Passa ai contenuti principali

le cose che imparo, vol. 2

Non imparo:
  • a trattenermi dal comprare letture estive in libreria /edicola/banchetto sotto i portici. Adesso, per esempio, ho in borsa "Il caso dei fratelli siamesi" di Ellery Queen, e "Entra la morte" di Rex Stout (la settimana scorsa avevo comprato "Gli elefanti hanno buona memoria" di Agatha Christie, giusto per completare la triade... )
  • a passare sopra ai gattamortismi (ma è una cosa che credo non sia nelle mie corde, la prima volta che ho assistito a un episodio di 'gattamortismo' avevo sette anni e ricordo ancora che mi ero innervosita tantissimo)
ma imparo:
  • a dire le cose senza lasciarmi invelenire dalle medesime. E quando non ce la faccio, lo dico (in modo che chi mi ascolta possa applicare il filtro alle mie dichiarazioni)
  • a lasciar scivolare le preoccupazioni altrui che sono un malcelato tentativo di controllo, senza per questo sentirmi a disagio
  • a reagire velocemente in caso di emergenza lavorativa


Commenti

Post popolari in questo blog

12 marzo

Lunedì, 12 marzo. 13 minuti.14 marzo.
Un rincorrersi di numeri, e di musiche, e di parole (anche non a parole). Che ora frullano tutte in testa, tutte insieme, a ricordarmi che con l'istinto capisco molto di più e molto meglio che con le parole che escono dalla bocca.
E con le canzoni anche, a dire il vero.
E' un periodo di rock.
Di David Bowie e degli Evanescence, e di questa canzone.

saper fare, fare finta, oppure fare

Ieri sera aiutavo mio figlio ad imparare una serie di passi di un balletto. E' una delle nuove manie: la tv invita ad andare sul sito, sul sito ti propongono un tutorial, quando hai imparato la sequenza ti chiedono di fare un video tuo riproducendo la sequenza e lo posteranno sul sito. (qui il tutorial del balletto).
Ovviamente non ho intenzione di permettergli di girare e postare il video, ma intanto imparare il ballo sembrava interessante.

Lo è stato.

Nato immerso nella cultura dell'immagine e del 'verosimile', mio figlio non è tanto bravo a fare, ma è abile a fare finta. Riproduce i gesti del ballerino, ma non fa i passi, li copia solo come in un tableau vivant. Svuotandoli di ogni significato ed energia. Facendoli diventare una 'cosa copiata'.

Così ieri sera ho passato del tempo a cercare di trasmettergli la differenza tra 'fare finta' e 'fare'. A spiegargli che non basta imitare gesti belli o azioni belle per essere belli davvero. Che bis…

giugno, part one

Pensieri sparsi, necessari.
Le cose frivole: ho ripreso a uscire (cosa assai buona); ho ripreso a vedere film (anche questa, cosa assai buona).
Le cose medie: mi tappo ancora occhi e orecchie e mani davanti a cose che devo affrontare ma che mi spaventano moltissimo.
Le cose serie: tre volte in ospedale da inizio anno, due con mamma e una con papà. #anchemeno, per favore.