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Visualizzazione dei post da 2018

Avvento

Siamo di nuovo alla fine di un anno. Ho perso l'abitudine a scrivere qui. Scrivo molto su carta, invece. A conti fatti, mi pare un bene. Cerco di evitare i pensieri cupi: ecco, questo non sempre è un bene.  Il 2018 mi lascia un pesante carico di consapevolezze e lacrime, una indiscutibile paura per le derive nazionali, una vergogna profondissima per quello che avviene in tema di accoglienza e rispetto dell'altro, e per la strumentalizzazione del cattolicesimo a uso e consumo dei governanti. Ma porto un altrettanto prezioso bagaglio di risate e abbracci che verranno con me anche nel 2019 (facendo tutti gli scongiuri del caso).
Gennaio rimane in un limbo.
Febbraio è il mese della prova, dell'apertura, della neve e delle prime chiacchiere. E' anche il mese del carnevale e delle maschere, degli amici e del mio bambino che rimane comunque timido.
Marzo è il giro a bologna, la mostra alla Corte San Ruffillo, e finalmente le chiacchiere vere, l'incontro del 12, i 13 minuti, …

settembre

Inoltrato, ormai. Sono successe tante cose, in questo mese e mezzo, e non so da dove cominciare.
La sintesi? mio padre è vecchio. E io, che tanto mi credevo resiliente, mi accorgo abbarbicata a cose che non sono più, che non vedo più. Continuo a pensare di vivere nel passato, quando il futuro arriva al galoppo.

la pianificazione del mese

Pianificare il mese di agosto significa predisporre un accurato piano di battaglia in cui ogni giorno ha il suo compito, e la sua destinazione.
Mai come quest'anno ho cose da fare, nell'ansia di non fare abbastanza.
Deve essere perchè mi sono detta che non ho la possibilità di andare in ferie...
e così, in questa estate che sta diventando torrida sono andata insieme a mio figlio
a Valnera, per il solstizio d'estate, in un weekend strano ma rigenerante nel profondo in Lunigiana, a trovare la mia amica Valentina e la sua bella famiglia (animali compresi) e ora andrò
a Milano, a casa di Ilaria e della sua famiglia, ea Torino, per entrare nella nuova vita di Paola che sta per cominciare. 
Sempre in questo tempo ho ospitato
Giò, amico che mi porto dal 2010 e che mi accompagna in modo discontinuo ma presente, con la confidenza che nasce tra anime curioseLorenza, conterranea che arriva dal 2011 e che per alterne vicende è diventata una vera amica Senza mio figlio, però, ho bisogno d…
L'ho fatto. Dopo un anno e mezzo di tira e molla, ho comprato il tavolo. Non è niente di speciale, lo so, ma per me è un enorme passo avanti.
Perchè se non riesco a fuggire dal nido, almeno lo vorrei rendere gradevole, ecco.

Ho anche festeggiato 4 mesi di 'vita' bella piena, giovedì scorso.
Se non mi fosse abbastanza chiaro, ho un messaggio sempre più marcato di 'fuga'...
come si scappa?

saper fare, fare finta, oppure fare

Ieri sera aiutavo mio figlio ad imparare una serie di passi di un balletto. E' una delle nuove manie: la tv invita ad andare sul sito, sul sito ti propongono un tutorial, quando hai imparato la sequenza ti chiedono di fare un video tuo riproducendo la sequenza e lo posteranno sul sito. (qui il tutorial del balletto).
Ovviamente non ho intenzione di permettergli di girare e postare il video, ma intanto imparare il ballo sembrava interessante.

Lo è stato.

Nato immerso nella cultura dell'immagine e del 'verosimile', mio figlio non è tanto bravo a fare, ma è abile a fare finta. Riproduce i gesti del ballerino, ma non fa i passi, li copia solo come in un tableau vivant. Svuotandoli di ogni significato ed energia. Facendoli diventare una 'cosa copiata'.

