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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2009
Una innocente osservazione ieri sera mi ha catapultata nel gorgo della più surreale discussione della storia. Si parlava di beni, servizi e prodotti.
Mi sono ritrovata a discuterne con un sindacalista - e per carità, mi sono accorta da sola che avrei dovuto uscirne immediatamente, dalla discussione, ma non ne avevo le energie - e non ho avuto modo di esprimere (mai) il mio punto di vista. Che, nonostante le premesse, non era tale da motivare una discussione così accanita, perchè non mi opponevo di certo al suo - punto di vista, dico.

Ve la faccio breve: il signore in questione mi ha attaccata al muro perchè a suo parere i fornitori vanno valutati esclusivamente in base al prodotto che forniscono, dunque in base a quanto questo prodotto risponde alle mie richieste in quanto committente.
Fin qui, e in termini così onnicomprensivi, sono d'accordo e non ho difficoltà a riconoscere che questa è una buona base di lavoro.

Avrei voluto ribattere che si tratta di regola troppo generale: per es…
Sono in teoria quasi pronta ad andare. Eppure mi sembra di non essere presente affatto. Passo le notti a sognare - e la mattina non ricordo cosa ho sognato - e i giorni a correre per lavoro. Ma come se non fossi davvero qui, davvero presente.

E. preferirebbe post 'da esterno', e ce ne saranno in questi giorni di corsa frenetica e di impegni. Ma è il momento di un post 'da interno', di mini riflessione.
Hanno detto a mia madre "e' bello quando ci siete voi, perchè siete sempre sorridenti!" Credo sia vero che una delle nostre caratteristiche come famiglia sia quella dell'allegria e dello sguardo positivo. A volte costa una discreta fatica, lo ammetto. Altre volte è naturale come l'aria che si respira.

E' mio padre il peso che tira indietro, colui che non è disponibile a tornare di buon umore. Per questo a volte è faticoso fargli tornare il sorriso sulle labbra.
Adesso, finalmente, dopo aver avuto il diabete a 390 (sì, 390), con tanto di crisi nottur…
chicche della serata - altre seguiranno...
(lui) "Ma tu lo sapevi che Andrea aveva una passione per te?"
(io, diventata velocemente bordeaux) "Ehm... sì!"
(lui, occhi sgranati per lo stupore) "Davvero lo sapevi???"

O_o: ma no, figurati, pensavo che quel giochino di tutti - e dico tutti - i giorni, durato tre anni, per cui io e la mia amica S. eravamo sempre 'prigioniere' fosse una cosa neutra. Figurati. Del resto, non lo sapeva NESSUNO che tu morivi, dietro a S. ... :-))).
E anche adesso, non se ne è accorto nessuno che l'hai guardata con occhi adoranti per tutta la sera :-)

periodi belli della vita, guai a chi me li tocca!

D'accordo, potrei quasi riconoscere di essere una romantica attaccata alle sue radici in modo profondo, profondissimo.

Però rendersi conto che parliamo ancora e in modo così naturale e spontaneo dopo 29 anni... mi ha quasi commossa :-)
Eravamo pochi ma ottimi: e qualcuno di noi era anche molto bello!

voglia di lavorare arrivederci

Ok. Fa brutto, sono insonnolita ed è venuta in ufficio la collega con il bimbo e il marito per un saluto
Quindi, risolte tutte le emergenze del venerdì, sono quasi pronta ad uscire di qui.
Informazioni utili:
la foto qui sopra, come la foto del profilo, provengono dal recente giro siculo.
Il tempo qui fuori è brutto e bigio e grigio.
Tutti gli oroscopi dicono che sarà un bel periodo denso e pieno di incontri... basta che si mantenga così come è stato negli ultimi giorni e potrò ritenermi decisamente soddisfatta.

