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Genova è il mare, il bagno "sei proprio una svedese ... è un bene, eh" in mutande e canottiera 'io vado mamma', l'albergo che è albergo, e non casa, ma dove si dorme bene ugualmente, il porto e la vista sul porto, la pizza margherita e il libro della gallina, il vascello di capitan Uncino e le persone: Barbara, Gennaro, "quei signori". E' sentirsi placcare perchè "no, tu non puoi salire sul palco". E' la mamma che si sente chiedere "signora ma è sempre così?" "Sì'" "omamma".
E' anche salire sugli scogli da solo, senza farsi spaventare dall'ostacolo.
E poi è tre treni, mamma, uno, due e tre. E' "dov'è quel signore, mamma? voglio tornare da quel signore, mamma (Gennaro)"
E il sonno, incontrastato signore dei viaggi di ritorno.

Torino è Luigi, Francesca, Sara e soprattutto "il gatto mamma". Ed è anche - di nuovo - "quei signori", un'altra Barbara ("voglio andare dalla Barbara del bar, mamma!"), la focaccia ligure, la bottiglietta d'acqua da riempire a casa della zia Mauuiilia, Carmela dov'è mamma? Ed è "adesso Luigi torna mamma, io voglio andare dal gatto... "

Collegno è la perplessità di mamma per essere in una casa vuota, "non mi piace questa casa mamma per dormire andiamo dal gatto mamma?", è la spesa, è la cena a base di agnolottini cotti troppo poco e carote buone, è "ho ancora un po' di fame mamma", è addormentarsi dopo la mezzanotte, è "Ho un segreto mamma " (un bellissimo libro sulle famiglie e sui risvegli mattutini.. )

Il matrimonio di Pier e Chiara è Sveva, correre, giocare, saltare, le bolle, dov'è il mio pacco mamma, la maglietta nuova, il posto bello, essere luridi prima ancora che arrivi la sposa, la mamma che riceve inaspettati complimenti al bar, per entrambi, una giornata lunghissima e bella davvero, e un sonno che non arriva per le troppe emozioni.

La domenica da Silvana è Danilo soprattutto ("quel signore" "come si chiama?" "Danilo!"), è la bimba in treno "ludovica, mamma, si chiama ludovica", pranzare insieme, aspettare in silenzio che mamma finisca di mangiare, rendere fieri Danilo e Silvana (e la mamma di conseguenza), fare amicizia con tutti i vicini in trenta secondi, andare a vedere i cavalli, accarezzare uno stallone, vedere una cavalla in fuga, andare a prendere il treno, farsi venire in mente che "mamma devo fare pipì" alle 18.49, mentre il treno - in orario - sarebbe arrivato dopo un minuto esatto, sopportare la mamma esausta e addormentarsi per le troppe troppe emozioni appena saliti in treno - dopo la pipì.

I giorni di vacanza sono bellissimi faticosi emozionanti e lasciano sempre un po' esposti.
Ho pensato che andremo al mare in posti rocciosi - con gli scogli. Ma non da soli, non credo arriverei a sera.

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