Passa ai contenuti principali
Sono tornata. o meglio, gia’ tornata.
Sono anche un po' pigra, e quel che dovrebbe essere un post solo per il blog viene bellamente mutuato dal tumblr, dove ho giá scritto le stesse cose. Magari potrei ampliarle, qui, aggiungendo piccoli stralci, spicchi di informazioni, come il signore che ci ha offerto il suo piatto di formaggi di capra perché ha visto il mio sguardo -soprattutto il mio. O come la mia consapevolezza di avere una compagna di viaggio, questa volta, bellissima (esteticamente, intendo) e viaggiatrice davvero, con cui fare i chilometri tutti i giorni. tutti_i_giorni.
Ma non saprei, per ora, cosa dire di piú.

Parigi e’ bellissima, e per me resta sempre un po’ casa.

Ho portato a spasso con me le persone che sono rimaste in Italia, e ho visto le cose attraverso i loro occhi (non solo attraverso i miei). Anche se ho cercato di non dirlo troppo.

La pompa di benzina sul marciapiede, il meccanico, la “casa delle mosche” (solo dopo ho capito che si trattava di un negozio per pescatori), il fiume, la gente, i luoghi e le persone, il metro e i bus, le baguettes e la vinaigrette (uno dei motivi di sorriso della giornata). Notre Dame e il d’Orsay, le Mariage freres, il Sacre Coeur, le Lafayettes… place des Vosges con i parigini in corsa. Bambini, adulti con le maniche corte - i parigini - e bambini e adulti con il cappotto - i turisti. La compagna delle elementari.
Il tempo era grigio, ma forse non avrei tollerato il pieno sole. E freddo, per fortuna: tenere il nostro (o meglio, il suo) ritmo di marcia, al caldo, sarebbe stato faticoso per me.
No, tre giorni non bastano.

Commenti

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…