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Visualizzazione dei post da Luglio, 2012

fantasticherie da ufficio nuovo e solitario

Un piano di legno chiaro. Uno spazio vuoto... no, non fa per me. Aggiungo una scatola. Un fermacarte, due fermalibri, un portabottiglie.
Intanto cerco di non pensare a tutte le carte che attendono di essere sistemate e che stazionano per ora dentro l'armadio.
Una grande parete chiara alle mie spalle, una grande parete chiara di frone a me. Su entrambe non potrò attaccare quasi nulla, se non poster o quadri delicatamente agganciati con una catenella ad altezza variabile. Temo sarà complicato, e sono convinta mi arrenderò al secondo tentativo (a meno che io abbia qualcosa di indispensabile da appendere) (il calendario, forse).
Arrivano i giornali: solo uno oggi, quell'Andersen rivista per bambini e ragazzi che fotografa il mondo dell'editoria per l'infanzia e che ha a volte spunti molto interessanti (come stavolta, per esempio. Si parla di legno).

L'ufficio nuovo mi piace ma ancora non mi ci sono adattata. Ho bisogno di prendere possesso dello spazio, di non sentirmi…

scatole. scatole. e ancora... scatole.

Immagine
Qui si continua a far scatole. Non so bene perchè ma temo di essere risucchiata in un gorgo dal quale forse riuscirò ad emergere dopo le ferie (se tutto andrà molto bene).
E pensare che copierei volentieri chi approfitta del venticello fresco per un pisolo fuori tempo...

ma perchè?

Ma perchè rispondo a mail gratuite di gente che non ha nemmeno un minimo di connessione cervello - dita - tastiera? Probabilmente la noia non aiuta.
E il caldo men che meno

settimana di passione

Oggi comincia il delirio del trasloco degli uffici.
Pensateci.

ah. non è venerdì?

Cavoli. Speravo davvero che fosse venerdì.

Sono svagata. sfranta. stanca. sfinita. sonnolenta. Ma anche
distratta. demotivata. divagante. e pure
perplessa. pensierosa. puntigliosamente puntigliosa.

guarda il mare

la cena

quindi. Casa perfettamente in ordine (fatta eccezione per l'ex stanza di mio fratello, ma non è grave - è ancora nella finestra temporale per cui è consentito che sia un po' nel caos), bimbo sciccoso con la sua salopette bianca leggera leggera, cena in preparazione.
Il menu alla fine è stato questo:
farfalle al sugo freddo di pomodori pachino, feta e basilicoinsalata mista (cetrioli, olive nere, lattuga, peperoni a listarelle, pomodori, menta fresca, basilico, filetti di acciughe e feta)ananas a fette tutti piatti per fortuna gestibili anche con le interruzioni ampiamente previste e messe in atto dall'ottomesenne. Tutti piatti abbondantemente conditi da chiacchiere e confidenze e confronti sul futuro e scelte di vita, e suocere e doni e ambizione e voglia di crescere e confrontarsi.
Bello, bello bello.


Sarebbe da fare più spesso.

di bellissime serate

Qualche volta accade che affinità riconosciute per caso, incontri avvenuti in modo fortuito, diano vita ad amicizie inaspettatamente solide e piene, rotonde e dense.
La mia "amicizia bella" è venuta a cena a casa domenica sera.
Ormai ci conosciamo da sei anni. Entrambe abbiamo un po' perso di vista la persona che ci presentò, ed entrambe consideriamo la nostra conoscenza un dono inatteso da proteggere.

Il fatto che sia venuta a cena ha avuto il non trascurabile effetto di farmi rivoluzionare casa, mettendo ordine tra quelle cose che ormai da due anni attendevano di trovare collocazione.
Molte sono finite dove avrebbero dovuto andare da tempo, nell'archivio (=cestino). Qualcosa è andato in scatole recuperate ad hoc, qualcos'altro è finito in cantina perché non meritava l'archivio ma nemmeno i fasti del piano nobile.
Qualcosa, infine, è stato valorizzato come merita.

(continua)

vi capita mai?

Vi capita mai di pensare, improvvisamente, che no, proprio non avete voglia di _________________ (dove al posto della riga sta "vedere quella persona", "iniziare quel discorso", "perdere altro tempo per far capire quella cosa", "raccontare i fatti propri a lei/lui"?)

Io ogni tanto la vivo, questa sensazione.

Adesso, per esempio, non ho proprio voglia di motivare reazioni e scelte. Come se, motivandole, perdessi lo slancio per metterle in atto. Le discussioni a mio avviso sono un ottimo metodo per prosciugarsi di energia, al punto da non averne più per mettere in atto il pensiero per il quale la discussione era cominciata.

Via: basta, porte chiuse ai cannibali energivori. via.
Il massimo picco produttivo del corso?

"Mi sei indifferente come l'infermiera del paese vicino
che ordina lo scaffale del reparto mentre io parto per le vacanze"

;)