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Visualizzazione dei post da 2015

propositi 2015: sì, li avevo fatti...

I miei propositi erano stati questi
LUNGIMIRANTI (che stanno nel quadrato tra la razionalità e il progettare):
Pianificare di più (o meglio) e rispettare i piani
imparare a parlare fluentemente una lingua diversa da quelle che già conosco
mettere qualcosa da parte ogni mese
 IDEALISTI (nel quadrato tra il progettare e ciò che procura emozione)
leggere tutti i volumi di un grande classico della letteratura (quale, ancora non so: me ne mancano molti)
mettersi a dieta per davvero e per più di un mese intero
EDONISTI (nel quadrato tra ciò che procura emozione e la quotidianità)
 viaggiare di più
(**** *** *****)
andare - tornare più spesso - al cinema o meglio ancora a teatro
CONCRETI (nel quadrato tra  la quotidianità e la razionalità)
smettere di posporre la sveglia (e alzarmi al primo suono)
impormi di non mangiare schifezze - siano esse dolci o salate
non spendere a vanvera solo per avere qualcosa da leggere
 a incastro, su tutti, c'è "Fare sport": e vuoi non apprezzare un …

2015 agli sgoccioli

Abbiamo i nostri tempi. Ma arriviamo a tutto.
Ad ospitare amici a casa, per esempio. Dicembre è stato il mese dei primi inviti di amichetti a casa per giocare: Petra, di pochi mesi più piccola. E Simone, di pochi mesi più grande.
Molto diversi tra loro. Io ho preferito Petra, per educazione. Ma ovviamente inviteremo ancora entrambi. E altri.

Dicembre è anche il mese di piccoli scatti di crescita, per Carlo, e di nuove agitazioni per me. Ho avuto il primo colloquio con una psicologa che mi ha molto rassicurata su un sacco di cose. E ho chiuso il primo ciclo del corso di teatro, con un difficile compito per le vacanze su cui ragionare.
E ho sommovimenti lavorativi rispetto ai quali voglio essere centrata e solida. Operazione necessaria.

Essere svegli in piena notte

Ci sono molti motivi per essere svegli in piena notte. Stavolta mi è toccato un volo con partenza alle sette del mattino,  e a ritroso mi son svegliata alle tre e mezza (complice una collega che alle cinque e mezza già pensava fossimo in ritatdo, per dire).
"Non si lasciano i bagagli incusoditi! Di chi è il trolley???" Dice, con tono categorico e seccato la hostess di terra. Ha ragione.
Le titubanti giustificazioni dell'incauto passeggero sono liquidate con un perentorio "primo, perchè rubano. E secondo, è una questione di sicurezza".

Negli aeroporti milanesi hanno tutti il piglio del "non fatemi perdere tempo". E la colazione costa un euro più che altrove.

Il baratro di differenza con la provincia granda, il mondo slow di Carlo Petrini, mi conferma nella scelta di una vita più a misura di persona, per quanto possibile.

... adesso se passassero i "vermetti" davanti agli occhi sarei contenta...

grovigli

Un amico al telefono mi dice "sai, non sono certo di voler (... ) non ti so spiegare perchè. Ci penso".
E io penso che siamo fatti di grovigli, di emozioni non espresse, di gesti non sempre consapevoli.
E che è raro riuscire a conoscere bene i motivi che ci muovono, e ascoltarli, e fare quello che davvero vorremmo.

Penso che userò il metodo di questo amico, in questi giorni: ogni volta che sarò a disagio all'idea di fare qualcosa, mi prenderò un attimo di tempo prima di rispondere, e cercherò i motivi veri del mio disagio. Decidendo solo dopo se fare resistenza o assecondarli.

Ottobre e Novembre

Accidenti, è già passato un mese.
Ottobre ha portato con sè la festa per i 4 anni del fanciullo, molto gradita, e molto riuscita per fortuna (sono stata con lo sguardo fisso alle previsioni meteo per una intera settimana, lo ammetto)

Lo zio ha preparato la bavarese per il compleanno in casa (ottima, ma più per gli adulti che per i quattrenni), mentre la pasticceria vicino a casa ha preparato crostata e pizzette (che hanno avuto enorme successo, anche se scenograficamente erano meno d'effetto).
Il piccoletto ha ottenuto tutti i regali che aveva chiesto e perciò ora ha compreso come funziona: da quasi un mese mi chiede "Ma quando sarò adulto e ne avrò (come si dice così, mamma? cinque?) cinque, posso avere in regalo l'holopice parlante e il bracciale di Tree Fu Tom mamma? lo mettiamo nella lista mamma? o forse per Natale, eh, mamma?"

