Passa ai contenuti principali

rientrare

Uno degli effetti collaterali del rientro lavorativo è il progressivo perdere colpi della mia memoria a breve termine. Soprattutto i gesti automatici diventano talmente automatici da farmi credere di averli compiuti anche quando non li ho nemmeno cominciati.
Uno di questi è il mezzo di trasporto per tornare a casa alla fine delle mie sei ore.
Di solito mi muovo con il treno + autobus, e questa regola è occasionalmente infranta dalla necessità di prendere la macchina. Ma il tragitto tramite mezzi pubblici è comodo - anche se non esattamente rapido - e mi consente di riposare la mente (qualche volta anche gli occhi). Così nei giorni di maggiore stanchezza anelo al mio momento di tregua su vettura condotta da altri.

Pochi giorni fa, ad esempio, ho elemosinato un passaggio in macchina fino in stazione...
Peccato che fossi venuta a lavorare sulla mia scintillante Punto Blu!

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
è normale! abituati, che pian piano migliora, ma quante volte ho sbagliato autobus e quante notti ho sognato che arrivavo in ritardo al lavoro e cercavo di sperticarmi in scuse giustificabili per pararmi il culo....;) ad majora!
PaolaClara ha detto…
oh, sì.
la primavera aiuta e le primavere pure. Ma ce la puoi fare!!!
Bacio, mi ha fatto piacerissimo vedervi!
cinas ha detto…
io ho dimenticato la ruota della bicletta in strada (bè, avevo smontato la bici e l'avevo messa in auto)

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…