Calendario, ad uso e consumo dei lettori abituali:
24 domani e 25 domenica, T*orino - con annessa cena fuori
26 lunedì - casa
27 martedì - allestimento fiera e poi casa
28 mercoledì - fiera e cena di gala poi albergo
29 giovedì - fiera, riunione, cena di gala e poi albergo
30 venerdì - fiera, cena free e poi albergo
31 sabato - fiera, smontaggio e poi casa
1 domenica - con mamma in giro
2 lunedì - ferie, comincio con il metodo
martedì... vedremo
Piccole considerazioni del vivere non quotidiano.
Mancare per un certo tempo da un luogo ha come conseguenza dichiarate e aperte manifestazioni di stima e affetto, nel momento in cui in quel luogo si torna (o meglio, io torno). Come ieri sera: una ragazza che non vedo da mesi ha aspettato che io finissi di parlare con un altro per salutarmi 'comme il faut'.
E lo stesso mi è accaduto al telefono.
Ci sono persone che parlano perchè hanno parole da dire, e altre che parlano perchè sono programmate per pronunciare un numero TOT di frasi nel corso della giornata. Mia zia D. apparteneva alla seconda categoria, come la mia compagna di banco del liceo (ora non so, è molto che non le incontro per tempi sufficientemente lunghi). L. invece appartiene alla prima: parla perchè ha tanto da dire. Stamattina l'ho riconosciuta dalla voce, che ha continuato ad usare per tutta la durata del viaggio in treno e del tragitto stazione - università.E' già finito ottobre, per me: il mese è fitto…

Baària

Merita.
Ok, forse la parte finale è un po'... come dire... inattesa? Non all'altezza del resto del film? ecco, diciamo così, via.
Ma il resto merita, e merita tutto.

Se proprio volessi eliminare un attore di quelli presenti nel film, darei immediatamente cartellino rosso a Monica Bellucci. Che poi, cosa c'entra lei in questo film?
“Signorì, stiamo in treno da ieri sera alle otto. Il nostro si è fermato, quattro ore sott’una galleria. Ci stanno delle persone che si son sentite male, dodici ore che stiamo in treno, signorì.”
Non ho avuto cuore di far alzare la persona che ha occupato il mio posto, e sono andata ad occupare il posto di un altro – oppure un posto libero non prenotato, non lo so.
Che differenza tra le persone d’affari, impegnate e ben vestite che affollano questo euro star ogni mattina in direzione Milano e le persone che ieri sera sono partite da Napoli per un viaggio che presumo volesse essere di piacere o di altro, non certo di alta professionalità. Dodici ore su un treno che non si muove sono devastanti per chiunque, temo.

Intanto la giornata sembra bella. Una di quelle fredde giornate di ottobre, dalle temperature quasi rigide, lontane assai dal tiepido sole di settembre che fino a pochi giorni fa ci faceva compagnia. La terra è scura e umida, si prepara a fare scorta per l’inverno. Solo gli alber…
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Fedele ai miei propositi di viaggio sono stata nella Sicilia orientale per cinque giorni, di cui tre lavorativi e anche piuttosto intensi.
Il tempo mutanghero e mutevole, un po' ombroso, è diventato il leit - motiv delle nostre chiacchiere fino a venerdì: "Ma come è variabile, il tempo qui in Irlanda"è diventata presto la nostra frase preferita. Per lavoro sono anche finita sul giornale, e ciò mi ha portato a scoperte quasi clamorose: omamma, ma io davvero somiglio così tanto e in modo così netto a mio padre?

In tanti giorni ho avuto spesso sprazzi e idee che avrei voluto poter fissare su carta o a video. Non ci sono mai riuscita, c'era sempre qualcosa di più urgente da fare... e così ora i colori della Sicilia, trasportati in questo spazio freddo e piccolo, mi sembrano meno vivi e fatico a renderli reali.

Ho visto Ragusa e Ragusa Ibla che di notte richiama il presepe, Modica terra del cioccolato e patrimonio dell'umanità, Scicli e il mare di Donnalucata, Francofo…

uno sguardo diverso

viaggiare mi mette sempre in condizione di usare uno sguardo differente.
Ma c'è viaggio e viaggio: e quello che sto compiendo in questi giorni è 'accompagnato'. Così non riesco a fissare in tempo utile le impressioni di ciò che vedo, e ora che - in un momento di tregua - riesco a sedermi a computer e scrivere le immagini sono troppe, si affollano e come si fa...