Novembre ha portato la solita mancanza (anche quest'anno non siamo andati al paese della nonna, per i Santi. e a me manca, quella tra…

servono pillole di bellezza

Non sto a ripetermi: come ogni anno, sono in piena frenesia pre - fiera.
E sono talmente presa, che quest'anno sono qui che non mi preoccupo nemmeno di cosa indosserò pr la cena di gala. E dovrei, eccome se dovrei.

Però insomma, oggi è una giornata così bella che ho pensato di meritare un momento tutto per me. Così in pausa pranzo sono scappata fino al lungomare, e ho preso un dolcetto e un caffè respirando l'aria salmastra, riempiendomi gli occhi di colore. Anche di rosa carico, visto il posto dove ho preso il caffé, ma insomma... non si può avere tutto.

Osservando le nuvole bianche e spumose che interrompevano il cielo azzurro ho deciso che ogni giorno devo trovare un pezzetto di bellezza, e fermarmi ad osservarla. E prendere atto di cosa per me è bello, ed esserne convinta. Che sia fisico, oppure no, non importa.

Come Carlo, che oggi pomeriggio per telefono mi ha detto
"Mamma, Simone ha detto che la campagna è brutta. 
Perchè ha detto che la campagna è brutta? Non è vero…

Primo Levi e il 'mio' Sistema Periodico

Ci sono cose che accadono sempre uguali, nella mia vita. Sensazioni che percorrono i mesi e si ripresentano puntuali, un anno dopo l'altro.
Ottobre è il mese degli incontri, dell'affanno e delle corse verso la chiusura d'anno, delle angosce nascoste o quantomeno controllate.
Qualche volta è il mese dei viaggi belli (no, quest'anno no).
Qualche volta, ad ottobre, mi accade di aver voglia di svelarmi con qualcuno.
E - chi mi conosce da tanto lo sa - se mi si chiede cosa mi piace, chi mi piace, chi leggerei all'infinito, ecco, rispondo sempre e senza alcuna esitazione Primo Levi.
Non necessariamente il Primo Levi della deportazione, o del viaggio per rientrare a casa, no. Il Primo Levi che mi appassiona più di ogni altro è quello dei racconti, che tessono la trama della vita in modo episodico.
Il sistema periodico è uno dei miei libri prediletti in assoluto, forse "il" libro che mi definisce di più.

Ma - come quando ti sveli troppo, o troppo presto, o con l…

inconscio e chiare lettere

Lo so, sogno spesso quando ci sono 'movimenti' nella vita reale, mentre registro la calma piatta onirica quando tutto sommato non devo rielaborare molto il vissuto quotidiano.
Poi ci sono volte in cui i sogni sono belli chiari, già interamente disvelati, e altre in cui non si capisce bene cosa vogliano dire.
E ci sono le altre volte, quelle in cui sono io ad essere particolarmente distratta.
Il sogno di qualche giorno fa rientra nell'ultima categoria.

Un posto pieno di sole, su una collina... forse il sagrato di una chiesa? (ne conosco uno fatto così, è quello di San Vito a Torino...).
Ero bella. Avevo i capelli scuri, come 'prima' (ovvero, come quattro / cinque anni fa). Ma corti , non troppo,solo un po' mossi.
Ero impegnata. O meglio, 'avevo qualcosa da fare' e quindi correvo come una trottola da una parte all'altra per verificare che andasse tutto bene.
C'era una bella strada ampia, e mi sembrava che fosse l'unica percorribile.
Ne…

autunno

E' ufficialmente cominciato l'autunno.
Quella che sta arrivando sarà una stagione di cambiamenti, sul lavoro. Di evoluzioni.
Di piccoli e grandi movimenti.

Per gli amici conosciuti sul web (e non) che presto diventeranno genitori - mese più, mese meno; per coloro che invece hanno visto ridursi drasticamente il numero dei familiari. E per quelli che stanno, di nuovo, cambiando casa, in un continuo flusso e movimento che li fa sentire destrutturati e soli.

Io provo a fare piccoli passi. Ad aggiornare le mie competenze, e a riprendere le fila delle passioni abbandonate tanto tempo fa. Il passo più grande, per ora, è l'aver ufficializzato la mia presenza alla lezione di prova per il laboratorio di teatro. :)

...A Milano, sì, ma sono dettagli... 

Il lago di Molveno

Io adoro stare in montagna.
E troppo spesso dimentico che da ragazzina avrei voluto andarci a vivere, in montagna.
Poi i casi della vita, la poca volontà, le scelte e chissà cosa altro mi hanno portata lontano. Ma continuo ad essere rigenerata e sorridente solo in montagna.
Così, alla domanda "come sono andate le tue vacanze?" non posso che rispondere
"Bene" con un sorriso a trentadue denti.

