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Visualizzazione dei post da 2014

#PROPOSITI 2015

E poi, naturalmente, c'è il post sui buoni propositi per l'anno che verrà. Quelli ciclici, che ogni anno si riaffacciano alla memoria e vengono prontamente abbandonati al loro destino intorno a marzo. Quelli impegnativi, che vengono pronunciati già sapendo che non si sarà in grado di mantenerli. E quelli inconsapevoli, che si declamano senza rendersi conto esattamente di ciò che implicano, e che sopravviveranno solamente se la loro attuazione sarà leggera, come l'aria.

Non sono una da propositi e proclami, organizzazione e decisioni granitiche. Ma ho trovato in rete uno schema di buoni propositi, e ho provato ad integrarlo con le mie buone intenzioni, sperando che questa sia la volta buona :D
Eccoli, i miei propositi

LUNGIMIRANTI (che stanno nel quadrato tra la razionalità e il progettare): 
Pianificare di più (o meglio) e rispettare i pianiimparare a parlare fluentemente una lingua diversa da quelle che già conoscomettere qualcosa da parte ogni meseIDEALISTI (nel quadrato t…

RIEPILOGO

Ho almeno tre post da scrivere.
Uno è quello per il mio compleanno, che è stato festeggiato degnissimamente con i colleghi storici a cui voglio più bene in assoluto, quelli che dopo dodici anni (DODICI, SANTO CIELO) sono ancora in grado di mettersi intorno a un tavolo e chiacchierare come se dodici fossero i giorni, e non gli anni...
E' stata una serata di chiacchiere e risate e cose serie e valutazioni sul futuro e politica e riflessioni generiche e appuntamenti e capodanni e bambini e lavoro e chi più ne ha più ne metta. Una serata bella, un compleanno da ricordare. E sono sempre loro, quelli con cui ho festeggiato i 30 e poi i 40... e adesso anche i 44.

Un post è quello delle malattie che colpiscono a tradimento e ti fanno passare i giorni di festa nauseabonda e ovattata, con il mal di testa delle grandi occasioni e il sonno degli ammalati, che non tengono gli occhi aperti per più di un paio d'ore.

Un post è quello del Natale, che nonostante la malattia di cui sopra è stato un…

Roma è un bel posto

Roma è caldo (quando altrove fa freddo), tacchi alti e sanpietrini, conversazioni disinvolte e osservazione, tanta eleganza tutta insieme bella da vedere.
Roma è il lungotevere di sera, le parole (tante, quante) di perfetti sconosciuti, la promessa di un weekend di ostriche e acquario, lo stadio con la polizia e noi che passiamo ugualmente ("sa, andiamo a un ricevimento di nozze").
Sara&Vins è una chiesa - non chiesa - per le promesse di matrimonio. Una sera tradizionale, ma leggera, piena di sorrisi e di familiarità. Musica bellissima e momenti di commozione, affogati in una risata (ma si vedeva). Sara&Vins è gli occhi scintillanti di gioia, quella vera, quella che non passa. Le scarpe alte (Sara) o i piedi nudi, il pianoforte (Vins) e Sergio Cammariere.
Il bouquet coi tulipani (Sara) e la calla all'occhiello (Vins).
Sara è un abito bello, bellissimo, lungo, con il velo come le principesse e i capelli raccolti. Come nelle fiabe.
Vincenzo è la presenza, l'att…

i colori e la testa che correcorrecorre

Le nuvole cupe che aleggiano sulla campagna rendono più vividi (o lividi?) I colori dei campi, e il verde prato entra prepotente nel mio campo visivo.
"Anche tuo padre lavorava e andava in giro come te, ma non era una mamma..." (siamo alle prese con l'otite).
Tra 10 giorni si sposa Sara e io ancora mica lo so cosa indossare.
Ci sono strane coincidenze che non sembrano casuali: la sera ricevo una mia foto di... boh... 10/12 anni fa, e la mattina incontro dalla pediatra la ragazza che era accanto a me in quella foto O_o
Non avevo riconosciuto in me la necessità di spazi vitali (almeno di notte per favore) e l'ansia (ok questa è arrivata da poco lo so).

dicembre

C'è gente che a dicembre fa partire i buoni propositi (vedi malapuella), c'è chi fa partire contest di fotografia (come Susannah Conway e Zelda)

Io - oltre a partecipare al #ptitzelda2014, su instagram - a dicembre:
preparo calendari dell'avvento tutti pieni di stelle (una stella per ogni giorno, da appiccicare alla porta di casa per avere una bellissima stellata la notte di Natale)metto in ordine l'agenda, accavallando date e incontri e impegni (3, Verona, 4, Milano, 10, Forlì, 16, Brindisi, 19 - o forse 22  - Milano ancora... )riprendo pian piano possesso della mia vita sociale (compreso l'aperitivo del sabato mattina con gli altri genitori della scuola materna)arricchisco lo scaffale dei libri con   (bello perchè  neutro, senza connotazioni marcatamente religiose, semplicemente una storia, e senza fronzoli)  arricchisco la mia cultura musicale con
Chi ha paura del buio?(che ha vinto questa edizione dello Zecchino d'oro)

movimento

Per la prima volta quest'anno mi ritrovo a pianficare una serie di uscite lavorative anche nel mese di dicembre. E' strano, di solito dicembre è il mese della programmazione. Forse quest'anno ho lavorato meglio...
E ho tanti pensieri che mi frullano in testa. Che cercano di mettere insieme quel che accade nelle mie giornate.
Ho sistemato il nido (la parte di casa che mi spetta), e ho provato a farne un posto accogliente. A quanto pare ha funzionato, il piccolo ha apprezzato al punto di stare seduto per mezz'ora a giocare, nel posto che ho scelto per lui.
Ho ascoltato ministri competenti e ministri meno competenti parlare di spreco di cibo e di uso ragionato delle risorse. Mi sono dispiaciuta perchè quello meno competente è il ministro a cui faccio riferimento, in ambito lavorativo.
Ho osservato il dispiegarsi delle forze dell'ordine perchè un posto che concentra quattro ministri e  un sottosegretario è comunque un posto da controllare e proteggere.
Ho discusso co…

Leggere per sentirsi più leggeri

Perchè no, dopotutto.
(attenzione per chi legge: questo post è una deriva genitoriale del blog, che rientrerà nei ranghi consueti a breve)

Io adoro leggere. Ho libri ovunque, a casa, in ufficio, nelle borse, dentro al comodino, sotto al letto, in bagno, in cucina. Ovunque.
Ho libri da leggere per lavoro, altri che servono unicamente a scollegare il cervello (e non sono di quelli 'degni di essere nominati', no), libri che leggo per passione e altri che leggo per curiosità.
Sono una lettrice vorace e quasi onnivora: non riesco ad appassionarmi alla deriva horror - fantascientifica, forse perchè ho una immaginazione fervida e realistica, che rende molto concreti gli scenari che vengono raccontati.
Sono anche una lettrice tradizionale: complice il mio difetto di vista, non riesco ad appassionarmi agli e-reader, di alcun genere (con un pizzico di dispiacere per non aver ancora letto quei romanzi e racconti che alcuni amici hanno pubblicato solo nella versione digitale).

