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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

pausa giochino

Marta, che è andata a vivere dall'altra parte del mondo insieme ad Andrea e Davide, mi ha coinvolta in un giochino - catena, di quelli che si fanno per passare il tempo e per raccontare spizzichi e bocconi di sé, senza diventare troppo seri. E visto che oggi sono in pieno "blocco creativo" provo a sbloccarmi partecipando.
E' un giochino che parla di gatti: io di gatti non ne ho, ma lo faccio ugualmente



1 - inserisci la foto del gatto curioso: eccola, è questa. 
passiamo alla domanda successiva...









2 - rispondi alle cinque domande che seguono:
 esponi il tuo abbigliamento tipo di quando avevi 14 anni.
Dunque, a 14 anni ero in terza media. Avevo appena tagliato i capelli cortissimi, e anche allora come adesso adoravo i pantaloni e detestavo le gonne. Con la sola clamorosa eccezione di un golfino di lana d'angora a rigoni bianchi e turchesi, lavorato a mano e tutto traforato, per il resto il mio abbigliamento era un tripudio di decori scozzesi e quadri - quadretti - qua…

nuove fasi della vita

E così ieri ho 'fatto' la madrina di cresima. E mi sono ritrovata a guardare con occhi stupiti e grati questi trenta ragazzi che tutti insieme attendevano di ricevere il sacramento.
E' stato un rito, ed è stato bello. Preparato. Importante.
Con molta più attenzione al significato del rito che all'apparenza dello stesso.
I ragazzi, tutti uguali con i loro jeans scuri e la maglietta bianca fatta stampare apposta, con una frase sullo spirito santo detta di recente da Papa Francesco. Le ragazze, anche loro con questa specie di divisa ma con i capelli acconciati (quante trecce, signora mia, quante trecce! e i capelli ondulati e morbidi, tutti).
Erano belli, luminosi, attenti.
Noi adulti, dietro di loro, ci siamo adeguati. Abbiamo anche cantato, perchè la messa era cantata. E siamo stati in silenzio al momento clou, perchè così ci è stato chiesto.

Il contorno di bei vestiti, sfoggio, attenzione? c'era, forse, ma dalla parte dei ragazzi non si notava. Loro erano lì per pr…

conto alla rovescia

Ma le magliette? ma il materiale? ma hai corretto quel testo? e quell'altro, lo hai mandato? ma ti sei organizzata per dormire?


Questa edizione del Salone del Gusto mi lascerà stremata, già lo so. Ma confido anche che sia una edizione bellissima, da cuori proprio.

Intanto perchè lo stand dove saremo mi piace un sacco (e già questo è un ottimo motivo).
Poi perchè per una volta lavoro con della gente che mi piace, e non da sola (ed è un ottimo motivo pure questo). Poi perchè mi pare che ci siano persone competenti (e qui si apre il vasto capitolo del riconoscere la competenza altrui, e sapersi circondare di collaboratori abili... ). Poi perchè sono fuori forma (ma quando mai sono in forma, da anni?) eppure mi sento bellAccettGrad... vabbé. Poi, e ho finito i motivi che mi vengono in mente a bruciapelo, perchè so che farò il possibile perchè sia un buon tempo, di quello che ti carica di memorie belle da portarsi dietro per il futuro.
Partenza il 22 ottobre, destinazione Torino (o quas…

lunedì

Che questo fosse un lunedì in piena regola era abbastanza chiaro già stamattina, quando esattamente 10 minuti prima della sveglia Carlo mi ha chiamata a gran voce, vanificando ogni mio tentativo di prepararmi alla chetichella e uscire di casa prima del suo risveglio.
E vabbè, esco ugualmente. Di corsa, ovvio. Con l'affanno di non arrivare in tempo e con il timore di tutto quello che avrei dovuto affrontare e risolvere alla scrivania.
Il mio subconscio mi ha fatto capire di non sentirsi affatto pronto: ho dimenticato a casa il portafogli e l'abbonamento del treno...
Torna indietro, recupera, torna in stazione.
Consegna il telefono, in ufficio: quello nuovo arriverà presto, forse già domani. Non c'è problema, dico io, metto la scheda nel tablet e sono a posto.
E infatti... il tablet non legge più le schede sim. Evviva.