E con qualche chicca di Carlo:
- nuova definizione di cascata , "uno sciacquone grandissssssimo!"
- dichiarazione base ogni volta che ci trovavamo tutti insieme attorno al cibo, che fossimo al ristorante o a fare un picnic in mezzo al prato, "è bellissimo qui mamma vero?"
- "quando andiamo a casa mia in via belvedere?" "stiamo tornando a casa, dai nonni, carlo" "no! mamma! riportami subito al lago di Molveno, in via belvedere! ho detto subito!!!"
- il fascino della malga in quota: gli adulti incantati a guardare gli asini che pa…

ferragosto è andato

E noi siamo rimasti a casa. E' stata una giornata complessa, infelice già dal tempo - per niente amico.  Infelice per l'umore 'sverso' del piccoletto e per il nervoso della mamma (che poi è da capire dove cominciava il mio cattivo umore e dove invece il suo). Abbiamo 'bucato' due inviti ad altrettante feste, solo per giocare sotto la pioggia, sul balcone di casa.  Mah. Però rimane un periodo bello, questo. E mancano dieci giorni alle vacanze.

agosto

Succedono cose, incontro persone. Esorcizzo il passato. Parlo, finalmente, di nuovo.
Mi nascondo un po' meno (sempre e solo con poche e selezionatissime persone).
E sono contenta.
Molto, contenta.
Vediamo quanto dura.

#oggicosì

Ci sono mattine che cominciano molto peggio di altre. Molto.
Oggi è così.
Niente di trascendentale: solo
due letti completamente 'allagati' dalla pipì del fanciullo, con le lenzuola pulite messe ieri sera e (ERRORE ALLARME ROSSO) la tela cerata tolta da uno dei due letti, pensando che "tanto ormai non serve più"... una sveglia che non ha suonato,un avviso di raccomandata (che mi mette sempre - sempre sempre - l'ansia addosso),lo stipendio che verrà accreditato solo domani (ma ovviamente una bolletta in scadenza oggi).
Cose così, insomma.
Alla fine penso che vorrei il mio angolino in montagna, stendermi nel prato, piagnucolare un po' e poi andare a farmi una di quelle camminate devastanti, che quando finalmente arrivi al rifugio non vuoi fare altro che rimanere a fissare il vuoto perchè non riesci a credere di avercela fatta e invece sì, ce l'hai  fatta, sei arrivata in cima, e la cima è bellissima. Fredda, serena, luminosa montagna.

Insomma, una sfida.…

Canzoni motivazionali

"più lontano di così io non sono andato mai
ma nel mio cuore c'è questo sogno che voglio vivere.
Ogni momento qua è un'opportunità,
mi piace spingermi oltre i limiti conoscibili.

Motori ok andiamo via inizia il nostro viaggio (viaggio, viaggio viaggio)...

Oh- oh tra le stelle volerò, si nasconde un vero eroe in me...
oh - oh non mi fermeranno mai, l'universo è qui per me"

La canzone motivazionale per eccellenza in questo periodo, signore e signori: la sigla di Miles from tomorrowland, in italiano "Miles dal futuro": A me non dispiace, e mi sembra che per ora Carlo ne tragga insegnmenti positivi, quindi... va bene così
E buon inizio agosto a tutti!

beatrice borromeo e pierre casiraghi sposi doppi

I giornali di gossip sono scatenati, in questo periodo. Del resto l'estate lo richiede.
Così stamattina sono bombardta dalle segnalazioni dei 100 musicisti che a Cesena hanno suonato tutti insieme per invitare i Foo Fighters a esibirsi in concerto nella città romagnola (se ve lo chiedete, sì, pare che alla fine ce l'abbiano fatta) e dal doppio matrimonio Casiraghi - Borromeo.
Dopo il primo, civile, con 'pochi intimi' di famiglia e una festa discreta con 700 invitati nel principato di Monaco, ne faranno un secondo - religioso - sul Lago Maggiore (le isole Borromee... per intenderci).
Bene, pensavo: si vede che hanno in qualche modo 'diviso' gli invitati.
No: la festa è tal quale, con le stesse persone.

E nonostante io possa intuire i motivi che stanno dietro a questo secondo matrimonio, continuo a pensare che sia un abisssale sperpero.
Solo che in questi giorni non mi va giù.
Sono passate tre settimane dall'inizio del Centro Estivo e posso dire che per il mio fanciullo è stata una scelta azzeccatissima.
E per i miei genitori - alleggeriti della presenza del nipote - anche.
E per me... pure , benchè la questione centro estivo non coinvolga più di tanto la mia gestione del quotidiano.

