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Lugliembre, andiamo, è quasi tempo di migrare

Luglio si sta chiudendo e io non sono pronta.
Ho in mente post che svaniscono alla luce del giorno, ho vissuto serate belle e giornate stracolme di impegni; corro dietro alle scadenze e anelo a momenti di tregua...


E proprio perchè è stato un mese bello denso, vediamo cosa ho imparato.
  • Quando quello che fai (lavorativamente parlando) non ti corrisponde più, o quello che ritieni giusto non è quello che ti viene indicato come prioritario e indispensabile, è importante mantenere coerenza e onestà intellettuale e decidere il meglio per la tua vita. E se possibile, i soldi non devono essere la sola variabile che si mette sul piatto 
tanto di cappello al quasi collega che dopo oltre 20 anni di lavoro nel medesimo posto ha deciso di abbandonare, per coerenza e onestà intellettuale, senza avere una solida alternativa pronta

  • Sono un animale sociale, in fondo: partecipare al matrimonio della mia figlioccia mi ha reso chiaro questo concetto, che avevo un po' perso di vista
corollario: quanta gente, quanta!, riesce a vivere una intera vita senza aver visto, della vita stessa, che uno spicchio assai piccino. Io che spesso deploro, per me stessa, il non avere un ruolo incasellato e definito, dovrei ricordarmi che non cambierei mai la conoscenza con l'incasellamento, per quanto gradevole. 
  • è stato un mese di uscite ( sotto punto del punto precedente): ho ritrovato vecchi colleghi che non vedevo da almeno tre anni, ho scoperto posti belli, ho ascoltato musica che mi ha riconciliata con il mondo. Ho scoperto che sì, mi piace uscire la sera, a patto che l'uscita soddisfi alcuni requisiti base (che sia per fare cose o vedere posti, che sia con gente gradevole e intelligente, che non ci siano aspettative troppo elevate, che si possa stare in mezzo alla natura). Il concerto di compleanno brisighellese ha soddisfatto tutte queste aspettative (ero qui).
    Il matrimonio pure (ero qui).
    La cena di compleanno al mare... no, ma me la sono goduta lo stesso, abbastanza (e giusto per completare, ero qui)
  • ho vissuto una delle più divertenti colazioni di chiacchiere e risate domenicali degli ultimi anni. La sorellanza a volte è una gran cosa! Corollario: l'avventura di splinder mi ha lasciato in eredità alcuni dei miei migliori amici di oggi.
  •  ho scoperto l'esistenza dei gruppi su whatsapp. Belli, eh, ma a volte un filino invadenti... 
  •  ho realizzato che l'aspettativa di vita di mio padre non è alta. niente affatto alta. non sono pronta, ma temo che non lo sarò mai comunque. 

  • ho capito anche che i legami familiari sono complicati da tenere in piedi, quando non ci sono più i parenti anziani. Corollario: ci sono giorni in cui la mancanza della nonna è davvero lancinante.
 E non vedo l'ora di partire per la montagna...

     
     

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12 marzo

Lunedì, 12 marzo. 13 minuti.14 marzo.
Un rincorrersi di numeri, e di musiche, e di parole (anche non a parole). Che ora frullano tutte in testa, tutte insieme, a ricordarmi che con l'istinto capisco molto di più e molto meglio che con le parole che escono dalla bocca.
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saper fare, fare finta, oppure fare

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Lo è stato.

Nato immerso nella cultura dell'immagine e del 'verosimile', mio figlio non è tanto bravo a fare, ma è abile a fare finta. Riproduce i gesti del ballerino, ma non fa i passi, li copia solo come in un tableau vivant. Svuotandoli di ogni significato ed energia. Facendoli diventare una 'cosa copiata'.

Così ieri sera ho passato del tempo a cercare di trasmettergli la differenza tra 'fare finta' e 'fare'. A spiegargli che non basta imitare gesti belli o azioni belle per essere belli davvero. Che bis…

giugno, part one

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Le cose medie: mi tappo ancora occhi e orecchie e mani davanti a cose che devo affrontare ma che mi spaventano moltissimo.
Le cose serie: tre volte in ospedale da inizio anno, due con mamma e una con papà. #anchemeno, per favore.