Cerco di pa…

perplessa

E così entro nel mondo del "ma a casa non fa così" "Ma a casa non vede così".
E scopro cose che non mi tornano.
Però ho bisogno di imparare ad aiutare mio figlio a stare in mezzo agli altri...
ah, nel dettaglio, anche a rispondere :D
Giorni che valgono doppio: asilo, treno, autobus, aereo, shopping, scrittura, aereo, auto, cena sul lungomare (e il mal di terra per le barche che dondolano appena fuori dal locale), albergo e lavoro -correzione di testi e pianificazione fino quasi alle tre di notte...

La giornata di ieri per me è valsa doppio, sì.

UNA settimana di fiera non basta

Una settimana di fiera non mi è bastata.
Il Salone del Gusto era durato troppo poco, così ho pensato bene di aggiungere anche Ecomondo (da mercoledì a sabato scorso).
Non contenta, sabato con il piccoletto sono andata: in fiera, all'ikea, dal parrucchiere. E domenica: in treno, in autobus, in giro per negozi.
Stamattina la sua reazione è stata "mamma, io oggi resto qui (=a casa) così (=in pigiama)". Potete dargli torto?
"Mamma quante nuvole!" "Eh sì" "ci sono delle forme mamma" "davvero? Che forme vedi?" "Guagga mamma, quello è... è.... UN PESCE!".

Oggi è cominciata l'esplorazione delle nuvole.

Due giorni fa per la prima volta ha parlato di un regalo che "chiediamo a Babboatale, mamma?"

Qui si fanno passi avanti nel regno di fantasia, signori! :)

pausa giochino

Marta, che è andata a vivere dall'altra parte del mondo insieme ad Andrea e Davide, mi ha coinvolta in un giochino - catena, di quelli che si fanno per passare il tempo e per raccontare spizzichi e bocconi di sé, senza diventare troppo seri. E visto che oggi sono in pieno "blocco creativo" provo a sbloccarmi partecipando.
E' un giochino che parla di gatti: io di gatti non ne ho, ma lo faccio ugualmente



1 - inserisci la foto del gatto curioso: eccola, è questa. 
passiamo alla domanda successiva...









2 - rispondi alle cinque domande che seguono:
 esponi il tuo abbigliamento tipo di quando avevi 14 anni.
Dunque, a 14 anni ero in terza media. Avevo appena tagliato i capelli cortissimi, e anche allora come adesso adoravo i pantaloni e detestavo le gonne. Con la sola clamorosa eccezione di un golfino di lana d'angora a rigoni bianchi e turchesi, lavorato a mano e tutto traforato, per il resto il mio abbigliamento era un tripudio di decori scozzesi e quadri - quadretti - qua…

nuove fasi della vita

E così ieri ho 'fatto' la madrina di cresima. E mi sono ritrovata a guardare con occhi stupiti e grati questi trenta ragazzi che tutti insieme attendevano di ricevere il sacramento.
E' stato un rito, ed è stato bello. Preparato. Importante.
Con molta più attenzione al significato del rito che all'apparenza dello stesso.
I ragazzi, tutti uguali con i loro jeans scuri e la maglietta bianca fatta stampare apposta, con una frase sullo spirito santo detta di recente da Papa Francesco. Le ragazze, anche loro con questa specie di divisa ma con i capelli acconciati (quante trecce, signora mia, quante trecce! e i capelli ondulati e morbidi, tutti).
Erano belli, luminosi, attenti.
Noi adulti, dietro di loro, ci siamo adeguati. Abbiamo anche cantato, perchè la messa era cantata. E siamo stati in silenzio al momento clou, perchè così ci è stato chiesto.

Il contorno di bei vestiti, sfoggio, attenzione? c'era, forse, ma dalla parte dei ragazzi non si notava. Loro erano lì per pr…

conto alla rovescia

Ma le magliette? ma il materiale? ma hai corretto quel testo? e quell'altro, lo hai mandato? ma ti sei organizzata per dormire?


Questa edizione del Salone del Gusto mi lascerà stremata, già lo so. Ma confido anche che sia una edizione bellissima, da cuori proprio.

Intanto perchè lo stand dove saremo mi piace un sacco (e già questo è un ottimo motivo).
Poi perchè per una volta lavoro con della gente che mi piace, e non da sola (ed è un ottimo motivo pure questo). Poi perchè mi pare che ci siano persone competenti (e qui si apre il vasto capitolo del riconoscere la competenza altrui, e sapersi circondare di collaboratori abili... ). Poi perchè sono fuori forma (ma quando mai sono in forma, da anni?) eppure mi sento bellAccettGrad... vabbé. Poi, e ho finito i motivi che mi vengono in mente a bruciapelo, perchè so che farò il possibile perchè sia un buon tempo, di quello che ti carica di memorie belle da portarsi dietro per il futuro.
Partenza il 22 ottobre, destinazione Torino (o quas…

lunedì

Che questo fosse un lunedì in piena regola era abbastanza chiaro già stamattina, quando esattamente 10 minuti prima della sveglia Carlo mi ha chiamata a gran voce, vanificando ogni mio tentativo di prepararmi alla chetichella e uscire di casa prima del suo risveglio.
E vabbè, esco ugualmente. Di corsa, ovvio. Con l'affanno di non arrivare in tempo e con il timore di tutto quello che avrei dovuto affrontare e risolvere alla scrivania.
Il mio subconscio mi ha fatto capire di non sentirsi affatto pronto: ho dimenticato a casa il portafogli e l'abbonamento del treno...
Torna indietro, recupera, torna in stazione.
Consegna il telefono, in ufficio: quello nuovo arriverà presto, forse già domani. Non c'è problema, dico io, metto la scheda nel tablet e sono a posto.
E infatti... il tablet non legge più le schede sim. Evviva.

La giornata scorre. Preparo testi, mi confronto, scrivo, correggo, perdo il filo del mio stesso pensiero. Detto scadenze, impongo revisioni, mi affanno nel ce…

venerdì - pensieri sparsi e surrogati di autocoscienza

Ottobre è anche tempo di nocciole.
Nel giro di una settimana ho fatto fuori due pacchetti di nocciole tostate, sgranocchiate compulsivamente mentre cercavo di farmi venire delle idee. Ora dalla scrivania mi occhieggia un pacchetto - ancora intonso  - di biscotti al cioccolato e nocciole, appunto.

