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Visualizzazione dei post da Giugno, 2015

Le mie riflessioni su Expo - una specie di post di servizio

Sono già andata quattro volte a Expo 2015.
Tutte per lavoro.
Ho avuto tempo (non moltissimo) e voglia (tanta) di girare, e mi sono fatta qualche idea. Le butto giù, così come vengono.
Expo - ognuno può crearsi il percorso che preferisce.
Non è una fiera (non solo), non è un baraccone (non solo), non è affatto pessimo (come dice l'articolo di Internazionale di questa settimana).
In un appunto sparso di qualche tempo fa dicevo che Expo 2015 si può guardare da un sacco di lati, e ogni volta mostra un pezzetto diverso. Nei miei primi due giri mi sono ostinata a guardare solo quello che mi corrisponde, eliminando dal mio campo visivo tutto il resto, con una ostinata pervicacia. Quindi l'Expo che ho visto io è bellissimo.

In effetti continua ad essere un po' così. 
Cosa funziona
Le navette, che fanno tutto il giro del percorso, in senso orario e continuamente. Si prendono all'ingresso, prima del padiglione zero (ed è così che io ancora non sono entrata al padiglione zero, i…

i giorni d'estate

In questi giorni fa caldo. Un caldo non usuale per giugno, ma nemmeno così inatteso.
E noi dormiamo in mansarda, con tutti i contro che questa sistemazione comporta.
Da un paio di giorni ho fatto scoprire al piccolo le meraviglie dell'addormentarsi in terrazza: stendiamo un grande telo - lenzuolo doppio a terra, sulle mattonelle ancora tiepide per il sole della giornata, ci portiamo fuori i cuscini e ci stendiamo così, a guardare le stelle, riparati dal venticello ma non soffocati dall'afa.
Anzi, ogni tanto prendiamo anche il plaid per ripararci.
E in questo modo il sonno raggiunge immediatamente il piccolo (e se non sto attenta raggiunge anche me). Quando si addormenta bene, gli metto il pannolino (sì, ancora: lunga storia che merita un piccolo capitolo a parte), prendo il suo cuscino e lo riporto nel letto, in casa, coperto solo dal lenzuolo leggero.

Questa notte, in pieno sonno, sento "Mamma, mi togli il pannolino è spoccco... Me lo toglio da solo, mamma" strap, s…
Genova è il mare, il bagno "sei proprio una svedese ... è un bene, eh" in mutande e canottiera 'io vado mamma', l'albergo che è albergo, e non casa, ma dove si dorme bene ugualmente, il porto e la vista sul porto, la pizza margherita e il libro della gallina, il vascello di capitan Uncino e le persone: Barbara, Gennaro, "quei signori". E' sentirsi placcare perchè "no, tu non puoi salire sul palco". E' la mamma che si sente chiedere "signora ma è sempre così?" "Sì'" "omamma".
E' anche salire sugli scogli da solo, senza farsi spaventare dall'ostacolo.
E poi è tre treni, mamma, uno, due e tre. E' "dov'è quel signore, mamma? voglio tornare da quel signore, mamma (Gennaro)"
E il sonno, incontrastato signore dei viaggi di ritorno.

Torino è Luigi, Francesca, Sara e soprattutto "il gatto mamma". Ed è anche - di nuovo - "quei signori", un'altra Barbara ("vo…