Carlo si diverte, va volentieri, torna spesso devastato, riposa al pomeriggio, mi saluta con il sorriso sulle labbra al mattino e non fa storie per uscire di casa: insomma, l'opposto di quel che accadeva all'asilo. E nel frattempo cresce, diventa più autonomo, pian piano fa i conti con le sue 'incompetenze' e cerca di superarle.
Sono contenta, davvero.

E io nel frattempo viaggio. Sono stata di nuovo a Milano, per lavoro. E a Torino, sempre per lavoro.
Ho incontrato donne in carriera - e ho pensato che sono tutte uguali, e che io fatico a conformarmi a quel modello - e donne soddisfatte per la placida calma nella quale hanno incanalato la loro vita. Ho incont…

vivere la vita

e non trovare le parole per scriverla, la vita.
Mi accade questo molto più spesso di quanto vorrei.
E vivere la vita per interposta persona: anche questo accade più spesso di quanto vorrei.
Ora, per dire, mi sento molto 'l'adulto di riferimento', che deve sapere, valutare, prevedere e dare una vasta scelta di spunti.
Ma sono anche 'l'adulta di riferimento' per il mio lavoro, che comporta progettare, creare, verificare l'operatività di ogni singolo passo e alla fine anche - spesso - fare fisicamente quello che gli altri non hanno fatto / non fanno / non possono fare. A volte mi chiedo anche se si impara da qualche parte, il fiuto per la scelta dei collaboratori giusti. Io, fino ad oggi, sono andata per tentativi: e sono contenta che le mie approssimazioni successive abbiano portato , alla fine, ai contatti giusti. Ma mi chiedo se non ci sia un modo più veloce.
E sono anche 'l'adulta di riferimento' per i miei genitori, che invecchiano logorati da…

Le mie riflessioni su Expo - una specie di post di servizio

Sono già andata quattro volte a Expo 2015.
Tutte per lavoro.
Ho avuto tempo (non moltissimo) e voglia (tanta) di girare, e mi sono fatta qualche idea. Le butto giù, così come vengono.
Expo - ognuno può crearsi il percorso che preferisce.
Non è una fiera (non solo), non è un baraccone (non solo), non è affatto pessimo (come dice l'articolo di Internazionale di questa settimana).
In un appunto sparso di qualche tempo fa dicevo che Expo 2015 si può guardare da un sacco di lati, e ogni volta mostra un pezzetto diverso. Nei miei primi due giri mi sono ostinata a guardare solo quello che mi corrisponde, eliminando dal mio campo visivo tutto il resto, con una ostinata pervicacia. Quindi l'Expo che ho visto io è bellissimo.

In effetti continua ad essere un po' così. 
Cosa funziona
Le navette, che fanno tutto il giro del percorso, in senso orario e continuamente. Si prendono all'ingresso, prima del padiglione zero (ed è così che io ancora non sono entrata al padiglione zero, i…

i giorni d'estate

In questi giorni fa caldo. Un caldo non usuale per giugno, ma nemmeno così inatteso.
E noi dormiamo in mansarda, con tutti i contro che questa sistemazione comporta.
Da un paio di giorni ho fatto scoprire al piccolo le meraviglie dell'addormentarsi in terrazza: stendiamo un grande telo - lenzuolo doppio a terra, sulle mattonelle ancora tiepide per il sole della giornata, ci portiamo fuori i cuscini e ci stendiamo così, a guardare le stelle, riparati dal venticello ma non soffocati dall'afa.
Anzi, ogni tanto prendiamo anche il plaid per ripararci.
E in questo modo il sonno raggiunge immediatamente il piccolo (e se non sto attenta raggiunge anche me). Quando si addormenta bene, gli metto il pannolino (sì, ancora: lunga storia che merita un piccolo capitolo a parte), prendo il suo cuscino e lo riporto nel letto, in casa, coperto solo dal lenzuolo leggero.

Questa notte, in pieno sonno, sento "Mamma, mi togli il pannolino è spoccco... Me lo toglio da solo, mamma" strap, s…
Genova è il mare, il bagno "sei proprio una svedese ... è un bene, eh" in mutande e canottiera 'io vado mamma', l'albergo che è albergo, e non casa, ma dove si dorme bene ugualmente, il porto e la vista sul porto, la pizza margherita e il libro della gallina, il vascello di capitan Uncino e le persone: Barbara, Gennaro, "quei signori". E' sentirsi placcare perchè "no, tu non puoi salire sul palco". E' la mamma che si sente chiedere "signora ma è sempre così?" "Sì'" "omamma".
E' anche salire sugli scogli da solo, senza farsi spaventare dall'ostacolo.
E poi è tre treni, mamma, uno, due e tre. E' "dov'è quel signore, mamma? voglio tornare da quel signore, mamma (Gennaro)"
E il sonno, incontrastato signore dei viaggi di ritorno.

