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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2015

il mio lavoro è gratis

Ogni tanto prenderei mia cognata, le aprirei la testa e cercherei di cambiare quello che non va.
In particolare in tema di lavoro e di valore del tempo. Del suo tempo.
Fa l'artista (o l'artigiano di buon livello, dipende dalle cose di cui si parla).
Ha una manualità notevole, e le sue opere (che non sempre sono del mio stile) sono particolari e interessanti. Però ogni tanto mi cade su questo concetto del 'tanto il mio tempo è gratis'.
Ovvero: per lei è più interessante - rilevante - valido recuperare un pallet vecchio, carteggiarlo, lavorarlo, sistemarlo, lucidarlo, pitturarlo e renderlo una mensola per i libri, piuttosto che acquistare un'asse di legno già pre-lavorata, che può solo sistemare (lucidare - pitturare) a piacere.
La sua risposta "Beh, ma l'asse di legno la pago, il pallet no" . La mia obiezione "Ma ci vuole un sacco di tempo". Lei "ah, beh, ma il mio tempo non costa!"
EH, NO, CAVOLI.
Il tuo tempo - di libera professio…

attenzione agli scaltri

Sono fortunata. Ho sempre lavorato con e per persone che mettono l'interesse comune davanti all'interesse personale, e che non fanno della politica un trampolino per sé.
Persone che puntano al bene dei singoli. Persone che - ciascuna con i suoi tempi - vogliono il bene dei colleghi, perchè in un ambiente di lavoro positivo si lavora meglio, e c'è poco da dire.

Ma se tocca interagire con gli scaltri, mannaggia, bisogna farsi "candidi come colombe e astuti come volpi"... (cit, più o meno) per non essere calpestati. E una intera settimana di tempo per maturare una decisione è troppo.

- 65 giorni a EXPO

Non siamo mica pronti.
Ma non nel senso generico del 'omamma non siamo pronti come si fa?' che è un po' il panico di ogni padrone di casa che sa di stare per ricevere una folla di invitati.
No, intendo proprio che non saremo pronti.
O perlomeno che secondo me non lo saremo affatto.

Non ci sono le infrastrutture, non ci sono i trasporti, non avremo la capacità di assorbire il flusso turistico che durerà sei mesi. Sei, non le tre settimane della vacanza. Sei mesi.
E' un impatto che si abbatte su una città abituata a sbalzi numerici anche rilevanti, ma sul breve o brevissimo periodo: vedi il Salone del Mobile, vedi le Settimane della Moda.
Non sei mesi.
Da maggio a ottobre.
Con i turisti di tutto il mondo che convergono a Milano, per raggiungere spazi che non avranno le strade completate, e non avranno nemmeno tutti i tornelli della metropolitana. Con un flusso lavorativo che non si interrompe, perchè la città in quei sei mesi dovrebbe continuare a funzionare. Dovrebbe.
E…

emozioni

Ci sono bambini che affrontano con disinvoltura le situazioni anche adrenaliniche. E ce ne sono altri, come il mio, che invece si lasciano investire dalle emozioni e poi faticano a metabolizzarle.

Note to self: una cosa bella per volta, al massimo due al giorno. 
Ieri me ne sono dimenticata... 

Era Domenica. Siamo andati ad accompagnare la nonna a messa ("mamma andiamo in macchina? andiamo noi? e la nonna dopo passiamo a prenderla?") al supermercato a fare la spesa insieme (e lo so che sembra strano ma è un momento bello, per lui, tutto per noi due, con lui che interagisce e decide di cosa abbiamo bisogno e cosa c'è da prendere che a casa manca).
Poi siamo andati insieme ad accompagnare lo zio al lavoro.
Poi abbiamo passato il pomeriggio al parco con l'amico più grande e la sua mamma ("la mamma Paola e Michele, mamma!").
Poi abbiamo bevuto la cioccolata e giocato al gioco delle mani, tutti insieme.
Poi siamo tornati a casa, con pochissima voglia. E no, nonos…

I'm still running

C'è poco da fare, il pensiero è circolare.
Che insomma, tu stai rimuginando proprio su quella cosa lì, del non essere ancora fermi, del non sentirsi a posto, e qualcuno scrive questo, nella sua casa virtuale.

E' colpa di ieri? del 2015? di questo febbraio appena cominciato con la pioggia, il sole, la neve e la tempesta tutto insieme, come a volerti rassicurare che niente è fermo, devi continuare a correre, come sempre?

Non lo so.
Resta il fatto che ieri ho incontrato persone adulte, apparentemente persone risolte, e non mi sono sentita per niente risolta, io.
Ma al tempo stesso ho finalmente percepito in modo molto più netto di sempre che sì, la vita è una, e che sì, la direzione che le dai è quella che ti fa da battistrada.
E che a un certo punto ti ritrovi solo - o quantomeno più solo di prima - se non hai compiuto, lungo la strada, negli anni precedenti, scelte di coppia e di famiglia.
E non importa come mai non le hai compiute, resta il fatto che adesso, hic et nunc, la co…