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Visualizzazione dei post da 2017

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.
La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora).Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagione…

Autunno

Molto poco soddisfatta della mia vita attuale, molto tesa: visionaria quanto basta per rendermi conto della direzione presa dalle situazioni ma non abbastanza motivata per modificare quelle direzioni. Va tutto benissimo, direi. E nei sogni di queste settimane tutto si racconta, esattamente così: strade che non arrivano da nessuna parte, pedaggi da pagare al centro di una curva, macchine futuristiche e io che non le so guidare - che non capisco dove vadano - che mi rendo conto di non capire ma faccio la passeggera senza grosse fatiche...
Intanto, visto che la mamma si è ripresa un po' ma è ancora affaticata e stanca, e visto che il suo cuore zoppica, io ho pensato di mettere a posto il mio cuore, e il mio fisico, riprendendo brutalmente la dieta e la ginnastica. Oggi, pertanto, sono al secondo giorno di dieta a zona, e credo tornerò a mangiare l'insalata con le alici!
Note della settimana: sono andata via due giorni, sono ancora in carenza di abbracci, sto cercando di capire q…

Inizio di ottobre, chiusura di un ciclo

Due giorni che valgono mille. In attesa di mettere ordine, almeno prendo nota. Sabato 30 è stata la festa di compleanno di Andrea, l'amico da sempre. 50 anni. Una  bella, bellissima festa con oltre 100 persone. Una festa che è durata dal pomeriggio alla notte, con gente da tutta Italia, e balli e musica e bambini e vecchi amici.
Domenica 1 ottobre è stato l'arrivo di Francesca, casuale ospite molto gradita che è stata inserita suo malgrado in un turbine di eventi. È stata la messa di commiato di don Ivo, il saluto dopo 31 anni in parrocchia, la commozione, i canti... il fastidio per le stesse vecchie dinamiche che sarebbero da scardinare a calcioni (e don Ivo lo sa bene) ma che vengono quasi esibite al suono della frase più odiata "noi siam fatti così!".
È stato l'arrivare in parrocchia come quella prima volta ad ottobre 1993 ed essere ricevuta come allora dalla stessa persona (sorridente, stavolta a differenza di allora).
È stata, domenica, la corsa in ospedale …

i colori che in autunno non vedo

Meglio l'albergo giallo o quello rosa? Meglio il family hotel o l'albergo storico?
Non fatevi ingannare, è uno specchietto per le allodole questa foto, è un richiamo forte al bisogno di montagna che ho e al bisogno di evasione che ho.
E' anche una considerazione sulla ricchezza e sulla mancanza della medesima.

Servono distrazioni potenti, qui. Ho una gran rabbia che cova, sobbolle, borbotta. Una rabbia indotta (dai livelli ballerini di zuccheri nel sangue), una rabbia indotta (dalle preoccupazioni economiche), una rabbia indotta (dalle cose che non riesco a cambiare, conseguenza delle scelte fatte un tempo).
Ma anche una rabbia oggettiva, che salta fuori senza freno e controllo, a volte, e che mi spaventa. La rabbia è per la mancanza di rispetto altrui, e l'altrui è chiunque (compresi i familiari più stretti). La rabbia è per la stupidità altrui (e qui mia madre mi direbbe 'non pensare che tutti colgano i collegamenti nascosti come fai tu, a volte non è semplice&#…

Learning English, ognuno a modo suo...

15 settembre, primo giorno di scuola

Oggi si comincia la scuola. Le elementari. Si comincia, in due, perchè è la mia prima volta da genitore come per lui è la prima volta da studente.
Faccio cari i suggerimenti di chi ha visto mio figlio più di mezz'ora, e di chi lo ha guardato con l'occhio del docente. "Si annoierà", mi avete detto. "Devi stare attenta, perchè non è come te".
Dopo pochi minuti a scuola temo sarà così davvero: passata l'onda della novità degli insegnamenti che non gli sono familiari, mi auguro che i maestri riescano a far tenere un buon passo ai bambini, altrimenti mio figlio si distrarrà, perdendo poi i pezzi per strada. Cerco di tenere le antenne altissime, per evitare di 'perdere tempo ed energie' in un mondo accelerato che non fa più sconti (o che forse non ne ha mai fatti, e quello che apparentemente non si pagava trent'anni fa arriva addosso tutto insieme, e tutto ora).