Torino è Luigi, Francesca, Sara e soprattutto "il gatto mamma". Ed è anche - di nuovo - "quei signori", un'altra Barbara ("vo…

correre sotto la pioggia

corro, corro tanto in questi giorni.
Corro, purtroppo, solo in senso metaforico: niente ginnastica, ma solo acrobazie mentali sperando di non perdere pezzi per la strada.
Mi diverto anche, di nuovo, ad osservare la gente che mi passa accanto, per lavoro o non.
E raccolgo considerazioni come le briciole di pane della favola, pensando che chissà, magari un giorno avrò il tempo e la pazienza per ricomporre la forma del pane da cui provengono.

eccone alcune.

Expo 2015 si può guardare da un sacco di lati, e ogni volta mostra un pezzetto diverso. Nei miei primi due giri mi sono ostinata a guardare solo quello che mi corrisponde, eliminando dal mio campo visivo tutto il resto, con una ostinata pervicacia.
Quindi l'Expo che ho visto io è bellissimo.

Le donne imprenditrici, figlie di imprenditori, abituate a comandare e comandanti senza consapevolezza... ma forse è solo una questione di segno zodiacale, mi dice qualcuno. Comunque sia, io non mi ci ritrovo affatto.

Mio figlio, quando vuole,…

imparare le lingue

So che per alcuni quello che sto per scrivere non è affatto una novità, ma per me è fonte sempre di meraviglia buona.
Tema: apprendere forme di comunicazione diverse dalla propria lingua madre.
Svolgimento: 
Viviamo in un contesto non favorevole: fino ad ora non ho percepito intorno a me questa gran spinta ad imparare una lingua straniera fin da piccoli. Al contrario, mi pare che il contesto educativo nel quale si muove il mio bambino non sia così proiettato all'esterno...
E invece secondo me è importante - per non dire fondamentale - che si impari almeno un'altra lingua, diversa da quella genitoriale, e la si impari in fretta, in modo disinvolto. Anche più di una, ma cominciamo pure con una.
Così non pongo limiti: se Carlo trova pocoyo in inglese io certo non vado a cercare l'equivalente in italiano. E se non è Pocoyo, sono Jake e i pirati dell'isola che non c'è, cip e ciop e ancora Masha e Orso, Paperino e tanti altri...


Dalla vacanza a Bruxelles, complice un'…

certi weekend sono più devastanti di altri

... nel senso che tornare al lavoro è più faticoso ;)

Abbiamo passato il 25 aprile (anzi, il 26, a voler essere precisi) ad ascoltare il reading delle Schegge di Tempesta resistenti, a Carpi (Modena), incontrando amici di vecchia data e amici un po' più nuovi, ottenendo un giro in macchina all'andata e uno al ritorno senza alcun problema (niente mal d'auto: è la prima volta in assoluto, ed è una bellissima notizia).
E il giro è piaciuto talmente tanto che il piccolo ha dichiarato "Sai nonna la mia casa è a Cappi (Carpi) ma la mamma mi ha portato via!"

Nemmeno il tempo di abituarsi alla routine lavorativa che è partito un nuovo weekend lungo.
E questa volta abbiamo mantenuto un bel ritmo di marcia.
Venerdì, casa al mattino e giro al parco nel pomeriggio, con incontri preziosissimi: c'era l'amico del cuore, al parco, che ha totalmente catalizzato l'attenzione. Anche quando sono arrivati altri compagni d'asilo. Ha perfino vinto sul gelato!
Sabato: er…

anche le mamme si fanno male

E hanno un tempismo meraviglioso, nel farsi male...
Dopo aver criticato (solo nella mia testa, che sia chiaro) la mia mamma, che per ben due volte si è fatta male correndo dietro a mio figlio - la prima volta si è rotta il mignolo del piede, la seconda ha pinzato il pollice nella portiera della macchina - questa volta è toccato a me.
Domenica, esterno giorno: parco, grande bello e soleggiato.
Con il piccoletto ci divertiamo a fare avanti e indietro dalla collina che sovrasta i prati, e ci fermiamo ad osservare un pavone imbaldanzito che mostra la ruota in tutta la sua cangiante bellezza.
Il pavone pensa bene di bloccare il passaggio della stradina, ma non è un problema, tagliamo sotto gli alberi, noi.
E così, come nelle più trite barzellette, io vado a sbattere in piena fronte contro uno spuntone di ramo, all'altezza esatta della mia fronte. E comincio a sanguinare come se mi avessero sgozzato, mentre il piccoletto, arrivato sulla stradina pedonale, controlla il pavone e intanto s…

bruxelles per due - seconda parte

Non ch abbiamo messo così tanto tempo (due settimane) a "vivere" Bruxeles, sono io che non ho avuto modo di aggiornare il blog, sorry

