Passa ai contenuti principali

(i post scritti di getto, in pausa)

Una intera domenica a casa.
Potrebbe rendermi malinconica, forse.
Ma ogni tanto è necessaria.
Le cose, ho scoperto da grande, non vanno avanti da sole: i pavimenti non tornano magicamente puliti, i letti non si rifanno da soli, la polvere non prende la valigia (come ci fanno credere i signori della pubblicità) per andare a fare un lunghissimo giro intorno al mondo. E soprattutto i panni lavati non si stirano da soli, e non tornano ordinati nei cassetti.
Così, ovvio, le domeniche di finta primavera servono anche a quello: a lavorare in casa, pulendo e lavando e stirando a spizzichi e bocconi per venire a capo del caos che -ammettiamolo, una volta per tutte - riesco a creare con incredibile facilità.
Sono davvero un 'generatore inconsapevole di confusione'.

Delle domeniche da sola in casa amo la libertà_ il non rendere conto a nessuno di quel che mi passa per la testa, di quel che accade, delle espressioni inconsapevoli.
Mi piace il sole che entra dalla finestra senza tende e lascia spazio, pian piano, al crepuscolo e alla notte_ ma temo già il tempo del caldo torrido dell'estate, e so che devo assolutamente premunirmi per non soffocare.
Mi placa e mi fa presente a me stessa sentire la tua voce al telefono, per parlare di cose concrete e quotidiane_ perchè ho la sensazione netta, chiara, cristallina e fluida (non ingabbiabile) come l'acqua che scorre nel torrente, che tu faccia parte della mia vita. Come, non so esattamente. Non ancora. Ma non c'è molto da aggiungere.
E mi fa ridere svegliarmi, stamattina, come se fossi reduce da un campo di battaglia: con il telefono ancora in mano, il libro di fianco al cuscino, aperto a metà... gli occhiali? Dispersi nel mezzo del letto, dalla forma strana. Mi sa che ci ho dormito sopra.

Commenti

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…