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Visualizzazione dei post da Settembre, 2012

autunno tempo di cucina

Oggi (oggi: a dire il vero negli ultimi giorni) mi ritrovo spesso a pensare a spizzichi.
Non faccio in tempo a pensare a qualcosa che già la mente è volata alla questione successiva, e a quella dopo, e a quella dopo ancora: in questo modo, oltre a non riuscire a fermare il macinare incessante del mio cervello, fatico anche a scrivere post che siano coerenti e sensati.
Sono davvero frammentata, me ne rendo conto.
Ma stamattina ce l'ho: ho il pensiero che si ferma e che mi incatena per il tempo della scrittura.
Ovviamente è pensiero legato al cibo (dieta AHAHAHAHAH. Non ci riesco mai).

Si tratta di crepes.
Cibo autunnale - invernale per eccellenza, a casa si preparavano dolci e salate, in brodo, al forno, con la marmellata...
Da tempo però non le facciamo più.
I miei genitori non le mangiano tanto (mio padre si accontenta delle crepes in brodo, farcite di parmigiano), mio fratello con la fidanzata di origini napoletane sta facendo lenta operazione di acculturamento culinario, e non …

a corredo dell'ultimo post

parole sante signora mia: un insolito 8 marzo: scritto il 9/3/2010
Inizia così:
Ieri era il compleanno di mia madre. E' stato anche il giorno del funerale della nonna Ottavia, sua madre. Il giorno della chiusura di un ci...

Quotidiane perplessità

Da quanto non preparo un mini calendario di spostamenti? Alcuni lavorativi, alcuni no...
eccomi, dunque:
venerdì 28, Romasabato 29, Riminimartedì 2 ottobre, Milano sabato 6 ottobre, Ferrara (per il festival di Internazionale) Ma oggi, con tanti stimoli che si accavallano in testa per prendere il predominio, ce n'è uno che continua a riaffiorare e non dà tregua. E allora lo lascio venire a galla, lo scrivo, lo tengo qui e me lo coccolo un po'...
Oggi la nonna ottavia avrebbe compiuto 102 anni.
Invece sono due anni e qualche mese che non le posso più telefonare per raccontarle le cose, e che non vado più a trovarla per prendere un abbraccio di affetto. Che non la vedo più. In questi anni avrei avuto tanto da raccontarle. Proprio tanto, tantissimo. 
Ma è in giornate come oggi che la mancanza si fa più acuta e pungente.

la fame e i soldi

Stamattina mi sono fermata a fare colazione al bar. Ne ho approfittato per sfogliare un giornale di moda (che mi ha dato un sacco di spunti e di idee per il lavoro) e per leggere un quotidiano.
E gli spunti di riflessione sono talmente tanti che li annoto qui, a mo' di quaderno per gli appunti, per non perdere di vista le cose importanti
lo scandalo della regione Lazio, la presidente che si indigna... ha ragione Luca Bottura quando dice che sembra "il conducente dell'auto che investe un passante, scende e poi urla e inveisce contro questi automobilisti incoscienti e spericolati che fanno male ai poveri pedoni". Salgono i conati, proprio. la scuola elementare che vuole fare una stanza a parte per i bambini che non pagano la retta per la mensa... la dignità di quella mamma che alla domanda del giornalista risponde "un pasto al giorno ce lo fanno pagare 4 euro, io con 4 euro compro 4 chili di pasta. Sì è vero sono in arretrato con la retta: vogliono mettere i bambin…

sognare di nuovo

l'altroieri notte ho sognato di nuovo. E' stato un sogno strano.

Ero nella casa dove abitavo appena arrivata a Faenza. Un appartamento grande, su due piani, affrescato, in un palazzo di fine '800, con gli infissi non moderni, e alcune parti buie. Nel sogno la casa aveva nicchie e angoli e corridoi mutuati dalla grande casa di Ivrea, e altre zone che derivano direttamente dalla casa di campagna dove passavamo l'estate da piccoli.

Un letto provvisorio campeggiava in quello che probabilmente era un salotto, in origine. Il letto serviva a una signora anziana fragile e ammalata, che non si reggeva in piedi. Sembrava un po' mia zia Maurilia, ma con i capelli più bianchi (nota: la zia Maurilia ha i capelli corti e grigi con antipatiche striature giallastre che tenta invano di sbiancare con gli shampoo, e che sono il suo cruccio).
Questa signora, forse la suocera di qualcuno (non so perché avessi questa sensazione), indossava una bella e soffice vestaglia di flanella rosa…
Una sera un po' diversa. la musica soft che avvolge, una pizza, le luci basse, gli sguardi che si incontrano: quegli occhi così uguali ad altri occhi.  La sera che completa una giornata bella, di risate e solletico e piccoli passi tenendosi per mano, e di gioia nello sguardo, scintillante, luminoso, pieno,i al risveglio.

Perchè non c'è mai una gioia senza alcuna ombra? perchè ogni momento bello è stemperato dalla tristezza per qualcun altro (oggi un genitore, domani chissà)?

Costruisco il tuo futuro a piccolissimi passi, tenendoti per mano: o forse sei tu, con il tuo sorriso a un dente e mezzo, che stai costruendo il mio

confermo

disclaimer: post scritto di getto con riflessioni non filtrate. Rimane a traccia del sentimento del momento

io sono fuori dal mondo.
non so vivere in un mondo dove i rapporti sono fluidi e flessibili, dove i legami sono cementati oggi e inesistenti domani, dove è la prassi pensare il giorno prima che sei un cretino e il giorno dopo che sei la persona migliore del mondo.
Non so vivere in un mondo dove il valore passa attraverso la voce grossa che dimostri di saper fare con i fornitori, o dove la cultura è un ammennicolo di non valore invece che essere un punto di forza.

Sono vincolata a vivere ancora per qualche anno almeno in un mondo dove persone che hanno vent'anni compiuti non hanno visto altro che governi di cialtroni al potere, dove i furbastri hanno sempre la meglio e dove la morale è davvero un accessorio irrilevante, che si accantona al suono di parole inglesi che fanno effetto.

Non lo so fare. Ma non ho scuse, e devo imparare

urca urca

e così, pare che io finisca sulla tv di stato a parlare di lavoro. Urca urca.
Sono talmente nel pallone che invece di preoccuparmi di quel che devo dire - unica cosa sensata da fare, peraltro - mi sto chiedendo se sia opportuno o meno tagliare i capelli per l'occasione.

E poi così, ci sono le volte che il cervello entra in panne. Arranca, si affatica, non trova ritmo e scansioni temporali. Suggerisco, incoraggio, sollecito a preparare curricula e a rimettersi in gioco. E poi, in un attimo di autoconsapevolezza, mi chiedo se e quanto quei suggerimenti valgono per me, prima che per gli altri.

Ho bisogno di trattarmi bene e di farmi bella. Forse, prima, dentro.