Leggo gli oroscopi, non mi piacciono le previsioni, medito e li ignoro volontariamente.

Abbandonata a me stessa dopo ore di riunioni e incontri riesco con l'abilità di un funanbolo a ritagliarmi 20 minuti di decompressione prima della partenza del mio treno. E in quei venti minuti compro: una maglia a collo alto che arriva direttamente dal 1970, e un libro 'O - oh' su un gufetto che si addormenta, cade dal ramo e perde la sua mamma.
Nella ricerca della sua mamma troverà un coniglio, una rana, un'orsa... e per fortuna una di queste 'mamme surrogate' aveva visto la signora gufo cercare il suo piccolo caduto dal nido.

Arrancare, a quanto pare, è caratteristica comune per …

Ottobre è marrone, grigio e castagne sotto la brace

Raccontami di che colore è ottobre.Per me ottobre è marrone e grigio, bigio e scuro, odora di legna bruciata e di umido della nebbia. È freddo e infingardo, perché ti illude di non esserlo. Novembre no, novembre è umido e freddo senza compromessi, non si nasconde, è grigio ferro e odore di pioggia battente.Ottobre non ce la fa a mostrarsi per bene. È ibrido, un compromesso.

Per me ottobre è il mese della voglia di nuovi inizi, delle prime prospettive allargate, della necessità di ridefinizione dei confini.

Prima di tutto, attraverso la scrittura. Poi nell'abbigliamento, e nella necessità di recuperare vecchie amicizie sfilacciate per la strada. Comprendere cosa ho sbagliato, e quando. Dove ho ferito senza volere, quando ho interpretato con leggerezza un ruolo, quando mi sono dimenticata di prendermi cura delle persone a cui tenevo. Perché lamentarsi dei comportamenti altrui non è sempre la soluzione migliore.

8 ottobre: primo passo.





Strano modo di passare la fine della settimana: pago l'uscita estemporanea a mangiare cibi di strada a Cesena, venerdì sera, con il pargolo ammalato dalle sei dello stesso giorno (ma io l'ho saputo solo rientrando). In questi giorni ho fatto conoscenza con la sete inestinguibile da soddisfare a piccolissimi sorsi per volta (sennò l'acqua resta nello stomaco meno di un battito di ciglia), con il termometro che segna numeri sopra gli 'anta (40,3° 40,2°...), con la necessità di trasformarmi da "mamma" a "cuscino" a qualunque ora del giorno e della notte.ma quel che mi ha spaventata davvero è stato il momento di "assenza delirante" che ha colpito il signorino quando, complice l'antiinfiammatorio che gli ho dato a stomaco vuoto (ma in dose inferiore a quella indicata dal medico), la temperatura si è bruscamente abbassata da 40,2 a 36,7. Vi assicuro che non è bello.

Ora Carlo riposa, la febbre è sempre presente ma meno alta, domattina la pri…

capitale di quale cultura?

Nel 2019 sarà una città italiana ad essere portavoce della cultura europea. La 'capitale europea della cultura' nel 2000 era stata Bologna. E Marco Paolini aveva fatto lo spettacolo su Ustica in piazza Santo Stefano. E io c'ero.

Per il 2019 siamo alle fasi finali: il 17 ottobre la commissione deciderà, dopo aver visitato in modo approfondito ciascuna delle città.
Le candidate ( Ravenna, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Siena, Cagliari - vi ho messo i link alle loro proposte, non fate i pigri, cliccate) hanno già detto - e dato  - tutto il possibile.
Sul sito dell'europarlamento si legge che "Una città non viene investita di tale ruolo unicamente per ciò che che ha fatto, ma soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell'anno di candidatura. Per questo motivo, la città è invitata a sfruttare le sue particolarità e a dar dimostrazione di una grande creatività che dovrà fornire al programma il carattere…

mamma, io resto qui

"Io resto qui" è la nuova formula magica. Meglio di abbacadabba (abracadabra) e di peppiacere peffavore ti peeeego, dette al nonno per cercare di conquistare il potere sul telecomando.
"Io resto qui": nel letto, stamattina, assonnato come non mai.
"Io resto qui":a casa, con la nonna, assai più accondiscendente del difficile mondo della scuola materna, dove non sono al centro dell'attenzione.
"Io resto qui":in macchina, con te mamma, perchè fuori fa freddo e noi qui insieme chiacchieriamo e non vai via.
"Io resto qui": alla scuola materna, dove in fondo non si sta affatto male e dove, passato il primo impatto, non mi sento più a disagio, tanto da dire alla nonna che mi è venuta a prendere la mia formula magica preferita, "Io resto qui".

e presto, in effetti, resterà alla scuola materna anche a pranzo :) finalmente.

lunedì, ricomincia la settimana

Prendere atto che i propri genitori invecchiano non è mai facile.
Prendere atto che il genitore che ritenevi 'in gamba' 'intelligente' 'che sa come muoversi nella vita' è invecchiato al punto da criticare sempre e comunque tutti, e senza appello, è dolorosamente faticoso.
Le conseguenze di questo suo invecchiamento? Per esempio: raccontare a lui come va la tua vita (la tua giornata, il tuo tempo) non si può più, a meno di non volere affrontare, ogni santa volta, sguardi di compatimento, di disprezzo nei confronti di tutto il mondo, di critica fine a se stessa. Ma non raccontare è 'tagliarlo fuori', e non avendo più una vita sua soffre l'essere escluso.
Insomma, se ne esce solo facendo faticosissimo lavoro di equilibrio e di sintesi.
(vi stavate chiedendo come ho trascorso la domenica? ecco, così)

Sono andata a riguardare i post del passato, complice una domanda che girava on line (era più o meno "ti ricordi cosa stavi facendo il 24 settembre 2004?" e posso rispondere a ragion veduta che no, non me lo ricordo nel dettaglio e anche i macroeventi mi sfuggono un po').
Ero più brillante, a volte più saggia.
Usavo meglio la testa, mi perdevo meno in ragionamenti farraginosi. Mi facevo angosciare meno dalle fatiche quotidiane.
Certo, c'era il non trascurabile dettaglio di una vita sentimentale ... brillante, diciamo. Ero viva, e con buona approssimazione ero anche felice (magari non sempre. Beh, a fine 2010 di sicuro). Ma anche oggi, volendo, potrei trovare mille motivi per avere un po' di carica. E invece mi avviluppo.
Non. va. bene.