Così ieri sera ho passato del tempo a cercare di trasmettergli la differenza tra 'fare finta' e 'fare'. A spiegargli che non basta imitare gesti belli o azioni belle per essere belli davvero. Che bis…

giugno, part one

Pensieri sparsi, necessari.
Le cose frivole: ho ripreso a uscire (cosa assai buona); ho ripreso a vedere film (anche questa, cosa assai buona).
Le cose medie: mi tappo ancora occhi e orecchie e mani davanti a cose che devo affrontare ma che mi spaventano moltissimo.
Le cose serie: tre volte in ospedale da inizio anno, due con mamma e una con papà. #anchemeno, per favore.

la percezione delle cose

Ho ospitato un'amica a dormire a casa, lo scorso weekend.
Io non ho una camera per gli ospiti in casa (a dire il vero ho una situazione abitativa un po' articolata, diciamo), ma c'è, nella casa in cui vivo, una stanza con bagno che può trasformarsi in stanza per gli ospiti, all'occorrenza.
E' quello che facciamo di solito.

In quella stanza il letto (un letto a soppalco reversibile) ha la struttura a doghe e il materasso di lana cardata. Tradizione e modernità, potremmo dire...
Bene, non ho mai pensato che il letto fosse duro (o rigido, che dir si voglia). E invece gli ospiti che in questi mesi sono passati a dormire da me - o almeno gli ultimi due, che ho visto nelle scorse settimane - mi hanno ringraziato per il letto duro, una mano santa per la schiena, su cui si dorme proprio bene ecc ecc.

Per me il mio letto è accogliente. E posso dirlo a ragion veduta, visto che ci dormo la maggior parte delle notti. Niente a che vedere invece con il divano letto del salotto, …

12 marzo

Lunedì, 12 marzo. 13 minuti.14 marzo.
Un rincorrersi di numeri, e di musiche, e di parole (anche non a parole). Che ora frullano tutte in testa, tutte insieme, a ricordarmi che con l'istinto capisco molto di più e molto meglio che con le parole che escono dalla bocca.
E con le canzoni anche, a dire il vero.
E' un periodo di rock.
Di David Bowie e degli Evanescence, e di questa canzone.

una settimana nella bolla della neve

E' stata una settimana di neve, quella tra febbraio e marzo. E io adoro la neve. Farinosa e leggera, come vorrei che fossero le mie giornate.
Avrebbe dovuto cominciare domenica 25.
Ha dato le prime avvisaglie di freddo sabato 24 febbraio, il giorno in cui sono andata a prendere il caffè al bar Flamigni.
La domenica, per scaldarsi, la tisana ha fatto il suo dovere, ma di neve ancora niente.
Il lunedì, una birra ha cercato di compensare la scarsità di neve.
Il martedì invece ci ha provato una cena, e le inattese rivelazioni di un'amica hanno cambiato il colore della giornata.
Il mercoledì, finalmente, neve scricchiolante sotto i piedi, e sorrisi, e lunghe camminate al freddo.
Mai come il giovedì, quando una pausa post pranzo si è trasformata in due lunghissime ore a spasso 'nel mondo di Dafne', come direbbe l'insegnante di inglese.
venerdì, le terme e il massaggio.
Sabato, Bologna e il parrucchiere.
Domenica a casa, infine.

Le mie foto di quei giorni parlano. 

energie

Questo non è un post che deve essere letto, o cercato dai motori di ricerca. è solo un post, e come tale non ha bisogno di leggibilità 'facile', di SEO o di chissà che altro.
Questo è un coacervo di sensazioni sparse.
Comincia con il festival dell'oriente a bologna, con una signora bolognese - io credo - bionda e molto ben centrata che mi racconta come sono io. E io le domando se ha parlato con mia madre di recente, visto che usa le sue stesse parole.
Continua con le energie smosse dall'idromassaggio, fatto con Carlo (anche se non avrebbe dovuto - potuto farlo), e con un poderoso mal di testa smaltito solo dopo tre ore di riposo.
Si concretizza nel messaggio di stamattina, frivolo e leggero, a un caro amico che conosco da quando ero piccola: ho mandato il messaggio dopo almeno sei mesi di silenzio totale, e ne ho ottenuto un messaggio di ritorno pieno di rabbia e di disillusione e di sofferenza per una sua vicenda personale appena accaduta (e con appena intendo propri…