La scuola ha due prime.
In quella che frequenta mio figlio i bambini con il "cog…

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

Il cervello che macina a vuoto?

E' estate. La testa è stanca, il cervello macina (a vuoto?), io mi sento affaticata e il caldo colpisce ogni notte a tradimento.  In questo tempo sospeso, oggi, provo a mettere qualche punto fermo.  Ricordarsi di godere sempre delle piccole cose. Come è stata la festa di compleanno di Elena, ieri, con i bambini tutti a mollo in piscina per tutto il pomeriggio, mentre noi adulti li guardavamo (con un po' di invidia, va detto) e parlavamo tra noi, cercando di rinsaldare quei legami che ci arrivano solo dall'essere stati genitori di compagni di scuola materna. Abbiamo poco in comune (in alcuni casi quasi nulla) ma ci lega la voglia comunque di costruire la nostra piccola comunità. Moldava, italiana, regionale, non ha importanza. Ricordarsi che la divisione in classi sociali esiste ma è molto più fluida di un tempo. E' per questo che alcuni si abbarbicano ostinatamente al loro gruppo sociale di riferimento, e altri invece lo ignorano con beata energia. Ed è così che i seco…

compagni di viaggio e di vacanza

Disclaimer: questo è un post scritto sull'onda del momento. 
Ho un amico che parte domani per le vacanze con la compagna. Destinazione: Paesi Baschi.
Ho un'amica che parte domani per le vacanze con marito e figli. Destinazione: in giro con il camper.
Ho un'altra amica che è ora a Barcellona con marito e figli, per una settimana.
E a me, che sarò tre giorni a Cervia, per questioni contingenti, è venuto un po' di magone, di nostalgia di viaggi. Quei viaggi in cui non sei l'unico adulto pensante. In cui non è necessario essere sempre sul pezzo, perchè chi viaggia con te compensa quando tu molli... Insomma, vorrei tornare al giro a Madrid e dintorni, o anche al giro in montagna a ferragosto. Perché trovare il compagno di viaggio giusto - anche quando non è affatto un compagno di vita, ma solo di vacanza - sarebbe davvero perfetto. E mi manca.
Sto ragionando di partecipare al progetto di Ortiamo.
Sto prenotando stanze per pochi giorni di fuga marina.

Sto meditando se aderire al progetto del #BookPostino.
Sto organizzando la trasferta di domani (da compiere necessariamente in macchina).

Si muovono idee, insomma. Il che non è sempre un bene, ma questa volta pare di sì.



le emozioni del mese

Dal gruppo degli appassionati (in prevalenza donne) di Bullet Journal avevo preso un'idea che mi era parsa brillante. Mi era parsa, appunto.
Una specie di tracker delle emozioni e del mood della giornata, un disegnino che permette di ricordare e fissare 'come mi sono sentito oggi'. Chi lo ha proposto è brava a schematizzare: un vasetto per giorno, un cactus per i giorni rabbiosi, un fiore per i giorni felici, un coniglio per i giorni completamente pazzi.
Una sola sensazione al giorno, insomma.
Non ce la faccio. Da sabato ad oggi ho attraversato momenti di sospensione incredula, attimi di felicità, molti nervosi, un po' di tristezza, pizzichi di serenità, tutti mescolati nella giornata. Un rimescolio di cose sconnesse, come i pesci in un acquario, che vivono tutti insieme nella stessa acqua. Come si fa a tradurli in un solo sentimento al giorno?



...si accettano suggerimenti...

il riepilogo dei viaggi - 2017 edition

"Ma queste arrivano da Trieste vero?" "No, da Vicenza" "Ma a Trieste ci sei andata prima o dopo Vicenza?" "Prima mamma, prima".
Sono andata a rileggere i viaggi 2016: pillole di viaggio, fatte in continuazione. Ero in movimento fisico, anche se non mentale e psicologico, lo scorso anno.
E nel 2017?
Sconto una situazione che non mi piace, e dalla quale fatico a sganciarmi, e anche il mio andare ne risente: ho viaggiato poco, e per poco tempo.
Sono andata a Firenze a trovare Lorenza, per esempio.
A Milano per lavoro, ancora spesso.
A La spezia, per la bellissima 'gita Panigacci'.
A Corniolo, nel parco delle foreste casentinesi, per un weekend rigenerante.
A Torino con la mia mamma.
A Bologna, una volta ogni mese e mezzo, perché ci ho trovato il parrucchiere.
Ma non programmo, non ci riesco perché mi ammalo di continuo. Dopo quasi un mese di antibiotico è stato il turno di Carlo con la varicella, e quando finalmente ha concluso lui ho comin…

Let's Go Pocoyo! - Colores (per chi lo vuol vedere)

incubatrice?

