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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

tutto accade per un motivo

Ieri mattina , pronta per uscire di casa, abbandono le mie velleità di ingresso in ufficio ad un orario accettabile per colpa di un pianto disperato, del pargolo, risvegliato anzitempo forse per colpa di un brutto sogno o di un rumore imprevisto.
E vabbè, amen, treno perso, prenderò il successivo.
Ma no, pare di no: il successivo accumula progressivamente 20,25,40,55,65 e infine 80 minuti di ritardo. Tutto tempo speso inutilmente in stazione? Nossignori, al minuto 48 rinuncio alla futile attesa e mi catapulto a casa per fare due lavoretti e rientrare in stazione in tempo per il treno delle 12.16 (quello che mi avrebbe fatta arrivare in ufficio alle due).
In stazione "il treno proveniente da XX e diretto a YY delle ore 12.16 viaggia con circa ... 20... minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio": Evabbè, ma non posso mica tornare sempre a casa scornata. Nonono, questa volta non mollo. Aspetto.
Il treno arriva, salgo, parte... e si inchioda nel bel mezzo della campagna per…

10 cose

Degli ultimi giorni (diciamo, un weekend allargato)

1. Lo spazio per i bambini in Sala Borsa, a Bologna, e i tavoli tondi giganteschi con il piano di gelatina bollosa.
2. In Sala Borsa abbiamo trovato il libro in francese con i colori (il bimbo verde ha mal di pancia, quello rosso è arrabbiatissimo, quello "blanc, il est gourmand").
2.bis La scoperta degli Aristogatti, il cartone animato amore folle del momento (compreso il bagno fatto al gatto Figaro, contenuto extra del dvd comprato dal nonno).
3. Finalmente - finalmente - la messa in scena di un gioco di finzione, mentre io riposavo (o facevo finta di) sul suo letto. Il fatto che la messa in scena sia stata di un bambino che andava a lavorare, e dava un desolato bacetto alla sua mamma che doveva rimanere a casa è un dettaglio...
4. Una buonissima zuppa di zucca e patate, compresa tutta la preparazione del caso (tagliare le patate a dadini, la zucca  a dadini, far bollire il tutto, togliere dal fuoco, frullare ecc) e
5. u…

considerazioni

Mentre io sono qui che medito se spostarmi o meno (ovvero, se cambiare abitazione o meno, se avvicinarmi al lavoro o meno, se chiedere ai miei genitori di spostarsi o meno, se scegliere una città diversa o meno, se ... se... se...), c'è gente che medita di cambiare regione, paese o addirittura continente.
Ho amici che sono pronti ad abbandonare un posto che li ha accolti e resi felici per un po', per spostarsi in un altrove ancora non del tutto conosciuto, diventato per loro il luogo intorno al quale gravitano vita e affetti nuovi.
Altri conoscenti hanno, anni fa, abbandonato l'Italia per la Francia prima e l'Australia poi; alcuni hanno appena fatto il salto per arrivare dall'altra parte del mondo.
Infine c'è un ex collega convinto di non voler fare crescere in una Italia priva di prospettive le sue figlie (per ora ancora molto piccole), che ragiona proprio in questi giorni di lavoro fuori dal Paese (per fare cosa, ancora non è molto chiaro).

E' cambiata la…
Mentre il gabbiano mi scruta dal tetto dell'edificio di fronte, io medito sulle alternative di decorazione per il prossimo Natale. Per una volta sono in tempo, e dunque posso (velocemente) decidere come fare il calendario dell'Avvento, quale albero far entrare in casa e come addobbarlo, quale presepe allestire...
e soprattutto dove mettere tutto ciò.

Non so come mai, ma ho la netta sensazione che passerò il prossimo weekend a mettere ordine sui ripiani di casa, per ricavare gli spazi per tutte le idee che mi frullano in testa.
I soliti pensieri sparsi. Molto disconnessi fra loro...
Ci siamo:  ho quasi finito il maglione iniziato a fine settembre (mancano i polsi, e la confezione conclusiva). Qualcuno mi sa spiegare come mai mi si spaccano le unghie così, senza che io faccia nulla di particolare? Dormire nel letto del piccolo (che adesso dorme in un letto 'da grandi') mi ha evitato due levate notturne, ma la schiena non ha gioito... mi sa che dovrò trovare un altro compromesso. Comunque ho seguito le indicazioni di oltremare, e ho allattato fino all'inizio di novembre (due anni). Ora no, da una settimana piena non più.Sono un soggetto a rischio infarto? Come si scopre? non mi andrebbe proprio di rendermene conto nel modo più traumatico.Tempo di considerazioni generali, sull'incapacità della mia generazione di essere la generazione adulta di riferimento. Trovo che questo sia per certi versi preoccupante e spaventoso. CI manca il senso ampio della responsabilità e della consapevolezza, per sé e…

punto nave

Ogni tanto dicono ci voglia, il punto nave. Capire dove si è, per decidere dove andare.

Io non so se sono in grado di fare il punto nave. O forse sì?
Resta il fatto che oggi, primo giorno di rientro dopo una settimana di fiera e tre giorni di malattia, ho una lista di cose da fare che si autogenera e sembra non finire mai.

Quindi rimando il punto nave a un altro momento, va'

eco... eco... ECCO...

Tempo di fiera. Tempo di giornata festiva incantata davanti all'armadio a dire "questo no, quello no, in quello non entro" e poi esclamare come ogni donna che si rispetti "AAAAAAAAA non ho niente da mettermiIIIIIIII".
Ho di nuovo prepotentemente deviato il mio guardaroba sullo stile sportivo comodo da passeggiata nei boschi, insomma. Ho maglioni in corso e maglioni nuovi o seminuovi (e ovviamente fa ancora caldo per indossare la lana); ho jeans blu scuro e pantaloni comodi, ho scarpe da ginnastica e sneakers. Tutto adattissimo proprio alla cena di gala uno, e alla cena di gala due. Ah, sì sì.. Per rappresentare la mia azienda in fiera, poi...!!!

Così ieri pomeriggio, armata delle migliori intenzioni, ho trascinato mia madre e mio figlio in un negozio di abbigliamento con me. Hanno subito impotenti la mia frenesia, e alla fine siamo usciti dal negozio con pochissimo ma buono:
un miniabito a collo alto e maniche corte - di lana, ça va sans dire - che indosserò co…