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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2011

Prima di andar via

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Prima di scappare al treno, e al bus, e a casa, e alla cena e alle cose da fare e al vuoto da riempire la borsa da preparare le mosche da zittire (sono passati dieci giorni, guarda caso) e ... e....
prima di tutto ciò, dicevo, ci stanno bene due o tre foto di Parigi, qui. Perchè io ci metto un po' a metabolizzare le cose che mi accadono, e Parigi mi è entrata sottopelle. Invaderà ancora il mio mondo e il mio sentire per diversi giorni.



Ah, e mi sono anche dimenticata l'oroscopo - che ormai vale solo per un paio di giorni ancora...  Sagittario: È un ottimo momento per fare tutto il necessario per diventare più limpido e pulito. Non sto insinuando che ora sei unto e polveroso. Ma, come tutti noi, accumuli continuamente materiale estraneo che distorce la tua visione del mondo e deve essere periodicamente lavato via. Se lo fai adesso, il tuo lavoro sarà più intelligente ed efficace.
Sono tornata. o meglio, gia’ tornata.
Sono anche un po' pigra, e quel che dovrebbe essere un post solo per il blog viene bellamente mutuato dal tumblr, dove ho giá scritto le stesse cose. Magari potrei ampliarle, qui, aggiungendo piccoli stralci, spicchi di informazioni, come il signore che ci ha offerto il suo piatto di formaggi di capra perché ha visto il mio sguardo -soprattutto il mio. O come la mia consapevolezza di avere una compagna di viaggio, questa volta, bellissima (esteticamente, intendo) e viaggiatrice davvero, con cui fare i chilometri tutti i giorni. tutti_i_giorni.
Ma non saprei, per ora, cosa dire di piú.

Parigi e’ bellissima, e per me resta sempre un po’ casa.

Ho portato a spasso con me le persone che sono rimaste in Italia, e ho visto le cose attraverso i loro occhi (non solo attraverso i miei). Anche se ho cercato di non dirlo troppo.

La pompa di benzina sul marciapiede, il meccanico, la “casa delle mosche” (solo dopo ho capito che si trattava di un negozio pe…

di quel che è accaduto e di quel che accadrà

Un minimo di riassunto: è da venerdì che faccio la trottola calamitata dal capoluogo lombardo.

Da venerdì:
ci sono state riunioni, e incontri con amiche sparse per l'Italia (venerdì); chiacchiere e decisioni epiche - metto i tacchi alti o le ballerine? il vestito scollato o quello accollato? - di sabato mattina; risate e conoscenze e scoperte di sabato pomeriggio; cena e dopocena e giringiro e ancora risate sabato sera e notte. E poi sonno, e sveglia, e il rito del brunch con gli occhi che si chiudono, e la pioggia il lavoro altrui la manifestazione le lacrime di un'amica le parole. Ma anche il relax della domenica sera e "domani mattina vado in ufficio alle otto". Certo, come no: alle nove - forse - partire. E riunioni, di nuovo e ancora. Mattina, pomeriggio e treno.

Due giorni di 'scrivania' - non per questo più leggeri - e domani si riparte:
Milano, ancorapoi Novara e venerdì mattina: aereo. Si va a Parigi. Fino a domenica. sera. Di nuovo Milano, e una giorn…

cose che nascono

Sono cinque. Sono cinque, per ora, i bulbi di non si sa bene cosa (tulipani? giacinti? chissà) che hanno deciso che sì, nella terra che ho scelto per loro si stava bene. E che sì, per questa volta avrebbero fatto lo sforzo. E sì, via, una fogliolina o due a far capolino dalla terra la si poteva pure mettere.
Sono quelli che ho piantato a novembre.
Ne parlavo qui.

Adesso vediamo che succede...

(nel frattempo, sul balcone, spuntano giacinti o tulipani, non so bene)

Questa mattina per spegnere la sveglia ho tirato violentemente il telefono contro il muro.
E non è stato un gesto volontario.
Il rumore del telefono aperto in tre pezzi (corpo, copertura e batteria) mi ha svegliata di soprassalto.
Incavolata nera.

Potrei quasi cominciare a preoccuparmi...

Internazionalmente, un oroscopo

“L’amore che balbetta spesso è quello che ama di più”, ha scritto la poetessa Gabriela Mistral. Questo è un tema importante da tenere presente durante la stagione degli amori.  Come amante, non devi vantarti di sapere perfettamente come procedere, né essere troppo sicuro di te nell’affrontare ogni sfumatura del rapporto sentimentale , ma piuttosto avanzare umilmente, conducendo un esperimento dopo l’altro, cercando di far scoccare la scintilla, di scatenare il diluvio, di evocare la tempesta o di fare qualsiasi altra cosa richieda la specifica verità del momento.

come sempre, arriva da qui

memoria

Ieri sera, come spesso accade, sono passata a salutare i miei genitori e, come succede praticamente sempre, mi sono ritrovata a chiacchierare a ruota libera con mia madre, dopo averle fatto un massaggio per rilassare la sua schiena contratta e il braccio dolorante. (Pare che io sia brava).
Divagando, abbiamo di nuovo parlato di Congo Belga e di mango fly, di lavoro per la Croce Rossa dell'Onu e di baciamani, di Caritas italiana e di assistenza sociale. Di nipoti e non. Di famiglia. Abbiamo riso e scherzato, anche, come sempre.

Mio padre - che era andato a riposare prima della tisana della sera - è comparso sulla porta e, con il sorriso delle grandi occasioni, ha detto "E' proprio bello, sentirvi chiacchierare".

