...
  • un mese di dieta a zona
  • un mese di almeno mezz'ora di camminata, almeno 3/4 volte a settimana
  • un appuntamento con il mio medico di base subito dopo pasqua
  • esami del sangue e delle urine.
Esami alla mano, vedremo...
Alla mia domanda "devo rivolgermi a un dietologo?" la sua risposta è stata "Ma io credo che lei ce la faccia da sola, per un mese... tenga botta!"

E così, ieri sera sono andata ad acquistare un manuale per la dieta a zona spiegata bene, passo passo. E da oggi sto cercando di seguire le indicazioni. Che segno anche qui, a futura memoria. Per smettere di lamentarmi che non mangio. Per rendermi conto che ce la posso fare. Perchè ho un feroce mal di testa e credo andrò a prendere il secondo tè verde della giornata, visto che ho dovuto chiudere i ponti con il caffè...

Colazione - ricotta magra, 2 fette biscottate, un cucchiaino di marmellata, una tazza di tè verde.
Spuntino - uno yogurt magro bianco
Pranzo - broccoli al curry, 100 grammi di sgombro, un'arancia piccola, mezza fetta di pane
Spuntino - una mela e 20 grammi di parmigiano
Cena - insalata belga e polpette di tonno al sesamo, mezza arancia, mezza mela
Prima di dormire - 200 ml latte scremato (saltato)

In tutto questo, bere 'almeno' 2 litri d'acqua al giorno.
Due. Litri.
Sono a metà del percorso e la bottiglia mi sta sbeffeggiando dalla scrivania.

Ma stavolta devo: ordine del medico... 

lunedì 6 marzo 2017

l'altra faccia della medaglia

Io non sono a posto.
Fisicamente, non sono a posto.
Ho la pressione che a volte sale - a volte, ovvero quando sono un po' agitata - e dunque non va bene. E dunque devo dimagrire. Ma la volontà latita, o forse avrei bisogno di un supporto più deciso, non so.
Cerco di trovare soluzioni palliative, creo gruppetti di auto aiuto tra amiche per convincermi a camminare (se non ce la faccio a stare rigorosamente a dieta, aumentando l'attività fisica dovrei ottenere lo stesso risultato, no?), mi impongo di ricordarmi di bere, fare gli spuntini piccoli, non mangiare schifezze...
poi si accumulano i problemi di salute di mio padre, e io cerco la fontina. Nemmeno più il cioccolato, nossignori: proprio la fontina.

Ce la faremo... prima o poi. Ma meglio prima.

giovedì 2 marzo 2017

ci si è messo di nuovo il raffreddore a smorzare i miei entusiasmi e le mie velleità.
Quindi sono daccapo, ammalata ma decisa a viaggiare sia pure per poche ore.
Convinta di quello che voglio fare, ma completamente priva di energia.
E intanto il piccolo cresce, e si fa grande, arrota la erre come un francese e impara le parole in spagnolo ascoltando la canzone del momento (tutta colpa di Sanremo), ma poi mi chiede cosa significa 'ich bin'. Insomma, si fa poliglotta e a me pare una roba molto bella, questo voler capire e imparare linguaggi diversi.

Mi rammarico di perdere i pezzi della sua evoluzione: lo sport (che fa sempre con mio fratello), le feste (a cui lo accompagnano mio fratello e mia cognata), i giochi e le camminate (che fa con la nonna che lo va a prendere all'asilo). Io mi ritaglio le fiabe, quelle inventate che gli piacciono tanto. E ne faccio teatro, le sceneggio, le rendo spettacolo... e ridiamo ebbri di contentezza, alla fine di queste fiabe.

La mia meraviglia.

lunedì 13 febbraio 2017

la vita e i suoi imprevisti

Piango leggendo un'amica che piange per il troppo controllo di sè, che le permette di piangere solo quando è 'emotivamente giustificabile' e in quel pianto ci mette tanto, troppo di sè.
Piango leggendo un improbabile libretto rosa - che di rosa ha perfino la copertina - perchè a un certo punto racconta il mio terrore più grande : che un giorno tu arrivi e dica 'ok, avevo scherzato, adesso mi interessa, lui viene con me'.
Mi arrabbio per le tele e i fili che tengono in piedi le relazioni.
Mi arrabbio, e ingrasso. Perchè da sempre mangio per non affrontare le mie paure.
Non al punto di essere patologica, no, mai: mi voglio troppo bene per questo. Ma certo il cibo - certi cibi - è confortante, per me. E' 'la consolazione', come per altri lo è lo shopping, o il farsi belle.

Ma adesso basta.
Da oggi ricomincio a volermi bene. Sono a dieta. E il fatto che io scalpiti, mi senta intrappolata, ne abbia perfino paura significa che non posso più rimandare.
2017, tu ed io ce la faremo.
Obiettivo, almeno -10. Se fosse -15 sarei molto soddisfatta.

venerdì 20 gennaio 2017

nessun buon proposito

Per questo 2017 già iniziato da qualche tempo non ho buoni propositi, ma solo cose da fare e obiettivi da raggiungere, percorsi da tenere presenti e vita da vivere perchè mai come nel 2016 mi sono accorta che il nostro tempo è limitato, e non lo decidiamo di sicuro noi.
Così provo a proiettarmi non troppo avanti e cerco di fare mie le parole di un tizio un po' visionario ma interessante incontrato sul treno "non pensare, fai. così il tuo obiettivo impossibile diventa una cosa che fa parte della tua vita, e tu puoi alzare lo sguardo e vedere davvero quello che hai intorno"

Tramutare questa frase un po' da guru nella linfa quotidiana, secondo il mio metro, credo che sia fattibile.
Così, per esempio, ho smesso di pensare che dovevo iscrivere il piccoletto alla scuola elementare: l'ho iscritto, ho preso nota del codice della pratica, e adesso posso andare avanti. Ho smesso di pensare che avrei voluto leggere: ho comprato un libro e leggo. Ho smesso di dirmi che il lavoro a quelle condizioni non era quello che avrei voluto: ho cominciato invece a lavorare come piace a me, cercando di espandermi e non di fermarmi.

Vivere, e non sopravvivere: potrebbe essere l'obiettivo 2017.