Comunque, il venerdì è cominciato benissimo, con una abbondante colazione offerta dall'host e con l'organizzazione dei bagagli e delle cose da portar via. Già, perchè ci siamo spostati nel quartiere residenziale, oltre la Foret de soigne, a casa di una delle mie amiche di più lunga data.
Prima di incontrarla, abbiamo fatto in tempo a girare, riprendere la metropolitana, fare colazione (la seconda) al parco, passeggiare un po' per la zona pedonale della città, incantarci davanti al pupazzo meccanico di una "nonna" che lavora il merletto, decidere che era ora di fermarsi a pranzo e individuare un altro posto poco rischioso (un Exki, dove ho trovato fagottini di sfoglia da mangiare in due: a lui la sfoglia, a me il ripieno).
Ma siccome il mondo è piccolo e qualche volta pure piccolissimo, il nostro pranzo comune è passato in…

Bruxelles, cronaca di un viaggio per due

Preparativi: passo la sera a fare e disfare trolley - meglio zaino grande - meglio valigia - meglio due zaini piccoli - E ALLORA PERCHE' NON LE BUSTE DELLA SPESA... - se metto i giochi nella tasca interna non li vediamo - se li metto nella tasca esterna li perdiamo  (ecc ecc)
Però ce la faccio, alla fine.

Primo giorno, giovedì: andiamo all'aeroporto con l'incubo (io) di ritrovarmi con un bambino ancora ammalato a km e km da casa. E invece niente, è stato benissimo per tutto il tempo.
Lasciamo in macchina il passeggino (deciso all'ultimo minuto, non sarei stata in grado di portare tutto), salutiamo gli zii e - appena passato il controllo bagagli - comincia la nenia "mamma dove sono gli zii? ma io volevo gli zii? perchè vanno via, gli zii?" . Però eravamo puntuali, e salire sull'aereo ha fatto dimenticare gli zii (uff).

L'aereo è un piacevole modo di viaggiare, bello e naturale. Per il signorino è stato tutto pacifico: ha trattato il volo come si potrebb…

giorni da dimenticare?

Alcuni giorni, anche se non sono esattamente da dimenticare, diventano un coacervo di sfighe da far impallidire le migliori fantasie.
Ieri è stato un giorno di quelli.
E' cominciato con Carlo col mal di pancia (e la mamma, donna crudele, che l'ha ugualmente portato all'asilo EHM). E' continuato con la lavatrice rotta, di prima mattina, con tutti i panni dentro e l'acqua che l'aveva appena riempita...
Al lavoro ci sono una serie di beghe da risolvere, ma vabbè, tanto a casa andrà meglio...

... e fu così che ieri sera si ruppe anche la lavastoviglie...

Questa mattina l'infausta diagnosi: Carlo ha la gastroenterite, che dovrebbe passare in un paio di giorni (forse) (e se non passa? abbiamo un volo da prendere, giovedì!)

arrivano da lontano

Io avrei voluto fermarmi a lavorare un po' di più, oggi.
Avrei voluto.
Ma...
prima le considerazioni nostalgiche legate alla prossima chiusura di un social network che ha segnato un po' alcuni passaggi fondamentali della mia vita, negli ultimi quattro anni
poi il tecnico del fotocopiatore che arriva alle 1740 e attacca i suoi macchinari, inondando l'ufficio di baccano inenarrabile...
ecco, non so come dire ma leggo in tutto ciò un velato invito a tornare a casa abbastanza presto.

Mi andrebbe una cenetta chiacchierante, a volerla dire tutta.
Sì, perchè mi sento molto operativa pratica decisionista e agguerrita in questi giorni. Da ieri ad oggi ho risolto un sacco di beghe irrisolte da tempo.
Ho scoperto quel che è accaduto negli ultimi mesi a tante persone con cui avevo un po' perso i contatti. Ho avviato le pratiche per molti dei lavori sospesi qui in ufficio...
Non so come, ma mi pare di poter dire che ci siamo quasi, sto dipanando la matassa.

