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Hanno sempre detto di me che sono una gran viaggiatrice. Una solitaria. Una che è sempre in giro ("come la tua mamma, sempre pronta a partire").
Non so se è del tutto vero.
Certo i geni del viaggiatore ci sono: mio padre faceva km e km senza battere ciglio (Germania, Belgio, Francia, Olanda, Giappone, Stati Uniti, Cuba... tutti per lavoro e tutti in scioltezza, con l'aereo preso solo quando era strettamente necessario).
Un giorno di luglio - abitavamo già nella 'bassa' - ci dissero, i miei genitori: "cosa ne dite di andare qualche giorno in Svizzera?" . Il giorno dopo siamo partiti, e siamo stati via per una settimana, tra Gstaad e Ginevra e... insomma, è stato bello.

Mi ricordo un sacco di vacanze così, decise all'ultimo - o forse comunicate all'ultimo. E sì, non ho mai avuto problemi a partire.
Ma quando leggo di parenti giovani che dopo una vita vagabonda decidono di fermarsi per un po' a Londra (e questi parenti giovani sono sudafricani,…
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2019, where is my blogroll?

Sono passate meno di quarantotto ore dall'inizio del 2019, e già i miei blog preferiti hanno postato un sacco di cose, tornando (inconsapevolmente?) indietro di ... non so, 10 anni? circa? meno?

il 2019 mi porta lavoro da fare. Su di me, anzitutto. Sulle cose che rimangono sempre indietro, e talmente tanto indietro che mi soffocheranno.
Mi porta anche, finalmente, Netflix. E con Netflix (scoperto lo scorso anno a casa loro) mi porta il primo innamoramento dell'anno, colpevolmente in ritardo.
Sherlock.

io sono solo alla seconda 'stagione' e sono decisamente dipendente da questa scrittura, da queste storie, da questi personaggi e da questa recitazione.
Sono efficaci, coinvolgenti... e hanno il pregio - oltretutto - di riportarmi ad ascoltare inglese, quello vero, quello bello. Visto che ho smesso di studiarlo, da qualche mese, direi che mi fa solo bene.



Avvento

Siamo di nuovo alla fine di un anno. Ho perso l'abitudine a scrivere qui. Scrivo molto su carta, invece. A conti fatti, mi pare un bene. Cerco di evitare i pensieri cupi: ecco, questo non sempre è un bene.  Il 2018 mi lascia un pesante carico di consapevolezze e lacrime, una indiscutibile paura per le derive nazionali, una vergogna profondissima per quello che avviene in tema di accoglienza e rispetto dell'altro, e per la strumentalizzazione del cattolicesimo a uso e consumo dei governanti. Ma porto un altrettanto prezioso bagaglio di risate e abbracci che verranno con me anche nel 2019 (facendo tutti gli scongiuri del caso).
Gennaio rimane in un limbo.
Febbraio è il mese della prova, dell'apertura, della neve e delle prime chiacchiere. E' anche il mese del carnevale e delle maschere, degli amici e del mio bambino che rimane comunque timido.
Marzo è il giro a bologna, la mostra alla Corte San Ruffillo, e finalmente le chiacchiere vere, l'incontro del 12, i 13 minuti, …

settembre

Inoltrato, ormai. Sono successe tante cose, in questo mese e mezzo, e non so da dove cominciare.
La sintesi? mio padre è vecchio. E io, che tanto mi credevo resiliente, mi accorgo abbarbicata a cose che non sono più, che non vedo più. Continuo a pensare di vivere nel passato, quando il futuro arriva al galoppo.

la pianificazione del mese

Pianificare il mese di agosto significa predisporre un accurato piano di battaglia in cui ogni giorno ha il suo compito, e la sua destinazione.
Mai come quest'anno ho cose da fare, nell'ansia di non fare abbastanza.
Deve essere perchè mi sono detta che non ho la possibilità di andare in ferie...
e così, in questa estate che sta diventando torrida sono andata insieme a mio figlio
a Valnera, per il solstizio d'estate, in un weekend strano ma rigenerante nel profondo in Lunigiana, a trovare la mia amica Valentina e la sua bella famiglia (animali compresi) e ora andrò
a Milano, a casa di Ilaria e della sua famiglia, ea Torino, per entrare nella nuova vita di Paola che sta per cominciare. 
Sempre in questo tempo ho ospitato
Giò, amico che mi porto dal 2010 e che mi accompagna in modo discontinuo ma presente, con la confidenza che nasce tra anime curioseLorenza, conterranea che arriva dal 2011 e che per alterne vicende è diventata una vera amica Senza mio figlio, però, ho bisogno d…
L'ho fatto. Dopo un anno e mezzo di tira e molla, ho comprato il tavolo. Non è niente di speciale, lo so, ma per me è un enorme passo avanti.
Perchè se non riesco a fuggire dal nido, almeno lo vorrei rendere gradevole, ecco.

Ho anche festeggiato 4 mesi di 'vita' bella piena, giovedì scorso.
Se non mi fosse abbastanza chiaro, ho un messaggio sempre più marcato di 'fuga'...
come si scappa?

saper fare, fare finta, oppure fare

Ieri sera aiutavo mio figlio ad imparare una serie di passi di un balletto. E' una delle nuove manie: la tv invita ad andare sul sito, sul sito ti propongono un tutorial, quando hai imparato la sequenza ti chiedono di fare un video tuo riproducendo la sequenza e lo posteranno sul sito. (qui il tutorial del balletto).
Ovviamente non ho intenzione di permettergli di girare e postare il video, ma intanto imparare il ballo sembrava interessante.

Lo è stato.

Nato immerso nella cultura dell'immagine e del 'verosimile', mio figlio non è tanto bravo a fare, ma è abile a fare finta. Riproduce i gesti del ballerino, ma non fa i passi, li copia solo come in un tableau vivant. Svuotandoli di ogni significato ed energia. Facendoli diventare una 'cosa copiata'.

Così ieri sera ho passato del tempo a cercare di trasmettergli la differenza tra 'fare finta' e 'fare'. A spiegargli che non basta imitare gesti belli o azioni belle per essere belli davvero. Che bis…