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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2010

bianco

bianco neve, per esempio.
Qui, a 100 metri - veri - dal mare, cadono fiocchi bianchi e spumosi. Si attaccano alle targhe delle macchine, alzano l'asticella dell'ansia parentale, aumentano le preoccupazioni per il rientro mascherandole da prestazione eroica (non vado a casa, figurati, cosa vuoi che sia un po' di neve).

Ricorda un po' la nevicata di dicembre di dieci anni fa, con i km macinati in macchina come a piedi, a passo d'uomo, sotto le luci gialle e livide. Ma qui è mattina, la neve - finalmente - mi mette allegria, e mi sembra di tornare bambina.

ps per i lettori di oltreoceano: ma guarda, ci sono buone abitudini di là da voi e di qua da noi
C'era una volta una grande parete libera e bianca.
Non bianca? Va bene, immaginiamo che la parete sia color crema, oppure grigina. O meglio ancora, color sabbia. Non più scura nè più decisa. Deve essere una bella parete luminosa - color crema è l'ideale.

Su questa parete color crema tutta vuota comparve un giorno una grande libreria ariosa e libera.
Moderna nel taglio ma classica nei materiali: legno, magari dipinto di un bell'azzurro profondo, di quei cieli di primavera al sud, pieno di promesse convinto e sorridente.
Oppure un bel legno chiaro lamellare, caldo, passato solo con la vernice trasparente per proteggerlo dalle incurie del tempo. Più elegante, più neutro, meno invadente.
Questa è la mia libreria, quella che popola le mie fantasie degli ultimi giorni, anche in sogno. Un tentativo di mettere ordine nel mio immaginario? Forse.

Sugli scaffali di questa bella libreria grande, solo edizioni economiche di libri di ogni sorta.

Lassù in alto a sinistra stanno i classici del g…

aggiornamento settimanale

di letture: continuo a centellinare La mia Africa; mi hanno regalato Il vento non sa leggere; mi porto dietro Tre vite di Penelope Lively.
di relazioni: quelle personali scarseggiano in settimana, e temo scarseggeranno anche nel weekend perchè sono decisamente provata. Ma domani si va a un matrimonio - tanto per cambiare, anche il 2010 ne prevede alcuni, ecco il calendario
23 gennaio8 maggiodata da definire4 luglioe poi mi aspetta la visione 3D di Avatar - la curiosità ha la meglio.
e poi, la settimana prossima, Bari.
e poi, il primo weekend di febbraio, il meetup.
nel mezzo, il teatro: vado a vedere i Sillabari di Paolo Poli.

di oroscopo: sempre da internazionale.it
Sagittario, of course
Homer Simpson dice che ogni volta che impara qualcosa di nuovo dimentica qualcos’altro. Per esempio, quando ha seguito un corso per fare il vino in casa, ha dimenticato come si guida l’auto. Non credo che sia il tuo problema, Sagittario. Stai per entrare nella Stagione dell’apprendimento intensivo, in cui la…

fibra di acciaio evanescente?

Antefatto:
nonna Ottavia, nata il 26 settembre 1910, entra in ospedale a inizio dicembre per una serie di problemi clinici culminati in un blocco renale.
Messa in isolamento prima di Natale (sulla base della convinzione dei medici, suffragata dall’andamento clinico, che lei fosse al termine), ha beffato ogni valutazione. Un miglioramento progressivo e imprevedibile.
Fatto:
dopo due ‘falsi allarmi’, finalmente ieri è tornata a casa in collina, con l’approvazione e il saluto di tutto il personale del reparto, che dopo oltre un mese l’aveva praticamente adottata.
Certo, non ha più la mobilità di prima.
E’ a casa con il letto medicalizzato, le ulcere aperte sulle gambe e un sopore a fasi alterne che le fa trascorrere tre quarti della giornata riposando.
Ma la sua mente è lucida, e presente.Tanto da aver ripreso con me il consueto dialogo (ormai quasi una bella abitudine tra noi).
“Nonna, vengo a trovarti presto, quando riesco, e mi fermo un paio di giorni”Davvero? Tu lo sai, quando vieni io ti as…

Bloody Mary con delitto

Sono andata a un Murder Party, organizzato fin nei minimi dettagli. Non è proprio come una Cena con delitto, ma quasi.
Il luogo della festa:una mansarda assai ampia, con camino e senza “arredamento”, solo una tv – ignorata – un divano, molte sedie, un tavolo e altre sedie.
“Vi aspetto al Peer Gynt cafè di via Xxxxxxx Xxxxx XX per un aperitivo con delitto. Di rigore il Bloody Mary”. Un invito via sms.
Bloody Mary, come il titolo del racconto - traccia, della serie Aperitivo con delitto (si trova qui).