La tecnica degli appunti sparsi non è la migliore, ma è quel che posso usare ora. Proverò a farlo in ordine cronologico.
Il peso della responsabilità che non si può dividere mi ha schiacciata il giorno prima della partenza (forse qualche lettore può capire se dico che mi è venuta una crisi di pianto?).
Paradossalmente, la mattina della partenza il solito imprevisto dell'ultimo minuto - nel caso specifico il volo abolito e accorpato con un volo successivo per altra destinazione, con scalo aggiunto - mi ha rasserenata. L'imprevisto è una cosa nota, la so affrontare e sono brava a gestire le situazioni di emergenz…
Uomini di narrazione. Uomini che parlano di sé e raccontano, raccontano, raccontano.
Donne dell’ascolto e della lucidità. Donne che pazientemente partecipano al discorso con i giusti sì e i giusti commenti, semplici rimbalzi che consentono all’interlocutore di continuare il lungo monologo.
L’ho visto ieri sera, in treno.
Un uomo ‘alternativo’, dall’abbigliamento etnico eppure dall’aria ordinata, capelli grigi corti e barba assai curata. Un uomo che, vestito diversamente, potrebbe avere l’aria del responsabile di una qualche struttura. Una donna ‘alternativa’, dalle maglie multicolor, magra e altera, gioielli in argento brunito e sguardo penetrante. Presumibilmente una persona che conosce i chakra e i flussi di energia, ma non – apparentemente – una persona serena. Eppure nei confronti dell’uomo era materna e avvolgente. E lui aveva, senza ombra di dubbio, l’aspetto di chi è innamorato.

collezione

Per la gioia di coloro che sono in paziente attesa che scadano i nove mesi regolamentari, sappiate che in questi giorni ho ricevuto sms in tempo reale che annunciavano le nuove nascite. Siccome mi sono piaciuti, ve li ripropongo... a uso e consumo!

E se prima eravamo in tre a ballare l'hully gully, da oggi siamo in 4 a ballare l'hully gully! F*b**no, P***a, Riccardo e MICHELE! Un omino di 3230 grammi e 51 cm!

Sabato sono nati CIP e CIOP xxxx, al secolo Riccardo e Leonardo. Loro e mamma Luc*a stanno benone. E il papà G*gi molto bene!
Alle sette del mattino essere apostrofata con un “Ma lei lavora in tv?” è quasi traumatico quanto il dover effettivamente rispondere di sì.
E questa mattina io ho l’impressione di essere entrata in un vasto e misterioso frullatore. A cominciare dai treni, dove le conversazioni non aiutano: c'è un disagio forte e diffuso, l'impressione che nessuno sia più in grado di tenere alta la testa e lungo lo sguardo.
Mi salva il divertimento involontario nell'ascoltare quella beata accozzaglia di luoghi comuni. Se li vedesse Goldoni, mi viene spontaneo pensare, ambienterebbe una nuova Trilogia della Villeggiatura tra gli uffici e i treni....
Stamattina vince l’osservazione dei giovani manager o presunti tali che tentano di mantenere alto il livello della conversazione e provano ad essere di società, dialogando e raccontandosi a voce alta (tutti devono sapere) dei vantaggi della piccola città a fronte della frenetica vita della metropoli (vabbè, B*ologna una metropoli, insomma…).
Sembra …
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Che stanchezza. in questi casi devo stare attenta perchè il mio cervello tende a scegliere la via dello sciopero da tutto e da tutti. In questo risicato momento di pausa, bevendo un succo di mirtillo, mi ritempro con l'oroscopo di internazionale.it.
E comunque sappiate che ho cominciato a leggere - per la seconda volta in verità - La lettera scarlatta. Naturalmente, l'ho dimenticata a Milano.

