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Leggere per sentirsi più leggeri

Perchè no, dopotutto.
(attenzione per chi legge: questo post è una deriva genitoriale del blog, che rientrerà nei ranghi consueti a breve)

Io adoro leggere. Ho libri ovunque, a casa, in ufficio, nelle borse, dentro al comodino, sotto al letto, in bagno, in cucina. Ovunque.
Ho libri da leggere per lavoro, altri che servono unicamente a scollegare il cervello (e non sono di quelli 'degni di essere nominati', no), libri che leggo per passione e altri che leggo per curiosità.
Sono una lettrice vorace e quasi onnivora: non riesco ad appassionarmi alla deriva horror - fantascientifica, forse perchè ho una immaginazione fervida e realistica, che rende molto concreti gli scenari che vengono raccontati.
Sono anche una lettrice tradizionale: complice il mio difetto di vista, non riesco ad appassionarmi agli e-reader, di alcun genere (con un pizzico di dispiacere per non aver ancora letto quei romanzi e racconti che alcuni amici hanno pubblicato solo nella versione digitale).

Cerco di passare la passione della lettura anche a mio figlio? ovviamente sì.
Ma sono poco "pressante", perchè ricordo bene che mio fratello da piccolo ha avuto un lungo periodo di rifiuto della lettura, proprio per colpa delle continue sollecitazioni esterne (forse anche legate al fatto che io leggevo sempre, ovunque e comunque... chissà).
Così con mio figlio ho costruito nei mesi una libreria tutta sua, piccola ma fornita, e composta dei volumi e dei testi che mi sembra possano corrispondere a lui.
Quando era piccolo piccolo, si trattava soprattutto di quei libri scricchiolanti, e di stoffa: regalati co comprati da me, li poteva maneggiare con tranquillità e ogni poco finivano in lavatrice, dopo aver subito massacri quasi inenarrabili.
Poi ho cominciato a portare libri dalle mie trasferte di lavoro: un "buongiorno postino" della Babalibri, un "Colori a sorpresa" della Panini (bellissimo libro pop up, comprato a Milano al bookshop di Palazzo Reale), un libro sulla buonanotte...

Ora come ora, a tre anni, il piccolo si appassiona dei "suoi" libri. E' ancora molto abitudinario, e ci vuole un sacco di tempo per cambiare lettura, ma confido che sarà un lettore vorace : le premesse ci sono :)
La buonanotte prevede sempre almeno un libro da leggere (o almeno un pezzo del libro). In alcuni casi il signorino legge da solo ripetendo a memoria - pagina per pagina - quello che ho raccontato le sere precedenti. In altri casi mi aspetta, e pretende che io non cambi nemmeno una virgola di quel che c'è scritto (sospetto che stia cominciando ad associare "forma della parola" e "suono pronunciato")...

La libreria sul comodino, per ora, è composta da:
Colori a sorpresa . un libro pop-up
Colori a sorpresa - Un libro pop-up
Il piccolissimo bruco mai sazio
(immagine non salvata, non capisco come mai)
 

Geronimo Stilton Non sono un supertopo (nella collana "Storie da ridere")

Non sono un supertopo!
e il bellissimo "O-oh", vincitore del Premio Andersen 2013


Oltre a questi, ci sono altri libri sul comodino, che godono di alterne simpatie (dipende dai giorni insomma): il libro della nanna, i Cento racconti illustrati, il libro di Peppa pig (regalo di una zia), il libro sulle famiglie (che guardava volentieri da più piccolo), il libro degli alberi (con l'alternarsi delle stagioni, ma senza parole), e alcuni libretti quadrati di Nicoletta Costa.


Questo post partecipa al tema del mese del blogstorming di genitoricrescono. Per conoscere il tema del mese, cliccate sulle parole. Per capire il blogstorming, invece, andate sull'immagine... :)


Commenti

Barbara Boattini ha detto…
La letteratura per i piccoli è un mondo meraviglioso! Noi andiamo spesso anche in biblioteca per scoprire nuovi libri, per lasciarli lì quando non ci piacciono e anche per giocare un po'. E poi per variare le storie della lettura della buonanotte, si legge la stessa storia per un po' e poi si riconsegna, la leggeranno altri bambini!

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