La giornata scorre. Preparo testi, mi confronto, scrivo, correggo, perdo il filo del mio stesso pensiero. Detto scadenze, impongo revisioni, mi affanno nel ce…

venerdì - pensieri sparsi e surrogati di autocoscienza

Ottobre è anche tempo di nocciole.
Nel giro di una settimana ho fatto fuori due pacchetti di nocciole tostate, sgranocchiate compulsivamente mentre cercavo di farmi venire delle idee. Ora dalla scrivania mi occhieggia un pacchetto - ancora intonso  - di biscotti al cioccolato e nocciole, appunto.

Leggo gli oroscopi, non mi piacciono le previsioni, medito e li ignoro volontariamente.

Abbandonata a me stessa dopo ore di riunioni e incontri riesco con l'abilità di un funanbolo a ritagliarmi 20 minuti di decompressione prima della partenza del mio treno. E in quei venti minuti compro: una maglia a collo alto che arriva direttamente dal 1970, e un libro 'O - oh' su un gufetto che si addormenta, cade dal ramo e perde la sua mamma.
Nella ricerca della sua mamma troverà un coniglio, una rana, un'orsa... e per fortuna una di queste 'mamme surrogate' aveva visto la signora gufo cercare il suo piccolo caduto dal nido.

Arrancare, a quanto pare, è caratteristica comune per …

Ottobre è marrone, grigio e castagne sotto la brace

Raccontami di che colore è ottobre.Per me ottobre è marrone e grigio, bigio e scuro, odora di legna bruciata e di umido della nebbia. È freddo e infingardo, perché ti illude di non esserlo. Novembre no, novembre è umido e freddo senza compromessi, non si nasconde, è grigio ferro e odore di pioggia battente.Ottobre non ce la fa a mostrarsi per bene. È ibrido, un compromesso.

Per me ottobre è il mese della voglia di nuovi inizi, delle prime prospettive allargate, della necessità di ridefinizione dei confini.

Prima di tutto, attraverso la scrittura. Poi nell'abbigliamento, e nella necessità di recuperare vecchie amicizie sfilacciate per la strada. Comprendere cosa ho sbagliato, e quando. Dove ho ferito senza volere, quando ho interpretato con leggerezza un ruolo, quando mi sono dimenticata di prendermi cura delle persone a cui tenevo. Perché lamentarsi dei comportamenti altrui non è sempre la soluzione migliore.

8 ottobre: primo passo.





Strano modo di passare la fine della settimana: pago l'uscita estemporanea a mangiare cibi di strada a Cesena, venerdì sera, con il pargolo ammalato dalle sei dello stesso giorno (ma io l'ho saputo solo rientrando). In questi giorni ho fatto conoscenza con la sete inestinguibile da soddisfare a piccolissimi sorsi per volta (sennò l'acqua resta nello stomaco meno di un battito di ciglia), con il termometro che segna numeri sopra gli 'anta (40,3° 40,2°...), con la necessità di trasformarmi da "mamma" a "cuscino" a qualunque ora del giorno e della notte.ma quel che mi ha spaventata davvero è stato il momento di "assenza delirante" che ha colpito il signorino quando, complice l'antiinfiammatorio che gli ho dato a stomaco vuoto (ma in dose inferiore a quella indicata dal medico), la temperatura si è bruscamente abbassata da 40,2 a 36,7. Vi assicuro che non è bello.

Ora Carlo riposa, la febbre è sempre presente ma meno alta, domattina la pri…

capitale di quale cultura?

Nel 2019 sarà una città italiana ad essere portavoce della cultura europea. La 'capitale europea della cultura' nel 2000 era stata Bologna. E Marco Paolini aveva fatto lo spettacolo su Ustica in piazza Santo Stefano. E io c'ero.

Per il 2019 siamo alle fasi finali: il 17 ottobre la commissione deciderà, dopo aver visitato in modo approfondito ciascuna delle città.
Le candidate ( Ravenna, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Siena, Cagliari - vi ho messo i link alle loro proposte, non fate i pigri, cliccate) hanno già detto - e dato  - tutto il possibile.
Sul sito dell'europarlamento si legge che "Una città non viene investita di tale ruolo unicamente per ciò che che ha fatto, ma soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell'anno di candidatura. Per questo motivo, la città è invitata a sfruttare le sue particolarità e a dar dimostrazione di una grande creatività che dovrà fornire al programma il carattere…