Passa ai contenuti principali

cibo, ancora. Quello che non si mangia

Mio figlio non mangia. O meglio, è un mangiatore discontinuo, un assaggiatore curioso ma inappetente, un bambino che vive di latte.
Alterna giorni di assoluto digiuno a mangiate a spizzichi e bocconi ogni ora e mezza: prima un cracker, poi un pezzo di pane, un brandello di focaccia, un po' di grissini, un cucchiaino di burro qulache granello di ghiaccio, il sale per sentirne il sapore e il cacao ripescato misteriosamente da un barattolo nascosto. Ma anche l'arancia a spicchi, la mela in fettine sottili, cucchiaiate goduriose di yogurt bianco e altre strampalate scelte che coinvolgono lui e il suo palato in affinamento.
Si entusiasma per le pi-zi (pizzette), che è pronto a preparare dall'inizio dell'impasto fino al condimento: ma poi ne mangia mezza. a volte una. di quelle piccole.
Mette in piedi una mezza sceneggiata per andare a comprare la pi'di' (piadina), qapsetta paziente che gliela preparino, la sbocconcella e la abbandona dopo il secondo morso.
Il risotto, che nei mesi passati ha risolto ben più di un momento di inappetenza, ora è considerato alla stregua di tutto il resto: ovvero, non si sa bene come,. A volte leccornia insuperabile, a volte indifferente accozzaglia di chicchi nel piatto.

Per questo ieri sera abbiamo tutti finto la sovrana indifferenza, come se fosse comportamento abituale e non una cosa da segnare negli annali. Siamo bravi, abbiamo imparato le regole dell'educazione...
il signorino si è sbafato con gusto due carote bollite (messe nel piatto di portata e pescate con indifferenza, contando sulla nostra distrazione), un piatto colmo di stelline, un pezzo di parmigiano e due spicchi di mela. 
...shhh...

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
noblesse oblige .... ;)
monicabionda ha detto…
:D comunque non poteva restare senza effetti, un simile comportamento: oggi febbre...

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…