Eravamo in 12, organizzatore compreso. Due squadre di investigatori, 5 personaggi, un morto solo ‘raccontato’ e mai visto.Un morto che si concretizza e prende corpo grazie alle parole dei personaggi.
La cura dei dettagli si apprezza solo alla fine del gioco: il Bloody Mary per tutti, il barista che dimentica il gambo di sedano... il piccante del cocktail...
Un gioco divertente davvero, e per me nuovo.

Poche le regole base. Ogni personaggio conosce la sua storia, quello che può rivelare senza re…

Ancora, e ancora

Tutto questo parlare di viaggio, dell'essere stranieri e radicati (o radicati), ha scatenato nella mia testa una indiscutibile voglia di andare e di tornare, di dibattere del tema con chi davvero lo vive e lo sente, e di parlarne per sviscerare come mai mi sento viaggiatore sradicato a volte, libero e senza vincoli, e altre volte profondamente territoriale, a seconda dei momenti e dei luoghi.
Mi ha colpita il colloquio con una signora che ha messo in piedi una associazione di volontariato in India e che in India torna ogni due mesi. Lei non sente le radici in Italia, e sarebbe pronta anche domani - se il suo compagno fosse d'accordo - ad andare a vivere in India, in quella zona che ormai frequenta da quattro anni e conosce abbastanza.

Risultato di ciò, nel tranquillo venerdì della provincia che non è casa, in un luogo che chiama "monte" tutto ciò che è poco più oltre il livello del mare?
La mia africa, di Karen Blixen, ora nella mia borsa.
Nello scorrere il 2009 secondo le parole scritte sul blog
(ché a questo servono, anche, le parole scritte: a ricordare cosa si sceglie di raccontare. Perchè sul blog non si racconta tutto, ma solo quel che è "dignitoso".
Non si parla dello strazio della rabbia dell'ironia pungente delle fatiche che schiacciano e della tendenza all'autocommiserazione
ma spesso quasi esclusivamente si scelgono i buoni sentimenti e le piccole cose e quel che si può dire senza andare a fondo, o almeno non troppo a fondo. Asciugando le parole fino al silenzio, quando il dire si farebbe troppo denso)
ho trovato tante piccinerie graziose.
Ho riconosciuto i tasselli che mi hanno portata, uno sopra l'altro, uno dopo l'altro, fisicamente quasi a soffocare in settembre, diaframma contratto e cuore in 'blocco' et similia.
Tutte le innocue accettazioni che, ignorate e accumulate, mi hanno sopraffatta.
Meritavano urla e strepiti, invece, e porte violentemente sbattute, e risposte secche e…
Una domenica di tregua. Ieri.
Per la quarta volta, ho pianto come una fontana davanti al film di Sindey Pollack Come eravamo (The way we were), con Barbara Streisand e Robert Redford.
Ho pensato – e non per la prima volta – che il mio compagno delle elementari somiglia davvero a Robert Redford giovane, ma non aveva da piccolo (e credo nemmeno da adulto) la profondità di certi personaggi interpretati dall’americano ariano (cit.).
Altra libera associazione: forse Alain è stato il primo in assoluto a esprimere un apprezzamento sul mio fisico.

Trovo straziante e bellissimo quel film. Assolutamente ineccepibile, anche negli equilibri della coppia. Nella battuta cardine, quel “sono esausto” detto da lui sorridendo, già una ammissione di abbandono alla volontà di lei, a metà film. Il pianto di lei al telefono, che dice “ma sei tu il mio migliore amico”.
Un film bellissimo, nella mia personale top ten ai primi posti.
Anche il finale è ineccepibile, amarognolo e consapevole ma non disperato. Non so,…
Sagittario (22 novembre - 21 dicembre)In un milione di anni non ti autorizzerei mai a dare libero sfogo alla tua spietata ingordigia, concedendoti il permesso incondizionato di vagare per il mondo ingurgitando, incamerando e impossessandoti di tutto. Ma a causa di una strana anomalia nella tua configurazione astrale, ti do il permesso di sfogare la tua ingordigia elegante e giudiziosa, concedendole temporaneamente il permesso di assaggiare tutto quello che cattura la tua famelica immaginazione.