Quindi, forte della perla di saggezza di gennaio 2011 ("sopravvivere non è sufficiente, vivere è necessario e non ho più intenzione di sprecare - tempo, occasioni, momenti di evoluzione ecc") riparto. Un po' più caric…

le scoperte del viaggiare

Lo scorso weekend sono stata a Roma. Mi sono mossa molto in metropolitana, e ho avuto tempo e necessità di studiare e osservare la gente che mi circondava.
Di tutto, mi hanno colpito di più i bambini che chiedono l'elemosina. Piccoli, forse nemmeno sei  anni, che sanno usare bene le percussioni (bonghi o altro). Che suonano in metropolitana, magari insieme ad un altro bambino (sì, perchè a 10/12 anni, in questi casi, sei ancora un bambino), e poi speri che qualcuno ti dia qualche soldo per la cena, un gelato, (forse le bollette di casa?).
Non so quali storie stavano dietro a questi bambini che giravano di vagone in vagone, ma so che non è un mondo equo, quello nel quale viviamo.
E io vorrei tanto che il mondo fosse un po' più equo.

Grammarnazi is the answer

Una frase su facebook mi provoca istantaneo nervoso, a più livelli.
La frase è questa:

Non sei un oggetto, non sei una scelta, sei una vita..
Sei un sentiero bellissimo che, se qualcuno decide di intraprenderlo,
deve sapere come trattarlo. Non deve rovinarlo.
Deve lasciarlo come lo trova, può solo migliorarlo.

-M.M.

Il nervoso è composto da un groviglio di motivi.
Provo a ragionarci qui (perchè di là il commento che ho scritto è stato immediatamente cancellato - forse chi ha pubblicato preferisce che la citazione rimanga 'congelata' e solitaria).
 1 - non condivido la frase iniziale.
 2 - la seconda frase è grammaticalmente scorretta (ridondante) e leggerla mi provoca i medesimi brividi delle unghie sulla lavagna
 3 - la terza frase è incoerente (o lo lasci come lo trovi, o lo migliori - ovvero, lo cambi rispetto allo stadio in cui lo hai trovato). 
4 - ARGH

Qualcuno ha voglia di parlarne?

la dieta ed io

La dieta ed io nonandiamo d'accordo. Forse è il criterio impositivo che non mi piace, non so.
Diciamo che le poche diete che sono riuscita a seguire sono state quelle in cui IO ho deciso di mettermi a dieta, IO ho seguito i menu e NESSUNO mi ha mai detto 'oggi devi mangiare... ' 'allora, cosa mangi oggi?' 'ma questo lo puoi mangiare????' e simili.
Adesso, condividendo i pasti con alcuni familiari, la questione si è fatta delicata.
E insomma, non ci riesco. Non ce la faccio.
Mia madre è a dieta da due settimane e si è impuntata, ha deciso che la devo seguire pure io la sua dieta, e allora... insomma, io mangio come mi pare e poi dico che sì, ho mangiato quel che dovevo. e subisco i cibi sconditi dell'ora di cena, e le tisane e i decotti dalle otto di sera in poi.
Ma non dimagrisco (ovviamente) e ho il volto adeguatamente perplesso di chi non si spiega come mai la dieta funzioni solo a metà.
Giustifico il tutto con le continue trasferte e la necessità di …

onomastico

Oggi è santa Monica. Nella mia famiglia gli onomastici si festeggiano, di solito con un dolce e gli auguri. Ma quest'anno su tre componenti adulti due sono a dieta, e avevo pensato di rinunciare al dolce augurale. Invece, a quanto pare, è già pronto e mi aspetta a casa.
Beh, meglio ;)
Il marketing delle aziende di shop on line sa come attrarre potenziali nuovi clienti: oggi mi hanno 'regalato' spese di spedizione, una confezione del loro prodotto di punta e una 'sorpresa' che scoprirò solo quando arriverà il pacco a casa: ho speso poco, ma ho comprato. Quindi io - che normalmente non compro - mi sono fatta attrarre da questo bieco trucchetto di marketing.
Si vede che oggi era giornata :)
Pianificando il mese di settembre mi è venuto l'affanno per la quantità invereconda di cose da fare. E invece che correre dietro alle scadenze, mi prendo il lusso di rileggere parola per parola un documento che dovrei inviare alla grafica... non so, sento che pagherò tutto ques…

il mondo come lo decido io

Comunicare, comunicare e ancora comunicare: non mi riesce così facile.
Avere una soglia di attenzione bassissima: ecco, quello è assai più semplice, purtroppo.
Ho progetti che frullano in testa, cose da fare e percorsi da compiere, ma ogni volta che mi accingo a fermarli su carta - o, come in questo caso, su file - arriva qualcosa che mi distrae (foss'anche una mosca che passa davanti al monitor)  e mi dimentico di scrivere.
La mia cifra stilistica sembra essere diventato l'elenco (solo la mia?)
Perciò, ecco l'elenco delle cose cui ho pensato e che non si sono evolute in discorsi - racconti o altro:
la signora sul bus stamattina, che dopo 12 anni di vita vissuta in Romagna mi dice con un po' di amarezza "e non mi vengano a dire che i romagnoli sono accoglienti e disponibili! lo sono qui, al mare, perchè siamo *turisti* e gli portiamo soldi. Ma altrimenti non lo sono affatto, creda a me" (la signora in questione è di Bologna, e di suo mi è sembrata una persona …

Parole e letture: agosto prezioso

Ho bisogno di leggere come dell'aria che respiro. Ci si rende conto che non sto bene quando mancano libri nella mia borsa, sulla scrivania o sul comodino. Qualche volta dovrei leggere meglio, o di cose maggiormente tecniche. A volte mi accontento di rifiugiarmi nelle letture conosciute, per non farmi amareggiare da scritture mal riuscite o da storie farraginose e faticose. Nell'attesa di affrontare alcuni libri da comodino che mi attendono ormai da tre anni, per questo tempo di rientro ho scelto libri che mi conciliano con il mondo, e che mi fanno ridere. Sono 
che ho adorato nella traduzione italiana e che dunque direi che posso permettermi di affrontare in inglese;
che non è una lettura impegnativa e che credo di non avere mai finito, ma di aver sempre sbocconcellato, un pezzetto qui e uno là, perchè le descrizioni di questa strampalata famiglia e dell'altrettanto strampalato etologo narratore sono davvero esilaranti.

Poi sulla scrivania campeggia anche questo:
perchè o…

estate 2014, il rientro

In ufficio si sentono solo rumori attutiti, a volte anche schioccanti ma sempre lontani. Le voci sono basse, il timbro squillante sembra avere abbandonato questi luoghi come se fossimo in una bolla che accompagna il nostro lavorare in giorni dedicati al riposo altrui.