O almeno mi pare...

il mio lavoro è gratis

Ogni tanto prenderei mia cognata, le aprirei la testa e cercherei di cambiare quello che non va.
In particolare in tema di lavoro e di valore del tempo. Del suo tempo.
Fa l'artista (o l'artigiano di buon livello, dipende dalle cose di cui si parla).
Ha una manualità notevole, e le sue opere (che non sempre sono del mio stile) sono particolari e interessanti. Però ogni tanto mi cade su questo concetto del 'tanto il mio tempo è gratis'.
Ovvero: per lei è più interessante - rilevante - valido recuperare un pallet vecchio, carteggiarlo, lavorarlo, sistemarlo, lucidarlo, pitturarlo e renderlo una mensola per i libri, piuttosto che acquistare un'asse di legno già pre-lavorata, che può solo sistemare (lucidare - pitturare) a piacere.
La sua risposta "Beh, ma l'asse di legno la pago, il pallet no" . La mia obiezione "Ma ci vuole un sacco di tempo". Lei "ah, beh, ma il mio tempo non costa!"
EH, NO, CAVOLI.
Il tuo tempo - di libera professio…

attenzione agli scaltri

Sono fortunata. Ho sempre lavorato con e per persone che mettono l'interesse comune davanti all'interesse personale, e che non fanno della politica un trampolino per sé.
Persone che puntano al bene dei singoli. Persone che - ciascuna con i suoi tempi - vogliono il bene dei colleghi, perchè in un ambiente di lavoro positivo si lavora meglio, e c'è poco da dire.

Ma se tocca interagire con gli scaltri, mannaggia, bisogna farsi "candidi come colombe e astuti come volpi"... (cit, più o meno) per non essere calpestati. E una intera settimana di tempo per maturare una decisione è troppo.

- 65 giorni a EXPO

Non siamo mica pronti.
Ma non nel senso generico del 'omamma non siamo pronti come si fa?' che è un po' il panico di ogni padrone di casa che sa di stare per ricevere una folla di invitati.
No, intendo proprio che non saremo pronti.
O perlomeno che secondo me non lo saremo affatto.

Non ci sono le infrastrutture, non ci sono i trasporti, non avremo la capacità di assorbire il flusso turistico che durerà sei mesi. Sei, non le tre settimane della vacanza. Sei mesi.
E' un impatto che si abbatte su una città abituata a sbalzi numerici anche rilevanti, ma sul breve o brevissimo periodo: vedi il Salone del Mobile, vedi le Settimane della Moda.
Non sei mesi.
Da maggio a ottobre.
Con i turisti di tutto il mondo che convergono a Milano, per raggiungere spazi che non avranno le strade completate, e non avranno nemmeno tutti i tornelli della metropolitana. Con un flusso lavorativo che non si interrompe, perchè la città in quei sei mesi dovrebbe continuare a funzionare. Dovrebbe.
E…

emozioni

Ci sono bambini che affrontano con disinvoltura le situazioni anche adrenaliniche. E ce ne sono altri, come il mio, che invece si lasciano investire dalle emozioni e poi faticano a metabolizzarle.

Note to self: una cosa bella per volta, al massimo due al giorno. 
Ieri me ne sono dimenticata... 

Era Domenica. Siamo andati ad accompagnare la nonna a messa ("mamma andiamo in macchina? andiamo noi? e la nonna dopo passiamo a prenderla?") al supermercato a fare la spesa insieme (e lo so che sembra strano ma è un momento bello, per lui, tutto per noi due, con lui che interagisce e decide di cosa abbiamo bisogno e cosa c'è da prendere che a casa manca).
Poi siamo andati insieme ad accompagnare lo zio al lavoro.
Poi abbiamo passato il pomeriggio al parco con l'amico più grande e la sua mamma ("la mamma Paola e Michele, mamma!").
Poi abbiamo bevuto la cioccolata e giocato al gioco delle mani, tutti insieme.
Poi siamo tornati a casa, con pochissima voglia. E no, nonos…

I'm still running

C'è poco da fare, il pensiero è circolare.
Che insomma, tu stai rimuginando proprio su quella cosa lì, del non essere ancora fermi, del non sentirsi a posto, e qualcuno scrive questo, nella sua casa virtuale.

E' colpa di ieri? del 2015? di questo febbraio appena cominciato con la pioggia, il sole, la neve e la tempesta tutto insieme, come a volerti rassicurare che niente è fermo, devi continuare a correre, come sempre?

Non lo so.
Resta il fatto che ieri ho incontrato persone adulte, apparentemente persone risolte, e non mi sono sentita per niente risolta, io.
Ma al tempo stesso ho finalmente percepito in modo molto più netto di sempre che sì, la vita è una, e che sì, la direzione che le dai è quella che ti fa da battistrada.
E che a un certo punto ti ritrovi solo - o quantomeno più solo di prima - se non hai compiuto, lungo la strada, negli anni precedenti, scelte di coppia e di famiglia.
E non importa come mai non le hai compiute, resta il fatto che adesso, hic et nunc, la co…

IRA, o semplice passione vitale?

Spesso sono categorica nei confronti degli altri. Spesso mi arrabbio per quello che vedo intorno a me, e per quello che viene detto, o viene fatto.

Ci sono stati periodi in cui tutto mi scivolava addosso. Non erano periodi buoni, ero come isolata dal resto del mondo.

