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autunno tempo di cucina

Oggi (oggi: a dire il vero negli ultimi giorni) mi ritrovo spesso a pensare a spizzichi.
Non faccio in tempo a pensare a qualcosa che già la mente è volata alla questione successiva, e a quella dopo, e a quella dopo ancora: in questo modo, oltre a non riuscire a fermare il macinare incessante del mio cervello, fatico anche a scrivere post che siano coerenti e sensati.
Sono davvero frammentata, me ne rendo conto.
Ma stamattina ce l'ho: ho il pensiero che si ferma e che mi incatena per il tempo della scrittura.
Ovviamente è pensiero legato al cibo (dieta AHAHAHAHAH. Non ci riesco mai).

Si tratta di crepes.
Cibo autunnale - invernale per eccellenza, a casa si preparavano dolci e salate, in brodo, al forno, con la marmellata...
Da tempo però non le facciamo più.
I miei genitori non le mangiano tanto (mio padre si accontenta delle crepes in brodo, farcite di parmigiano), mio fratello con la fidanzata di origini napoletane sta facendo lenta operazione di acculturamento culinario, e non è ancora giunto al capitolo 'impasti alternativi'. Io manco di tempo, spesso, e la pastella delle crepes richiede quantomeno un pizzico di organizzazione.

Ma ho deciso: nei prossimi giorni i piatti da provare, e da far assaggiare al piccolo di casa, sono
  • le crepes al forno, con prosciutto cotto e formaggio e
  • le frittelle di patate e merluzzo
Entrambi i piatti possono facilmente trasformarsi in finger food, entrambi dovrebbero essere attraenti per il signorino che è nella fase "mamma lascia stare mangio io... no, la posata non ho ancora capito come funziona, ma non ti preoccupare guarda le mani vanno benisssssssimo... no, mamma le minestre non le voglio come faccio a mangiarle con le maniAAAAA" (per chi se lo chiedesse: no, ovviamente non parla. Ma i concetti sono molto chiari, nei vocalizzi che sostituiscono le parole comuni)

Piccola curiosità fuori tema: ricordavo che il figlio di un'amica lo scorso anno ripeteva come un mantra "rap futuristico a b rap futuristico ababababi" (o meglio, quello che nella sua testa corrispondeva alla frase, e che suonava come un susseguirsi veloce di sillabe). Ho provato a ripeterlo anche io a Carlo: mi osserva attentissimo, e muove le labbra cercando di capire come riprodurre il suono con innegabili effetti comici.

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