martedì 24 gennaio 2012

Sole. Interno giorno.Rumori di sottofondo, piacevoli e non invasivi: una tivù, un chiacchiericcio...
In una casa che non  la mia, ritaglio un po' di tempo per lavorare mentre i nonni giocano e chiacchierano e si incantano davanti alle scoperte altrui.

Dovrei lavorare, sì. Ma la testa scappa. Ripenso a ieri sera, alla tranquillità dei dialoghi e alla condivisione delel opinioni e di quesrioni serie: da tanto non accadeva. E' stato bello. Forse ci siamo rilassate tutte, forse abbiamo meno paura delle valutazioni altrui. O forse, davvero, la mia casa accogliente e il mio bimbo sereno hanno avuto un ruolo in questa svolta positiva.


Mi sento incapace di scrivere tutto quello che accade e che mi passa per la testa, come se avessi perso l'allenamento alla scrittura - vero, visto che sono inattiva da quattro mesi e mezzo - o come se non fossi più in grado di elaborare pensieri complessi, ma riuscissi solamente ad esprimere valutaizoni superficiali - speriamo sia falso, e sia solo una situazione transitoria.
Da oggi, come una palestra, si ricomincia: a scrivere, a pensare, ad esprimersi. 

martedì 17 gennaio 2012

ma tu guarda se si deve scrivere con una mano mentre con l'altra si tiene un cucciolo in braccio.
Qui si viaggia a suon di grandi novità.
Il mio cucciolo si è messo in piedi diritto per la prima volta ieri mattina; ieri pomeriggio ha socializzato moltissimo con una persona non di famiglia che è venuta a trovarci da Roma (anche questa è stata una importante prima volta); stamattina ha sollevato testa e spalle da solo per la prima volta (non è chiaro se voglia girarsi o mettersi seduto, non lo sa bene nemmeno lui).

Intanto io anche cresco, e cambio, e scopro quel che mi circonda. Mi rassegno a rispondere ai richiami pigolanti non meglio identificati, e imparo a lavorare con una mano mentre con l'altra cullo. Certo, scrivere ancora non mi era successo e adesso posso dire di aver fatto anche questa scoperta.
Sono in grado di fare molto più di quel che pensavo.

Mi alleno per il rientro lavorativo, che sarà tra poche settimane. Mi rassegno all'idea che forse non riusciremo a viaggiare verso nord prima di febbraio: pochi giorni di freddo hanno messo un po' a terra questo cucciolo, ed esporlo volontariamente alle fatiche e al freddo per una manciata di giorni non mi sembra il caso... Ammetto che mi spiace molto di non vedere le persone che a nord vivono (Paola, Fabrizio, Antonella, Federica Fata, Marzia, Chiara e Nicola, Carmela, Giulia... e anche Grazia, Ilaria, Elisa e Marco, Roberto e Antonella, la zia Maurilia e lo zio Eusebio... e poi Tiziana e Kurt, Clementina e Mario, e Isabel, Sophie, Laura, Tommaso, Alessandro, Andrea, Alessandro.... uff), ma spero di recuperare presto. Per intanto sappiate che casa, qui, è sempre aperta e se riusciste a venire giù farei il possibile per ospitarvi.

Vorrei raccontare altro: di lavoro, di vita, di cambiamenti, di mondo. Ma non riesco e non ho tempo.Abbracci a tutti


lunedì 9 gennaio 2012

dei lunedì di fine delle feste

Ho voglia di rivoluzione.
Non esattamente una rivoluzione complessiva, che mi pare che la più grossa sia arrivata nel 2011 e dorma pacifica nella carrozzina qua di fianco: desidero più una rivoluzione di mondo, un respiro pieno... non so bene.

In attesa che si concretizzi questa idea confusa e non ancora tangibile, mi accontento di piccole cose.

Leggo, a spizzichi e bocconi, le riflessioni di Enzo Bianchi sull'etica e sul cattolicesimo e sul bisogno di Dio (o sulla mancanza di quel bisogno). Vorrei che a tutti fosse chiaro quel che viene detto in modo limpido in quel volume, ovvero che non è necessario sentire il bisogno di Dio per essere persone "brave" (ok, lui lo esprime meglio di così, andrò a recuperare la citazione corretta).
Cerco di venire a patti col prossimo rientro in ufficio.
Mi godo ogni espressione di meraviglia del fanciullo nella carrozzina, che sta imparando ad esprimere con il pianto le varie emozioni (il pianto da 'ho fame' suona più o meno come un 'daiaiai mamam ueee' che mi sembra assai espressivo, mentre quello da spavento è rapido e improvviso e molto acuto).
Dialogo via messaggi, e mi sento ... a posto (forse non dovrei).
Provo a pensare a un viaggio in quel di Torino, prima del rientro al lavoro...  (sto ipotizzando dopo il 24 gennaio e fino a fine mese).