Non ne sono certa, ma tra pochi giorni potrei scrivervi dal mio letto mentre cerco di non avvilirmi per aver preso la varicella...
Sì, l'ha presa mio figlio, ed è esplosa il primo di giugno. Quindi per ora siamo in piena incubazione. O forse no.

Comunque procedo.
Sul lavoro, sistemando e cercando di chiarirmi le idee.
Nella formazione, con il corso di inglese e l'ascolto libero di discorsi anche complessi, e la lettura di 'Bon apétit Monsieur Lapin' (che lo so, è in francese, ma anche quello è tremendamente arrugginito e impolverato), e la visione di 'Let's go Pocoyo' in spagnolo, per imparare i 'colores' (amarillo! Roho! Verde! Azul! Arcoiris!) (ci fa molto ridere, Pocoyo).
Nella diet... OK, NO, QUELLA NO. Sono rientrata nel solito circolo vizioso, consumo pagine di quaderno per creare schemi di dieta da rispettare che ogni volta disattendo o ignoro. Oscillo tra il terrorismo psicologico autoindotto e l'indulgenza un filo compiaciuta perchè mi …

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…

si ricomincia a studiare

E così, pare che io riesca di nuovo a prendere in mano l'inglese e a studiarlo meglio.
Non vedo l'ora.
Mi sono anche informata per il piccoletto, perché c'è un interessante English Camp estivo con insegnanti madrelingua. Non è nella città in cui abitiamo, ma credo di potercela fare ugualmente.
Insomma, in sintesi, bisogna riguadagnare terreno e recuperare competenze arrugginite, tenersi in movimento e al tempo stesso aprirsi al mondo.
L'inglese per due è un modo come un altro.
Non vedo l'ora.
L'ho già detto che non vedo l'ora?

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

programma

Due anni fa era Bruxelles, l'anno scorso era Londra. Quest'anno, forse, il volo sarà per andare in Sicilia. Ma c'è ancora tempo, puntiamo alla seconda metà di agosto.
Intanto però, tra meno di due settimane, andremo in gita alle Cinque Terre (più o meno).
Ovvero, andremo in gita a La Spezia. Doveva essere solamente un pranzo tra pochi amici. E' diventato un weekend lungo con oltre 50 persone certe, e almeno altre 15 che sperano di farcela.
Con alcuni bambini - il che mi auguro significhi che anche Carlo si divertirà.

Scalpito, per andare.
In più di un luogo, in più di un senso.
effetto collaterale di questo scalpitio è la voglia - di nuovo - di tagliare i capelli corti.

la musica, di nuovo

Riscopro la musica - che purtroppo non fa molto parte del mio quotidiano, per una serie di motivi - grazie alle piccole passioni del piccoletto, che in questo periodo ha conosciuto Alvaro Soler e la sua Sofia. Una buona scusa per imparare qualche parola di spagnolo, anche.
E così il mio canale youtube è profilato sui desideri e sulle ricerche recenti, e mi ha fatto ascoltare quasi a tradimento questa nuova, 'Animal'.
Non è un capolavoro musicale, ma ha il pregio di avermi ridato un po' di carica. dunque è preziosa...

post frivolo - qui si parla di dieta a zona

Dopo mesi in cui mi arrabattavo per conto mio, cercando di stare a dieta, è successa una cosa.
Ho telefonato al mio medico di base. Lui mi ha intimato di compiere alcuni passi, e così...
un mese di dieta a zonaun mese di almeno mezz'ora di camminata, almeno 3/4 volte a settimanaun appuntamento con il mio medico di base subito dopo pasquaesami del sangue e delle urine. Esami alla mano, vedremo...
Alla mia domanda "devo rivolgermi a un dietologo?" la sua risposta è stata "Ma io credo che lei ce la faccia da sola, per un mese... tenga botta!"

E così, ieri sera sono andata ad acquistare un manuale per la dieta a zona spiegata bene, passo passo. E da oggi sto cercando di seguire le indicazioni. Che segno anche qui, a futura memoria. Per smettere di lamentarmi che non mangio. Per rendermi conto che ce la posso fare. Perchè ho un feroce mal di testa e credo andrò a prendere il secondo tè verde della giornata, visto che ho dovuto chiudere i ponti con il caffè...