Io carburo con fatica, dopo due intere settimane di vacanza consecutive (cosa che non mi accadeva da un po').
Osservo i fogli sparsi sulla scrivania, fisso le lettere che si compongono sotto le mie dita e mi sento distante, estranea. Non mi capacito che non si siano composte da sole, le parole, che non si siano risolti da soli, i problemi, che non si siano dipanati da soli, gli intrecci lavorativi complessi.

Non ho le energie, oggi, per mettervi mano: perciò mi limito alle piccole cose, alle cose necessarie, a sistemare indirizzi e aggiungere documenti negli archivi. E cerco di riprendere dimestichezza con la parola scritta, mentre piccole pulci di viaggio punzecchiano incessanti.
Ma di questo parlerò in un altro mo…

le cose che imparo, vol. 2

Non imparo:
a trattenermi dal comprare letture estive in libreria /edicola/banchetto sotto i portici. Adesso, per esempio, ho in borsa "Il caso dei fratelli siamesi" di Ellery Queen, e "Entra la morte" di Rex Stout (la settimana scorsa avevo comprato "Gli elefanti hanno buona memoria" di Agatha Christie, giusto per completare la triade... )a passare sopra ai gattamortismi (ma è una cosa che credo non sia nelle mie corde, la prima volta che ho assistito a un episodio di 'gattamortismo' avevo sette anni e ricordo ancora che mi ero innervosita tantissimo) ma imparo:
a dire le cose senza lasciarmi invelenire dalle medesime. E quando non ce la faccio, lo dico (in modo che chi mi ascolta possa applicare il filtro alle mie dichiarazioni)a lasciar scivolare le preoccupazioni altrui che sono un malcelato tentativo di controllo, senza per questo sentirmi a disagioa reagire velocemente in caso di emergenza lavorativa

Lugliembre, andiamo, è quasi tempo di migrare

Luglio si sta chiudendo e io non sono pronta.
Ho in mente post che svaniscono alla luce del giorno, ho vissuto serate belle e giornate stracolme di impegni; corro dietro alle scadenze e anelo a momenti di tregua...


E proprio perchè è stato un mese bello denso, vediamo cosa ho imparato.
Quando quello che fai (lavorativamente parlando) non ti corrisponde più, o quello che ritieni giusto non è quello che ti viene indicato come prioritario e indispensabile, è importante mantenere coerenza e onestà intellettuale e decidere il meglio per la tua vita. E se possibile, i soldi non devono essere la sola variabile che si mette sul piatto tanto di cappello al quasi collega che dopo oltre 20 anni di lavoro nel medesimo posto ha deciso di abbandonare, per coerenza e onestà intellettuale, senza avere una solida alternativa pronta

Sono un animale sociale, in fondo: partecipare al matrimonio della mia figlioccia mi ha reso chiaro questo concetto, che avevo un po' perso di vistacorollario: quanta gen…

la lunga marcia

Questo lunedì sembra non finire mai. Ma domani sarà anche peggio, e allora provo a ricaricare un po' le pile scrivendo.
Sembra davvero che sia tempo improrogabile di vacanza. Tempo per far rallentare i pensieri e rincorrere quelli vaganti.
Oggi per esempio, nel tragitto dal mio ufficio a quello di una collega, ho perso per ben due volte i pensieri che mi avevano fatta alzare dalla sedia per andare di là da lei...

Magari chissà, mettendo pillole di quel che accade recupero il filo perso... proviamo.
Ivrea: bella bellissima festa, quest'anno l'ho vissuta bene e mi sono sentita davvero a casa. Forse però conta anche il mio atteggiamento...
Torino: bella bellissima città, che ogni tanto mi respinge e ogni tanto mi accoglie materna, come è nei miei confronti. Questa volta era il giro buono...
Milano: mamma mia. mamma. Il florilegio dei luoghi comuni, a questo giro. Vabbè, capita.
Castel Guelfo: chi lo ha detto che andare per outlet è sempre un male? a volte può essere anche div…

i giorni in viaggio

I giorni in viaggio servono per crescere.
Se hai meno di tre anni, i viaggi spesso ti fanno arrivare in posti che nemmeno immaginavi.
Le tue reazioni di questi giorni? "Tatta gente. Mamma, tatti bimbi. Tatta gente :O". E gli occhi spalancati, la tendenza a cercare di ripetere ogni frase, l'apprendere(al punto che si poteva proprio vederti imparare, di minuto in minuto).
Se ne hai più di quaranta, il viaggio rigenera perché dona posti riconosciuti o riconoscibili, persone che accolgono te (e non una tua rappresentazione o maschera più o meno riuscita), montagne che commuovono (sì, vedere le montagne mi ha fatto piangere.)
Avevo bisogno di viaggiare.
Spero di ripartire presto.

Bilanci in pillole

Imparare a non procrastinare potrebbe essere il compito della prossima vita. Ma siccome non sono per la reincarnazione, direi che è il caso di applicarmi per impararlo ora. La metto come priorità dell'estate
Tra le cose che ho imparato invece c'è l'essere impermeabile a quei commenti e quelle critiche che arrivano da chi non è sereno. Il fatto che certe volte io debba lasciarmi scivolare addosso i commenti di mio padre è tutto esercizio che fortifica il carattere.  Sono intrinsecamente pigra: mi accorgo che è una difesa, per non farmi sopraffare dalla sensazione di inadeguatezza. Ma in fondo alimento solo un circolo vizioso, dal quale in effetti potrebbe essere buona cosa tentare di uscire.E' facile comprendere come sto davvero: il peso è la misura del mio disagio (ogni volta che sono sotto stress, quando accumulo energie che non riesco a sfogare, quando sono scontenta di come sta andando il mio approccio alla vita, ingrasso).
Devo, assolutamente devo, inventarmi un abig…

si è sposata valentina

E così è successo. Valentina e Leonardo si sono sposati per davvero.
Ed è stato tutto molto fluido, normale, tranquillo.
Note sparse sulla cerimonia religiosa:
l'abito della sposa le donava moltissimo. E di primo acchito a mio parere era anche molto molto bello. Ma ad una seconda osservazione mi sono accorta che era troppo tradizionale (strascico, corpetto fasciante, gonna ampia.. ) a scapito dello "stile", e aveva un paio di elementi non del tutto coerenti (le stringhe, la rosa)Lo sposo aveva un completo altrettanto bello. Ma perchè il pungitopo finto, all'occhiello? e perchè il testimone di nozze aveva il pungitopo all'occhiello, con la bacca rossa, e la cravatta gialla??finalmente un matrimonio con gli invitati vestiti comme il faut... temevo di non vederne più (era tanto che non mi capitava). Giacche, cravatte, spalle coperte, gonne e tessuti importanti. l'agriturismo è stato il miglior posto in assoluto per un ricevimento di matrimonio con così tanti bamb…

Ciao Belle(zza)

Ci sono dei lavori (intesi come incombenze) che si appiccicano addosso come lo zucchero alle dita umide, e rimangono lì, un po' silenti e un po' fastidiosi, a ricordarti che no, non hai ancora finito, e no, non puoi mettere via e no, speravi che quella cosa si fosse evaporata istantaneamente da sola e invece non l'ha fatto.
Però da ieri la casa vecchia non c'è più.
O meglio, la casa c'è sempre (non si cancellano le case da un giorno all'altro) ma io non ho più le chiavi di quella casa. Le ho riconsegnate, insieme al terrazzo pieno di sole, e alle finestre senza tende, al pianerottolo con la portafinestra, al bagno verde, alle stanze insonorizzate, alle scale ripide e alle scale tutte diverse.