Cerco di riprendere la rete di relazioni, e comincio magari con quelle vicine.
Ah, sì, ci sarebbe stata anche quella questione del rimettersi in forma... penso la rimanderò a ... prima o poi.

venerdì 30 dicembre 2011

il caos

ho sempre pensato che non fosse nelle mie corde la vocazione casalinga. Mi devo ricredere almeno in parte. Inb questi 4 mesi a casa mi sono resa conto che
quando serve davvero sono in grado di pulire tutto in un'ora
quando voglio sono in gradso di cucinare un buon pasto e non solo un pasto
sono riuscita in quel che per me è importante, ovvero rendere accogliente il posto dove vivo.

però rimane ASSOLUTAMENTE vero che per me conta di più il rapporto umano che l'ordine casalingo. e quindi sto meglio quando esco per incontrare gente.
detto questo, finora una sola persona ha compreso cosa io intendessi quando ho parlato del disagio di questo primo capodanno che passerò in casa. non esattamente da sola.

e vabbè... buon anno :)

domenica 18 dicembre 2011

scricchiolii e rumorini dalla stanza accanto: tra poco partirà il pianto e dovrò smettere di scrivere.
E' una bella domenica di dicembre, oggi. E' la domenica che ho sempre usato come riferimento per rendermi conto che "OHmamma tra una settimana è Natale".
Ma quest'anno non mi sembra affatto Natale.
Manca la neve, almeno qui. Manca il freddo pungente. Gli alberi hanno ancora la loro livrea autunnale.
Per contro a casa abbiamo addobbato i lampadari e la porta, surrogati dell'albero che non potrebbe entrare nei nostri micro spazi - a meno di far uscire qualcos'altro. E Paolo, mio fratello, ha sistemato con cura il "suo" presepe (regalo dello scorso anno) sulla scarpiera in ingresso.
L'albero non ci serve: i regali saranno pochi e molto risicati. E IL regalo, quello maiuscolo, è già arrivato.
E scricchiola dalla stanza accanto.

mercoledì 7 dicembre 2011

notte

qualche parola sparsa.
Meraviglia. Pantaloni. Dieta no. Guardaroba. Latte. Mamma. Io? Mare. Chiacchiere. Salatini e biscotti. Femminile. Bene.

proviamo a trasformarle in un post.. che potrebbe essere brutalmente interrotto, ve lo dico subito.

Questo tempo rimane davvero un tempo pieno di meraviglia. Il mio bambino è - ovviamente, per me - bellissimo e divertente e buffo e molto osservatore. Sta diventando anche una discreta faccia di tolla (non so in quanti capiscono, ma tant'è).
Effetto collaterale di questo tempo lungo che mi ha portato un bimbo è la variazione del mio peso e delle mie forme: hanno detto che non posso assolutamente mettermi a dieta, in questi mesi, anche se posso controllare (anzi devo) controllare di mangiare in modo variato e il più possibile equilibrato. Il risultato è che ho perso più peso di quel che avevo prima di rimanere incinta, e ora non mi va più bene niente. Pantalonni troppo larghi o troppo stretti - e quelli accettabili invece sono talmente lisi da diventare quasi trasparenti,.
Così oggi sono andata a fare acquisti.
Altro effetto collaterale del tempo post parto: aver imparato a sfruttare ogni secondo. Ci ho messo venti minuti netti a raggiungere il negozio, provare 7 paia diverse di pantaloni e decidere di comprarne tre paia. Mai stata così decisionista e rapida, davvero mai.
Il mio guardaroba dovrebbe davvero subire una revisione un po' più radicale di 'cambio pantaloni'. Potrei intanto accontentarmi del cambio di stagione, che ancora non ho affrontato. Magari domani.
Ma devo stare attenta: allatto e ogni stress e ogni stanchezza fanno diminuire drasticamente le quantità di latte... e poi il mio piccolo mi guarda con una espressione così smarrita e desolata...  Da un paio di giorni mostra consapevolezza della mia presenza: se prima ero solo una persona rassicurante, ora sono 'la mamma'. Ed è una sensazione incredibile. 
Io. Proprio io...

giovedì 17 novembre 2011

ehilà

riuscire a ricavare un attimo di tempo per
a- accendere il computer
b - riuscire a scrivere qualcosa
è davvero impresa improba. Ma ci provo.

Tre settimane fa, circa, è nato il mio bimbo, e la rivoluzione è cominciata. Hanno ragione quelli che dicono che il tempo rallenta sensibilmente, quando diventi genitore. Mi sembra passato un secolo e invece sono solo tre settimane abbondanti. Per contro, il mondo acquista uno spessore tutto diverso: ammetto che sarei stata contenta comunque delle dimissioni di mister B, ma che adesso ne sono doppiamente contenta.
Ho ricevuto inattese manifestazioni d'affetto, e altrettanto impreviste reazioni più fredde... insomma, chi pensavo non ci sarebbe stato invece si è fatto molto presente, e viceversa chi si è mosso da lontano per venirci a trovare alla fine non è stato presente come ci saremmo aspettati.

Sono ancora felice confusa sbalestrata commossa e tutto quello che potete immaginare, quindi mi ci vuole un po' per tornare a scrivere qualcosa di sensato e di normale. ....

lunedì 3 ottobre 2011