Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Marzo, 2012

rientrare

Uno degli effetti collaterali del rientro lavorativo è il progressivo perdere colpi della mia memoria a breve termine. Soprattutto i gesti automatici diventano talmente automatici da farmi credere di averli compiuti anche quando non li ho nemmeno cominciati.
Uno di questi è il mezzo di trasporto per tornare a casa alla fine delle mie sei ore.
Di solito mi muovo con il treno + autobus, e questa regola è occasionalmente infranta dalla necessità di prendere la macchina. Ma il tragitto tramite mezzi pubblici è comodo - anche se non esattamente rapido - e mi consente di riposare la mente (qualche volta anche gli occhi). Così nei giorni di maggiore stanchezza anelo al mio momento di tregua su vettura condotta da altri.

Pochi giorni fa, ad esempio, ho elemosinato un passaggio in macchina fino in stazione...
Peccato che fossi venuta a lavorare sulla mia scintillante Punto Blu!

il mio cane non c'è più

Sabato pomeriggio dopo cinque giorni di “non sta bene. Non mangia. Facciamo il cortisone?” il mio cagnone bello e dolce è stato malissimo.
Poi è andato in ipotermia.
Ha fatto una breve passeggiata nel prato. Si è scaldato al sole con il muso sulle gambe della mia mamma.
Si è fatto riportare in braccio da mio fratello dentro l’ambulatorio del veterinario. Si è fatto coccolare da mio padre, con la testa fra le ginocchia come faceva sempre. Poi ha guardato Paolo, che lo ha preso. E solo allora lo hanno addormentato. In braccio a mio fratello, che lo aveva scelto al canile 13 anni fa.

Ora è sepolto in campagna vicino al fiume dentro una scatola bianca. Con le sue coperte perché non abbia freddo.
Fatico ad ingranare, oggi che è lunedì.
Ho cose da scrivere (per lavoro) e mi inceppo mi incarto rallento il pensiero e confondo le parole.

Programmo nella testa piccoli lavori domestici, tenendo nascosto un pensiero triste. Metabolizzo le lacrime versate venerdì (il cinismo superficiale non è nella mia natura, e si è sciolto come neve al sole al suono delle lacrime di una figlia che non si aspettava di perdere la mamma), penso che il proverbio "chi ha tempo non aspetti tempo" ha un fondo e una superficie di verità, tengo stretto il biglietto di auguri scritto da mia cugina per il battesimo, che dice "... una vita degna di essere vissuta".
Voglio rendere anche la mia una vita degna di essere vissuta, e cerco di non sprecarne nemmeno le briciole. Non sempre sono in grado di farlo, ma ci sto lavorando.

Intanto questo weekend si affronta:
trenoTorinonanna fuori casaancora trenodistacco dai nonniconoscenza di tanta gente nuova

tempo di rivoluzione

Davvero un tempo di rivoluzione, questo. E, come ogni rivoluzione che si rispetti, porta con sé molte nascite (ben cinque colleghi - amici di età diverse e provenienze diverse mi hanno annunciato che diventeranno genitori a breve) e purtroppo anche diverse morti. Dopo l'amica di famiglia di vecchia data più giovane dei miei genitori - che ha perso la vita per un tumore all'intestino un mesetto fa - e la cugina di mamma, ultranovantenne, che ha chiuso il suo tempo naturalmente, ieri mi hanno dato a distanza di pochi minuti due notizie di perdita: la mamma di un amico di mio fratello, per un infarto, e il collega di mio padre, colui che gli offrì il lavoro nel luogo dove viviamo da 18 anni ormai.

Non sono preparata all'idea della morte, e mi accorgo che me ne difendo innescando un meccanismo di superficialità che non mi appartiene ma che mi permette di passare oltre senza incartarmi in un pensiero che non so - ancora - affrontare.
E questa mattina sentire che un pullman con …

primavera

E' primavera, ufficiale e ufficiosa. Anzi no, ufficiale no. Ma ufficiosa di sicuro.
I bulbi piantati lo scorso anno hanno ripreso vigore e si preparano a fiorire (giacinto blu e tulipani bianchi); l'allergia scorre potente nella mia famiglia (semicit.) e così oggi io ho mal di gola e gli occhi che prudono, mia madre il raffreddore a intermittenza... ; mio fratello è giunto a decisioni semistoriche e presto andrà a vivere altrove (un altrove decisamente poco distante, circa 200 metri) e non da solo.
E diventa sempre molto difficile uscire al mattino, preda di sorrisi e chiacchiere e richieste e facce buffe.

sogni

ve li ricordate i miei sogni? colorati spesso dalle trame improbabili poco sensati a volte divertenti e a volte solo assurdi?
Sono tornati.
Ma il mio inconscio stavolta parla forte e chiaro e mi sta dicendo che ho un po' di rabbia repressa e di ansia, nel timore di sovraccaricare gli altri di lavoro che non compete loro, e di non essere in grado di gestire io le cose come andrebbero gestite - fatte - rette ecc.

Così, sono già due o tre volte che urlo, spacco bicchieri di vetro e barattoli per la rabbia, inveisco sentendomi in trappola, e le parole che uso sono sempre le stesse "lasciami il tempo di imparare,  lo devo fare io, non mi scavalcare, mi lasci fare a modo mio per una volta? e se ti dico che voglio farlo così, mi dai retta?". Anche stanotte...
Ma non sono così di giorno, davvero. Sono affaticata ma serena. Evidentemente non ancora del tutto..

workinprogress

Per far sì che il 13 marzo (vedi il post precedente) arrivasse in fretta, hanno pensato bene di infittirlo di impegni. E così al suo attivo quel martedì contempla:
una riunione a Verona in mattinatauna riunione a Roma in mattinatauna visita a Bagnacavallo al pomeriggio.
C'è qualcuno che ha perfezionato il teletrasporto, tra voi?

tintinnio di vetri infranti

Io sarei anche un po' stanca delle lenti a contatto tutto il giorno e tutti i giorni... quando arriva il 13 marzo?

(=13 marzo - visita dall'oculista, a cui seguirà prescrizione per le lenti degli occhiali la cui montatura è stata scelta già. Il tutto per sostituire gli occhiali la cui lente si è fragorosamente sbriciolata una settimana fa).