Già.
Un amico mi scrive "Devo ricordarmi, se le cose funzioneranno con lei, di impedirle ad ogni costo l'accesso al mio cellulare".E non perchè lui abbia 15 relazioni parallele via sms: no, proprio perchè è in grado di scrivere cose che darebbero il via alle più colossali gaffes che io abbia mai letto.
Ma davvero bisogna definire i confini in questo modo? Evitare le invasioni? Scacciare i ficcanaso?

Ok. non riesco nemmeno a scriverlo: per me il rispetto della sfera privata è indispensabile in qualunque relazione - a maggior ragione in quelle sentimentali.
Mia madre, ancora oggi, non apre le buste indirizzate a mio padre. Mai. Anche se sono palesemente le bollette della luce o del gas.
Fiducia. Libertà. Accoglienza. Rispetto. Ne troverò altre, ma mi sa che a bruciapelo sono queste le parole che mi vengono in mente per prime, quando penso a un rapporto di coppia.

tra i lettori di questo blog

... c'è chi arriva dal Mozambico e chi da Padova (e vi conosco, sì).
Ma c'è anche chi lavora alla Sisal, all'Università di Bari, alla Fiat, e perfino al Ministero della Giustizia: chi siete, lettori misteriosi?

(i post scritti di getto, in pausa)

Una intera domenica a casa.
Potrebbe rendermi malinconica, forse.
Ma ogni tanto è necessaria.
Le cose, ho scoperto da grande, non vanno avanti da sole: i pavimenti non tornano magicamente puliti, i letti non si rifanno da soli, la polvere non prende la valigia (come ci fanno credere i signori della pubblicità) per andare a fare un lunghissimo giro intorno al mondo. E soprattutto i panni lavati non si stirano da soli, e non tornano ordinati nei cassetti.
Così, ovvio, le domeniche di finta primavera servono anche a quello: a lavorare in casa, pulendo e lavando e stirando a spizzichi e bocconi per venire a capo del caos che -ammettiamolo, una volta per tutte - riesco a creare con incredibile facilità.
Sono davvero un 'generatore inconsapevole di confusione'.

Delle domeniche da sola in casaamo la libertà_ il non rendere conto a nessuno di quel che mi passa per la testa, di quel che accade, delle espressioni inconsapevoli.
Mi piace il soleche entra dalla finestra senza tende e l…

Le giornate di sole

E così, ce l'abbiamo fatta. Abbiamo invitato i miei genitori a pranzo per festeggiare il compleanno di mio padre. E lo so che si tratta di cose abituali per molti dei frequentatori di questo blog, ma non per me.
Del resto, sono figlia di una donna che imprecò, nel vedermi tentare di fare la pasta (il suo nervoso si espresse con la frase "trent'anni di femminismo buttati alle ortiche!"). Adesso ammette che la sua reazione fu un po' forte, ma allora davvero ci impressionò tutti.
Comunque: mio padre è a dieta.
La collezione dei suoi scompensi di salute farebbe impallidire molti.
Così il menù doveva essere semplice ma gustoso, e assolutamente senza grassi (per quanto possibile), ma anche gradevole al suo difficile palato, che scarta molte delle pietanze 'sane'...

Ecco la scelta definitiva:
tagliolini al sugo di carciofi,
alici al forno (con scorza di limone e zenzero), insalata verde,
mele al forno, caffè.

Tutto buono, a detta di tutti. Tutto calibrato (nessu…

venerdì di quasi compleanni

E' di nuovo venerdì. Io non lo so come mi sento. E non so rispondere alla più banale delle domande, "Come va?". Ha senso, dire che sto bene, sull'onda di quel che è accaduto una manciata abbondante di ore fa? Ci sono tempi e momenti che non so raccontare. Tempi, e vita, su cui ho logica confusa, ed emozioni molto definite.

Però una cosa la posso dire: esteticamente oggi sono piuttosto carina. Con un vestito a collo alto, le calze con i rombi e i tacchi. Poco trucco - anzi, praticamente niente. Collaudo il primo dei tre vestiti che ho acquistato ieri in un momento di "follia" di cui sono contenta. Andare a fare acquisti con le amiche è un'esperienza bella che mi mancava, e che da ieri posso dire di avere.

Comunque, dicevo, è venerdì. E Rob Brezny è disgustosamente vicino al vero, quando dice quel che dice...
Sagittario [...] “La nostra è una lingua povera” [...]. Il tuo compito, Sagittario, è correggere gli eventuali problemi causati da un linguaggio ina…

viaggiare

A me piace viaggiare.
Non sono una compagna facile, mi rendo conto: sono poco organizzata, molto ispirata dall'umore del momento, poco disponibile a fare quello che fanno tutti (ad esempio, non mi interessa perdere cinque ore della mia vita solo per vedere quel museo. Ma potrei incantarmi ore davanti a un quadro scoperto per caso, e sentire di non aver affatto perso il mio tempo).
Sono incantata dalle atmosfere e dai luoghi.
Ma sono anche estremamente 'flessibile': non sono di quelle che vogliono fare assolutamente tutto insieme, non soffro il trauma dell'abbandono se per un po' giro da sola. Ma mi piace anche stare in compagnia e fare le cose insieme, anzi: a volte mi piace molto, soprattutto quando chi viaggia con me è uno spirito affine.
Per questo viaggiare con me può essere estremamente divertente - oppure insopportabile.
Non lo so.

Continuo a pensare che mi piacerebbe viaggiare con te.
formulare il problema in modo da trovare una soluzione. Non fossilizzarsi in schemi già ripetuti - già deludenti. Più o meno questo dice il mio oroscopo, no?

E allora ieri sera, per scombinare i miei schemi, ho fatto qualcosa di inatteso e imprevisto:
ho messo mano al cassetto della biancheria, eliminato le cose vecchie che tenevo solo per nostalgia e difeso quelle non nuovissime ma ancora molto belle...