Sagittario.
La prossima settimana succederà qualcosa che offenderà e agiterà tutti, tranne te.
Sulla Terra echeggeranno grida, gemiti e lamenti, ma tu resterai freddo.
Potresti essere tentato di approfittare della vulnerabilità degli altri per assumere il controllo del tuo angolo di mondo, ma penso che sarebbe un gesto miope da parte tua.
Il sistema migliore per sfruttare questo vantaggio sarà dispensare forti dosi di compassione, assicurandoti che le persone importanti per il tuo futuro non si perdano.

sparse e varie

Non saranno pensieri sconnessi, ma ci vanno molto molto vicini. Pronti? Via:

Venerdì i capelli subiranno un taglio. Perchè non posso continuare così.
Ho scoperto finalmente che quel cespuglio verde apparentemente senza fiori ma con un profumo incredibile: 1° i fiori li ha, anche se molto ben camuffati. 2° ha un nome scientifico che è perfettamente adeguato, Olea Fragrans.
Ieri mattina e ieri sera ho viaggiato con le stesse persone. La gestione delle prenotazioni da parte delle ferrovie è buffa, a volte.
Discutere ore e ore se sia meglio un vaso o una bottiglia, un attaccapanni o un cassetto, è davvero uno strano modo per passare la mattina.
Domenica ho affrontato la mia libreria. Ho vinto io.

l'isola dei gatti sperduti

Dovete sapere che io abito in un appartamento su due piani. O meglio, su un piano più mansarda . o soffitta che dir si voglia. Mentre il piano di sotto è ristrutturato e perfettamente abitabile (nonchè abitato, in effetti), il piano di sopra è ancora al grezzo, con alcuni spifferi e fessure.

Ai tempi della ristrutturazione, i gatti dei vicini di mansarda - che allora erano due - avevano preso l'abitudine di comparire di tanto in tanto, per fare compagnia agli operai - o a mio fratello. Un'abitudine persa negli ultimi anni e tornata prepotentemente a galla da pochi mesi, ovvero da quando la ragazza di mio fratello ha scelto la soffitta per preparare la sua tesi di laurea (un trittico in ceramica a formelle... più o meno...)

Ieri sera, sorpresa: un incessante "Meow, Meow" sonoro e chiaro arrivava dalle scale. Sissignori, la gatta soriano, quella grigia, dei vicini, quella con la coda mozzata, ci osservava dal pianerottolo in cima alle scale, in mansarda. Aveva deciso di …

la casa di fellini

Ieri sono andata proprio a r*imini.
Un'ora e mezza abbondante per parlare, farmi studiare i piedi, avere un massaggio gratuito e decidere che ho un male intollerabile al braccio sinistro. E' il caso di rimediare: da novembre inizio un ciclo di sedute del metodo grinberg. Sarà doloroso, molto, e spero altrettanto 'liberante'.

Nel viaggio di ritorno, un uomo macedone di 49 anni - 49 anni, la stessa età di mia cugina che ha una figlia di 11 anni, la stessa età del mio vecchio capo che ha capitolato e convive da un anno e mezzo - un uomo macedone, dicevo, mi ha raccontato di sè e della sua famiglia rimasta in macedonia. Del figlio più grande che lo ha reso nonno da un po', del suo stipendio come 'ferraiolo' che supera di parecchio il mio, della nostalgia di casa che ogni tanto lo assale (ma è regolare in Italia, e spera l'anno prossimo di potersi ricongiungere alla famiglia). Della consapevolezza che noi italiani siamo egoriferiti (quello che lo stupisce di p…
Per gli affezionati lettori: il periodo di settembre - ottobre è sempre stato particolarmente impegnativo per la tenutaria del blog.
Se prima - quando lavoravo per il teatro - il periodo più difficile era sempre settembre (tempo per la presentazione dei calendari teatrali alla stampa), adesso - ormai da 7 anni - il momento clou è quello che precede LA fiera, il momento cardine della nostra comunicazione.
Ogni anno mi riprometto di organizzarmi meglio e di evitare eventi collaterali, in modo da non essere sovraccarica. E invece ogni anno è peggio.

Così il 2009 passerà alla mia storia personale per avere visti concentrati tutti insieme
l'organizzazione di un convegno a metà ottobrela presenza per quattro giorni in fiera a fine ottobre con due stand in due posti diversi,una conferenza stampa per un argomento 'terzo'una cena di gala (sì, sempre quella) con annessi e connessi - gadget a tema, allestimento, ristorante, ammenicoli variil coordinamento di un evento su 5+4 regioni - co…