Mi sono portata via fiori, mobili, ammenicoli e ricordi.  Quelli brutti (pochi) mi sono rimasti attaccati senza volere.Quelli belli ho cercato di coccolarli e farli star bene.
Alcuni sono notturni: la lettera scritta di getto e spedita a Milano, come una pagina di diario,…

viaggio

Casa - nuova casa - ufficio - roma - nuova casa - ufficio - casa - napoli... Nonostante i proclami non è facile.
Ci sono piccole oasi di ristoro: al risveglio, in "nuova casa", una routine spontanea prevede il giro in terrazza, col fresco del mattino presto, per controllare come sta il tendone da circo e se le piante hanno passato bene la notte.
Adeguarsi al genitore invecchiato non è sempre facile, sto cercando di imparare in fretta. Essere il genitore autorevole non è sempre facile ma sto imparando in fretta (e due). Dimagrire in tempo per il matrimonio di Valentina è imperativo, ma le scale da fare ennemila volte al giorno aiuteranno.

Ufff

libri di passaggio

il primo giorno del mio nuovo corso - ciclo di vita - si apre con due cose:
La scomparsa di Majorana di Sciascia, libro puntuale, preciso, acuto, che mi aiuta a tenere la mente vival'essere apostrofata "mama", dai neri (il giovane padre che chiede l'elemosina davanti al supermercato, il signore che chiedeva informazioni sulla destinazione del treno): mi hanno reso migliore la giornata, davvero (per il significato di "mama"; chiedete - io ho chiesto alla mia mamma, che in Africa ha passato la sua adolescenza)

il tempo prossimo venturo

Ho già mal di testa, oggi.
Sarà un weekend denso, densissimo di scatole e di pacchetti e pacchettini e di cose messe alla rinfusa perchè il tempo che rimane è troppo poco, di oggetti da buttare (sempre meno, per fortuna) e di oggetti da ritrovare la prossima settimana assolutamente, che non si possono perdere nei meandri del trasloco.
Che a volte mi chiedo se non sarebbe meglio farci nascere già tutti in coppia, con un gemello di noi stessi speculare a noi, che faccia quello per cui noi siamo inevitabilmente e indiscutibilmente negati: nel mio caso, la gestione spicciola pratica delle cose di carattere amministrativo (bollette, scadenze, conferme di pagamento e simili). In cambio, che so, noi potremmo fare qualcosa per cui l'altro è indubbiamente in difficoltà: dialogare coi vicini? cucinare pasticciando? non so, ma qualcosa di certo c'è.
Nonostante questo cambiamento in atto (o forse anche per via del cambiamento, chissà) ho una prepotente voglia di vita, di relazioni, di scam…

nuovi sogni e vecchie fatiche

Stanotte, complice la sveglia alle cinque circa, ho sognato. E ho sognato di nuovo uno dei miei sogni incasinati e un po' contorti, con un sacco di ascensori e di posti da raggiungere e di distrazioni da cui guardarsi. E c'era anche il signor Many nel mio sogno (e non è la prima volta che accade, si vede che mi dà sicurezza sapere che c'è anche lui). E non so bene dove avremmo dovuto andare, ma so che ci stavamo mettendo un sacco di tempo, davvero troppo tempo. Però ero convinta che saremmo arrivati, e non avevo paura di perdere qualcosa. Insomma, pareva che la destinazione fosse importante ma non fondamentale.
E mi domando quale sia il messaggio (ehm... )

devi conoscerti meglio

Questo mi ha detto una persona a inizio anno. Devo conoscermi meglio. Pare che sia il mio compito per il 2014.
E allora aggiungo oggi qualche tassello al mio puzzle di conoscenza.
Non avevo capito davvero i motivi del trasferimento da Torino, fino a pochi giorni fa. Fino a una frase detta con naturalezza da mio padre e metabolizzata istantaneamente da me. Conseguenza: ero più matura della mia età, ma non così matura come pensavo di essere.La parola chiave nel fare le cose è "eleganza", per mia madre. Le cose si affrontano tutte e si fanno tutte, ma bisogna mantenere un certo stile. La caduta di stile è quella che lei patisce di più, in alcune delle scelte che i suoi figli compiono o hanno compiuto.
Conseguenza: devo ricordarmi sempre che a parità di condizioni mantenere un certo stile fa davvero la differenza.Faccio proclami di dieta almeno una volta ogni due mesi. Mantengo i miei proclami per il tempo di un paio di pasti, o a volte perfino per tre, e poi li abbandono. Fantast…

wip atm aio ai2

Ho una profondissima idiosincrasia nei confronti delle sigle.
(tanto per intenderci: wip=work in progress, atm= non ho capito ma indica il bancomat, era usato con disinvoltura su un articolo di un importante quotidiano nazionale e io sono andata in bestia, aio=all in one e ai2=all in two, riferiti ai pannolini lavabili)

E il post non c'entra niente con l'incipit, ma volevo ricordarmi che stamattina le ho lette tutte in fila e mi hanno rovinato il risveglio.

Quello che volevo dire veramente è che ho cambiato un po' (lo sfondo, l'immagine, il profilo) perchè a breve cambio di nuovo casa, e oggi è stata una giornata di cambiamento per il piccolo... insomma, mi sembrava importante lasciar traccia delle variazioni.
Ho ritrovato la mia amica LiseCharmel, e un suo post mi ha dato una idea da seguire.
Sento la primavera, insomma, anche se sono vestita tutta di nero, oggi.

Sono sconclusionata, malinconica, agitata, un po' in fermento... vaga, non riesco a chiudere una rifle…

e poi, mentre io mi commisero senza motivo reale...

... e sono qui che combatto con una relazione (un testo) da completare entro sera, mi arriva un messaggio da un'amica
"sono ricoverata a xxy per una crisi depressiva. Puoi ricordarmi nella preghiera?"