analisi della persona

Sembro più giovane. Lo dicono le donne che di solito sono parche di complimenti, me lo dicono gli uomini che mi trattano alla pari prima di sapere che ho (x) anni più di loro. Lo dicono anche quelli che mi accomunano come sorella alla mia amica Paola (altra donna che non dimostra la sua età) o a Ilaria (che invece di anni ne ha 14 meno di me).
Cosa significa sembrare più giovane?
A volte significa dover arrancare dietro a percorsi che per età mi sono difficili, ostici perfino. A volte significa dimenticare limiti che invece l'età che ho (perché ce l'ho, è inutile camuffarsi dietro a un complimento per quanto ben riuscito) reclama a gran voce.
A volte l'ignoranza dell'età mi permette di non stare in una casella, e mi rende felice.

Quand'è che ho perso di vista i miei modelli? E quando esattamente sono diventata questa persona inscatolata nelle difficoltà quotidiane, che non ha più il gusto delle cose?
Non so esattamente. Ma so cosa voglio fare (e in parte faccio) pe…

Pensieri di febbraio

In questi giorni rifletto molto. Mi godo mio figlio, e intanto penso, e mi guardo intorno e penso ancora.

Non rilassata come l'uomo di legno sulla panchina, però.

Mia madre è invecchiata, molto e - temo - senza ritorno. Mio padre ha deposto le armi, e se prima era arrabbiato in modo focalizzato e presente, adesso è arrabbiato in modo generico verso la società, i giornalisti che non sanno fare il loro mestiere, i giovani che non hanno più cultura e via discorrendo.

Io - nonostante quel che mi racconto - resisto ancora all'idea di dover prendere in mano il controllo della mia vita. Ogni tanto resto centrata, mi impegno, vivo in modo consapevole. Poi ricado nella paura di prendere il mio posto, e cerco  di non farmi notare mentre mi ritraggo nel mio guscio.

E' mio figlio che mi tira fuori spesso dal mio guscio, con le sue domande. In questi giorni le domande trattano questi temi:
fertilità della specie umanamortenascitamatrimoniodimagrimento e dietaregalicarnevaleciclo della r…

gennaio, primi sguardi

Il 2018 si prospetta l'anno delle letture, quelle vere.
Ho ripreso in mano libri seri, mi ci sono tuffata come fa un bisognoso di acqua dopo mesi e mesi di siccità.
Sto divorando a bocconi decisi La saga dei Cazalet, che avvince e porta poco distante, circa 70 anni indietro o poco meno. E mi piace, mi ci ritrovo, immagino mia nonna e le sue sorelle in un mondo così, oppure Elisabeth Arden (perchè lei? boh), o altre persone che posso aver incontrato in modo letterario nel corso della mia vita... Mi ritrovo a casa, da un lato, e appassionata a una storia ignota, dall'altro.





Ho già letto anche libri nuovi di zecca:
Chesil Beach, di Ian McEwan;
Le tre del mattino, di Gianrico Carofiglio.

Arranco sull'ultima fatica di Marco Malvaldi, che mi pare inconsistente; è scivolato come acqua fresca Arabesque, di Alessia Gazzoli.

E poi mi appassiono. Ecco, potrebbe essere questa la parola giusta per gennaio, passione.
Mi appassiono allo studio dell'inglese, e cerco di focalizzare meg…

Le parole creano mondi

Gratitudine. Per le giornate di festa, a casa, e per le giornate di festa in giro, con il mio bambino, dagli amici nuovi.
Gratitudine. Per la consapevolezza della vita, che ho e che scorre.
Preoccupazione. Per la trascuratezza con cui affronto molte delle cose che mi riguardano direttamente.
Curiosità. E voglia di intraprendere nuove strade sentimentali, ma con poca capacità di riprendere il ritmo.
Osservazione. Di me stessa allo specchio, con gli occhi aperti. Non lo facevo da molto.

Altre parole seguiranno...