Colaz…

l'altra faccia della medaglia

Io non sono a posto.
Fisicamente, non sono a posto.
Ho la pressione che a volte sale - a volte, ovvero quando sono un po' agitata - e dunque non va bene. E dunque devo dimagrire. Ma la volontà latita, o forse avrei bisogno di un supporto più deciso, non so.
Cerco di trovare soluzioni palliative, creo gruppetti di auto aiuto tra amiche per convincermi a camminare (se non ce la faccio a stare rigorosamente a dieta, aumentando l'attività fisica dovrei ottenere lo stesso risultato, no?), mi impongo di ricordarmi di bere, fare gli spuntini piccoli, non mangiare schifezze...
poi si accumulano i problemi di salute di mio padre, e io cerco la fontina. Nemmeno più il cioccolato, nossignori: proprio la fontina.

Ce la faremo... prima o poi. Ma meglio prima.
ci si è messo di nuovo il raffreddore a smorzare i miei entusiasmi e le mie velleità.
Quindi sono daccapo, ammalata ma decisa a viaggiare sia pure per poche ore.
Convinta di quello che voglio fare, ma completamente priva di energia.
E intanto il piccolo cresce, e si fa grande, arrota la erre come un francese e impara le parole in spagnolo ascoltando la canzone del momento (tutta colpa di Sanremo), ma poi mi chiede cosa significa 'ich bin'. Insomma, si fa poliglotta e a me pare una roba molto bella, questo voler capire e imparare linguaggi diversi.

Mi rammarico di perdere i pezzi della sua evoluzione: lo sport (che fa sempre con mio fratello), le feste (a cui lo accompagnano mio fratello e mia cognata), i giochi e le camminate (che fa con la nonna che lo va a prendere all'asilo). Io mi ritaglio le fiabe, quelle inventate che gli piacciono tanto. E ne faccio teatro, le sceneggio, le rendo spettacolo... e ridiamo ebbri di contentezza, alla fine di queste fiabe.

La mia meravig…

la vita e i suoi imprevisti

Piango leggendo un'amica che piange per il troppo controllo di sè, che le permette di piangere solo quando è 'emotivamente giustificabile' e in quel pianto ci mette tanto, troppo di sè.
Piango leggendo un improbabile libretto rosa - che di rosa ha perfino la copertina - perchè a un certo punto racconta il mio terrore più grande : che un giorno tu arrivi e dica 'ok, avevo scherzato, adesso mi interessa, lui viene con me'.
Mi arrabbio per le tele e i fili che tengono in piedi le relazioni.
Mi arrabbio, e ingrasso. Perchè da sempre mangio per non affrontare le mie paure.
Non al punto di essere patologica, no, mai: mi voglio troppo bene per questo. Ma certo il cibo - certi cibi - è confortante, per me. E' 'la consolazione', come per altri lo è lo shopping, o il farsi belle.

Ma adesso basta.
Da oggi ricomincio a volermi bene. Sono a dieta. E il fatto che io scalpiti, mi senta intrappolata, ne abbia perfino paura significa che non posso più rimandare.
2017, t…

nessun buon proposito

Per questo 2017 già iniziato da qualche tempo non ho buoni propositi, ma solo cose da fare e obiettivi da raggiungere, percorsi da tenere presenti e vita da vivere perchè mai come nel 2016 mi sono accorta che il nostro tempo è limitato, e non lo decidiamo di sicuro noi.
Così provo a proiettarmi non troppo avanti e cerco di fare mie le parole di un tizio un po' visionario ma interessante incontrato sul treno "non pensare, fai. così il tuo obiettivo impossibile diventa una cosa che fa parte della tua vita, e tu puoi alzare lo sguardo e vedere davvero quello che hai intorno"

Tramutare questa frase un po' da guru nella linfa quotidiana, secondo il mio metro, credo che sia fattibile.
Così, per esempio, ho smesso di pensare che dovevo iscrivere il piccoletto alla scuola elementare: l'ho iscritto, ho preso nota del codice della pratica, e adesso posso andare avanti. Ho smesso di pensare che avrei voluto leggere: ho comprato un libro e leggo. Ho smesso di dirmi che il la…