E niente, piombo d'improvviso nella mia incapacità di aiutare questa persona, che conosco da vent'anni, e che ho visto ammalarsi pian piano, lasciar andare un pezzo per volta la voglia di vivere, perdersi nella griglia del quotidiano che non corrisponde mai - perchè non corrisponde mai - alla realtà. Sposarsi perchè "quest'anno si sposano tutti non posso rimanere indietro io", andare a lavorare perchè "dopo la laurea si deve lavorare"; diventare insegnante perchè la sua migliore amica lo era, e nel suo immaginario una insegnante avrebbe potuto lavorare mezza giornata e vivere beatamente.
Ma era troppo fragile per gestire classi di preadolescenti, e troppo ostinata per lasciar perdere.
L'ho vista andare a vivere lontano da casa sua, l'h…

di matrimoni e di gabbiani che vanno di fretta

Primavera, tempo di inviti...
il 2014 - per ora - mi  porta due matrimoni fissati, e un matrimonio rimandato
Annunciato con largo anticipo, il matrimonio di Chiara e Nicola è rimandato per ora, per colpa della burocrazia becera e ottusa (ma mi aspetta al varco nel 2015 e ci andrò con molto piacere).
Sarà divertente scervellarmi sull'abbigliamento anni '50 che è il dress code della cerimonia:come si vestivano i bambini allora? e poi io, come mi vesto io? non ho il physique du rôle, mi manca il vitino da vespa, sono più donna morbida anni '60... per fortuna ci posso pensare, ho tempo.
In piena estate mi tocca il giro piemontese imprevisto: si sposa Erika, mia figlioccia di battesimo che non sento e non vedo da quando lei andava alle elementari. E ci tiene ad avere una rappresentanza della mia famiglia di origine, alla cerimonia e alla festa. Mi piacerà rivedere lei, e suo padre, e chissà, potrebbe anche essere interessante. Ma potrò andare con il piccolo? oppure si aspettan…

cibo, ancora. Quello che non si mangia

Mio figlio non mangia. O meglio, è un mangiatore discontinuo, un assaggiatore curioso ma inappetente, un bambino che vive di latte.
Alterna giorni di assoluto digiuno a mangiate a spizzichi e bocconi ogni ora e mezza: prima un cracker, poi un pezzo di pane, un brandello di focaccia, un po' di grissini, un cucchiaino di burro qulache granello di ghiaccio, il sale per sentirne il sapore e il cacao ripescato misteriosamente da un barattolo nascosto. Ma anche l'arancia a spicchi, la mela in fettine sottili, cucchiaiate goduriose di yogurt bianco e altre strampalate scelte che coinvolgono lui e il suo palato in affinamento.
Si entusiasma per le pi-zi (pizzette), che è pronto a preparare dall'inizio dell'impasto fino al condimento: ma poi ne mangia mezza. a volte una. di quelle piccole.
Mette in piedi una mezza sceneggiata per andare a comprare la pi'di' (piadina), qapsetta paziente che gliela preparino, la sbocconcella e la abbandona dopo il secondo morso.
Il risott…

di stagioni e di ricette

Con l'arrivo della primavera (d'accordo, in questo momento le temperature non sono del tutto primaverili, ma io ammetto che mi va bene così), si è risvegliato un certo fermento anche culinario. Nella mia testa, ma anche fuori.
Pare che a Milano l'ultima moda siano gli agretti (barbe di frate), che sembra siano diventati infestanti quanto la rucola, sulle tavole. Bolliti e conditi con un filo di olio d'oliva e l'immancabile limone (ma anche senza limone) sono davvero un buon contorno. Mi sfuggono i motivi della loro improvvisa popolarità, ma me ne farò una ragione.

Per quel che mi riguarda, ho appena scoperto l'esistenza della portulaca oleracea, come insalata assai gradevole (ma ammetto che non la conosco affatto, e che dunque sperimenterò, magari proprio con questa ricetta di insalata di portulaca e sesamo tostato)




Però la cosa che mi ha entusiasmato è stata una deliziosa insalata che mi hanno offerto venerdì sera a cena. Ho comprato gli ingredienti, e domani …

MI sono impelagata con le mie mani

Dovevo trovare un modo per fare un adeguato regalo di compleanno a mia madre, che cambia decina quest'anno.
E non pensate che sia facile: mio fratello ed io le abbiamo già provate tutte, dal trattamento di benessere in una spa della zona al biglietto prepagato per una capitale europea a scelta, dai libri per i momenti di relax a "Paghiamo noi la donna delle pulizie per una settimana / un mese". Niente, con mia madre non funziona (quasi) niente.

no, ok, ammetto che i libri li ha presi - ci ha messo circa un anno per finirli, per mancanza di tempo o  di voglia - e alla spa è andata, alla fine, ma solo perchè io  mi sono presa mezza giornata e sono andata con lei. 

Insomma, è difficile. Ma ci vuole tutti a pranzo. Ho buttato con nonchalance "Mamma, cucino io? che insomma, sfacchinare per tutti anche il giorno del tuo compleanno... " . Non ci credevo: mi ha immediatamente risposto "Per me va bene. Mi fai anche una torta speciale? Non mi lamento, sai?"

Ecco …

Qualcosa di giallo, qualcosa di prestato, qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo

Cosa mi porto dietro come bagaglio del mese che sta per finire?

Qualcosa di nuovo: il corso su "Social network che funziona", formazione di due giorni tiratissimi dove ci hanno imbottito di esperienze e di competenze che normalmente vengono trasmesse in una settimana. Ne sono uscita con la testa che sembrava un frullatore, ho preso consapevolezza che spesso mi manca metodo ma che sono capace di intuizioni e profondità di pensiero... insomma, che compenso le mancanze con il pensiero laterale, a volte.


Qualcosa di vecchio: rancori e piccole invidie che non dovrebbero esserci e che invece ogni tanto fanno capolino. E la voglia, a volte, di attaccare a gran voce chi inganna e si inganna. (Poi penso che guardare la pagliuzza nell'occhio altrui è ben più facile che guardare la trave nel proprio, e taccio).

Qualcosa di prestato: lo sguardo cauto e diffidente dapprima e disarmato e sorridente dopo. Quello che il piccolo si mette addosso ogni volta che deve affrontare una situazion…

aggiornamenti

Ho la scrivania che è un mezzo delirio, il cervello impantanato che cerca di uscire dal loop, nessun programma per il weekend e assoluta necessità di fare cose - vedere gente.
Due giorni di corso di aggiornamento a Milano mi hanno fatto capire meglio alcune dinamiche, e hanno sottolineato la mia 'orsitudine'. Io sono fatta per avere pochi e selezionati contatti con le persone che stimo, apprezzo e con cui sono a mio agio.

