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capitale di quale cultura?

Nel 2019 sarà una città italiana ad essere portavoce della cultura europea. La 'capitale europea della cultura' nel 2000 era stata Bologna. E Marco Paolini aveva fatto lo spettacolo su Ustica in piazza Santo Stefano. E io c'ero.

Per il 2019 siamo alle fasi finali: il 17 ottobre la commissione deciderà, dopo aver visitato in modo approfondito ciascuna delle città.
Le candidate ( Ravenna, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Siena, Cagliari - vi ho messo i link alle loro proposte, non fate i pigri, cliccate) hanno già detto - e dato  - tutto il possibile.
Sul sito dell'europarlamento si legge che "Una città non viene investita di tale ruolo unicamente per ciò che che ha fatto, ma soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell'anno di candidatura. Per questo motivo, la città è invitata a sfruttare le sue particolarità e a dar dimostrazione di una grande creatività che dovrà fornire al programma il carattere di eccezionalità. I criteri che deve soddisfare il programma di una città candidata sono fondamentalmente due: la dimensione europea e la città e i cittadini"
 
La scelta, lo ammetto anche con un pizzico di vergogna, non mi coinvolge e non mi appassiona: non faccio parte di gruppi di lavoro o promozione delle città; il mio lavoro non verrà travolto dall'evento "capitale"; nessuno di quelli che conosco è legato a doppio filo a queste candidature. Però... però. In realtà sono convolta in modi diversi, indiretti, da almeno due delle candidate.


Ero a Ravenna stamattina. Ho respirato l'aria della città, vissuto diverse sue contraddizioni, assorbito sottopelle alcuni dei suoi disagi, e francamente... non so.
Ho parlato con un ravennate doc, che ha espresso a voce alta le mie perplessità e i miei dubbi: dov'è il respiro europeo della città? dove, lo slancio verso l'esterno? A parte la viabilità, che farebbe invidia al palazzo della burocrazia di Asterix, i trasporti non ci sono (treni: Ravenna è collegata solo con la dorsale adriatico - marittima, tutto il resto è in preda ai capricci del destino cinico e baro, che nel mio caso ha soppresso - SOPPRESSO - un treno senza alcuna motivazione apparente, così, di punto in bianco). Le iniziative? sì, ce ne sono e spesso si accavallano le une alle altre, senza una vera visione di insieme, nel caos, sia pure creativo.
Non so.
Sono perplessa, per le forze messe in campo e per la sensazione piuttosto netta di mancanza: manca una visione ampia, un disegno d'insieme, è un calderone di proposte idee presentazione dell'esistente nella speranza che il futuro migliori... mah.
E intanto, Plovdiv in Bulgaria è già stata confermata capitale europea della cultura 2019.
Evviva l'Italia, evviva la Bulgaria...



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