Adesso che nel mondo sono tornata e mi sono buttata "con tutte le scarpe", come avrebbe detto il nonno, le arrabbiature sono ricomparse prepotentemente nella mia vita.
Mi arrabbio per chi segue filosofie "filosofeggianti", che mi paiono solo un palliativo per gli stolti, o un modo per dire "noi siamo migliori di chi ci ha preceduto".
Mi arrabbio per le perdite di tempo, nel tempo libero. Penso che ogni secondo è prezioso, e poi mi avviluppo nella pigrizia, e mi autoflagello perchè non mi sono data da fare.
Mi arrabbio per quegli adulti che danno 'vestiti mentali' ai bambini, descrivendoli come troppo vivaci, incapaci di silenzio, incapaci di tranquillità, e trasformando le loro stesse…

PICKWICK anno 2015

E poi a volte capitano le sere un po' così. Sere rimandate da tempo, che anzi pensavi addirittura non ci sarebbero state.

E invece, forzando un po' la mano, ci si ritrova e si sta bene e ci si sente a casa. Accolte, come capita sempre meno. Solo che stavolta non si ride sull'ultimo flirt, né si ascoltano con un sorriso ironico le "prodezze" della collega sopra le righe.

No.

Questa sera avevamo bisogno di vederci per condividere. Cose pesanti, che fanno pensare.

I lutti: due padri, nell'ultimo anno. Le fatiche della quotidianità. Il peso sulle nostre spalle adulte. Una sorella che tenta il suicidio e sta in una struttura protetta.Una cognata e un fratello che hanno difficoltà simili. Tutelare i bambini da quegli adulti che conoscono solo il male di vivere.

Lo scoramento. Abbandonare per un momento le maschere di donne forti e risolute per lasciar venire fuori le paure. Lacrime che allentano il peso e abbracci che non lasciano sole.

Alla fine? Una macchina con la bat…
Anche voi siete umorali, e intrattabili?
Anche voi, quando avete un problema, rifiutate di parlarne e diventate aggressivi con chi vi circonda, scattando per un nonnulla e in realtà aspettando che qualcuno (da fuori, non importa chi) ve lo risolva?
Ecco, una persona della mia famiglia è così.
Da sempre, ma ora di più.
Da sempre, ma quando sa che il problema è legato a un suo comportamento precedente, di più.

Beh, se anche voi siete così, sappiatelo: starvi vicini è una faticaccia. Per tutti, non solo per voi.

mi entusiasmo, basta poco

2015, gennaio
A quanto pare questo è il mese delle scoperte (anche piccole) e degli entusiasmi: adesso, per dire, navigo con compunta attenzione nel mondo Airbnb, e rimango incantata da tutto quello che si potrebbe fare.Mi rendo conto che ci sono persone che ormai da tempo lo usano : io l'ho scoperto ora, per necessità, e mi auguro che la prima esperienza sia positiva, perchè a impatto mi sembra un modo di viaggiare molto facile, e compatibile con le mie necessità.

Mi entusiasmo anche per il lavoro: finalmente ho trovato persone con le quali sono convinta ci saranno i margini per collaborare, e bene anche. Il che implica, per contro, che anche il mio lavoro deve essere di alto livello, se voglio non vanificare gli sforzi altrui...

Mi entusiasmo meno per la mia forza di volontà, che spesso vacilla: ora non riesco a mantenere i propositi 2015 (ho già comprato un libro di troppo, e di conseguenza non ho messo da parte, per ora. La dieta è per questa settimana una dieta a singhiozzo …

post vacanze posso dire che...

... non ero pronta ad un rientro così martellante.
Cioè, sì, lo sapevo: ma non ero pronta lo stesso.
il post del venerdì potrebe essere un riepilogo di pensieri sparsi, magari? (anche perchè di più, al momento, non riesco a fare)
Natale: promosso, in tutto e per tutto.
31 dicembre: promosso a pieni voti fino alle 7 di sera, poteva impegnarsi di più ma va comunque già bene è il voto che mi sento di dare a capodanno
gennaio: il 2015 si è aperto benissimo, con una rinnovata voglia di socialità da prendere a piccole dosi che credo sia proprio la dimensione che mi si addice. E che, a quanto pare, si addice bene anche al mio bimbo.Abbiamo incontrato Chiara, Petra, Ivan, Piermario, Michele, Riccardo, Paola... e sicuramente ho dimenticato qualcuno.
La befana è venuta di notte, con le scarpe un po' rotte. Il piccoletto non l'ha vista ma ha gradito assai il piccolo cumulo di dolci e frutta secca che la befana ha lasciato. E adesso la calza sta nel cassetto, fino al prossimo anno...

Il r…