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dei sogni facili facili

Notte agitata, quella appena trascorsa.
Ho sognato, sissignori.
Ho assorbito nel sonno i mali del mio papà , credo, e li ho lievemente rimaneggiati.
NOTA PRIMA DELLA LETTURA i nonsense sono tutti frutto del mio inconscio "fantasioso". Non chiedetemi perchè, non so da dove abbia preso spunto.
Insomma...

Ero in Abruzzo, a passare la notte in un albergo di montagna che dall'esterno pareva proprio il residence valdostano dove ho passato gran parte dei miei inverni di bambina, imparando a sciare.
Quindi un bel posto, una struttura nuova, ordinata, allegra. Un po' anni '90, come apparenza. Con le camere che si affacciavano sulle montagne, e la struttura curva, a mo' di parentesi tonda.
Ero in albergo con [edit 2016: carlo e suo padre]. Era il loro primo "incontro". Avevamo scelto quel'albergo perchè sapevamo che il giorno dopo ci sarebbe stato il terremoto, e offrivano le camere last minute a un prezzo stracciato.
La mattina a colazione abbiamo discusso se fosse meglio fermarci al tavolo a mangiare, oppure giocare ancora un giro a Trivial (o forse era Memory? boh). Poi è passata una cameriera con un campanello (tipo quelli dei teatranti, l'avviso dei "cinque minuti! mancano cinque minuti!!") per avvisare che il terremoto si sarebbe presentato da lì a pochi minuti. I signori passeggeri (?) erano pregati di affrettarsi a concludere la colazione e abbandonare i locali.
siamo scappati su una macchina utilitaria rossa...

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