E se la vita fosse davvero così sarei una persona privilegiata.
Non che io non lo sia, anzi.
Diciamo che ho patito alcuni compagni di corso, diciamo :D

Effetti collaterali del giro degli ultimi giorni?
a) la dietaaaaaa - consueto panico dei primi mesi dell'anno. Ma non temete, passa in fretta
b) i matrimoniiiiii - era uno , poi quell'uno pare saltato (per il matrimonio in questione bisogna aspettare che si dipanino i nodi della burocrazia) ma è stato subito rimpiazzato da un altro, il ... 19? 24? luglio (già non ricordo la data, ho la memoria a colabr…
Non scriverò più dei miei sogni, che affollano le mattine tra un richiamo infantile e il suono della sveglia, in quella specie di limbo nel quale non capisco mai se è davvero il subconscio che comunica o se sono io che sto già cominciando a "lavorare" e trasformo i pensieri in sogni perchè siano appena un pochino più lievi da sopportare...

Scriverò di profumi invece. Dopo un paio d'anni di refrattarietà agli aromi di qualsivoglia genere (ma complessivamente contenuti nelle boccette che si trovano nei negozi specializzati) finalmente sono tornata a tollerare i profumi.
E mi sono precipitata a comprarne uno, prima che mi passasse di nuovo la voglia.
Ho un profumo "caldo", invernale, che uso quando voglio sentirmi bella ed elegante: è Miss Dior Chèrie. Ma non fa abbastanza freddo, non è abbastanza inverno per quello.
A Roma, sotto il diluvio torrenziale dei giorni scorsi, ho trovato un profumo agrumato, leggero, che sa di pulito e di fresco:una acqua di colonia all…

dei sogni facili facili

Notte agitata, quella appena trascorsa.
Ho sognato, sissignori.
Ho assorbito nel sonno i mali del mio papà , credo, e li ho lievemente rimaneggiati.
NOTA PRIMA DELLA LETTURA i nonsense sono tutti frutto del mio inconscio "fantasioso". Non chiedetemi perchè, non so da dove abbia preso spunto.
Insomma...

Ero in Abruzzo, a passare la notte in un albergo di montagna che dall'esterno pareva proprio il residence valdostano dove ho passato gran parte dei miei inverni di bambina, imparando a sciare.
Quindi un bel posto, una struttura nuova, ordinata, allegra. Un po' anni '90, come apparenza. Con le camere che si affacciavano sulle montagne, e la struttura curva, a mo' di parentesi tonda.
Ero in albergo con [edit 2016: carlo e suo padre]. Era il loro primo "incontro". Avevamo scelto quel'albergo perchè sapevamo che il giorno dopo ci sarebbe stato il terremoto, e offrivano le camere last minute a un prezzo stracciato.
La mattina a colazione abbiamo discu…

l'anima del frigo

Capita anche a voi che il frigorifero abbia una vita sua, parallela alla vostra ma non per questo meno interessante della vostra?
Il mio frigorifero è bipolare. Alterna momenti di assoluta misoginia nei quali vuole dentro di sè solo quello sparuto vasetto di melanzane sott'olio fatto dalla casalinga napoletana amica di famiglia a momenti di opulenza sociale, nei quali trabocca di affetti (e di affettati), di burro, panna, verdure, tortellini e formaggi e carne appena scongelata, pronta per passare alla cottura che le è più congeniale.

Tutto questo non sarebbe un problema, se lui (il frigorifero) e io fossimo coordinati nei nostri tempi misogini e sociali... il problema è che invece non lo siamo.
Così, quando io sono misogina e anelo solamente a una serata casalinga con un buon piatto di pasta al sugo fatto fresco, ecco che lo è anche lui e mi guarda con quella altera supponenza che può venire solamente dal suo stomaco vuoto e riecheggiante silenzio e luce al neon. ...

Ma stasera no…
Splinder a me aveva portato persone belle. Alcune di loro sono diventate gli amici più cari di questi anni.
Tra ieri sera e stamattina li ho incontrati tutti e niente, oggi sono un po' più felice.
Vi voglio bene.

meraviglie di una connessione decente

La meraviglia di essere ospite in una casa dotata di wi fi e senza altra compagnia, al momento, se non una luce e un tablet collegato alla presa di corrente... ♡

Così posso andare a ripescare gli appunti di fine anno, sconclusionati ma indicativi del molto che mi ha accompagnata nel 2013.
È stato il tempo delle amicizie dolorosamente perse e delle feste ritrovate. Delle vacanze commoventi al lago, delle giornate torinesi e della sorellanza, ma anche dell'amicizia un pezzetto per volta e un passo alla volta, a casa.
Alcuni divari recenti sono ancora qui, ma c'è ancora il lavoro e di questi tempi è importante.
Il colpo di coda del 2013 sono le malattie varie ed abbondanti per non farsi mancare nulla, e le decisioni pesanti, di quelle rimandate ancora e ancora fino a che non è più stato possibile far finta di niente.
Gli uomini? Ce ne è uno che ancora e sempre è la mia meraviglia e la mia gioia, uno che mi fa preoccupare, uno che vorrei saper aiutare e uno che non ho mai voluto i…

vita reale versus riflessioni filosofiche e digressioni

Da stamattina rimugino su un post che avrei voluto scrivere, relativo alle fasi della crescita, all'importanza della famiglia, al vivere bene i tempi insieme (compresi i tempi di vacanza).
Però poi la vita vera è entrata a gamba tesa a smorzare il mio filosofeggiare.

"Gli hanno dato l'appuntamento tra cinque mesi per quest'altro esame, ma ti rendi conto? AH, ma domani mattina torna dal nostro medico per vedere di anticipare, che non ce la fa mica a resistere cinque mesi con questo dolore che non lo fa dormire. E comunque sì, è  ovvio che si tratta dei nervi visto che dalla risonanza non è emerso nulla..."

E no, non ho avuto cuore di dire che se il dolore proviene da quel che pensiamo è un dolore cronico, e la cura palliativa che già sta seguendo è in realtà l'unica cura possibile: e allora i cinque mesi sono un modo per farti sopportare cinque mesi in più il male...

libri di lettura

Che sia l'anno buono? vorrei provare, visto che viaggio tanto e leggo altrettanto, a tenere nota dei libri che leggo - compro - prendo in prestito nel corso dell'anno.
Aggiornerò questo post a fine lettura con la mia opinione  (chiamarla recensione mi sembra troppo)
Primo, ufficiale, acquisto del 2014: un libro leggero, da viaggio, al quale chiedo di essere scorrevole e di farmi ridere un po': David Safier - L'orribile karma della formica (ed. Pickwick)