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Ciao Belle(zza)


Ci sono dei lavori (intesi come incombenze) che si appiccicano addosso come lo zucchero alle dita umide, e rimangono lì, un po' silenti e un po' fastidiosi, a ricordarti che no, non hai ancora finito, e no, non puoi mettere via e no, speravi che quella cosa si fosse evaporata istantaneamente da sola e invece non l'ha fatto.
Però da ieri la casa vecchia non c'è più.
O meglio, la casa c'è sempre (non si cancellano le case da un giorno all'altro) ma io non ho più le chiavi di quella casa. Le ho riconsegnate, insieme al terrazzo pieno di sole, e alle finestre senza tende, al pianerottolo con la portafinestra, al bagno verde, alle stanze insonorizzate, alle scale ripide e alle scale tutte diverse.

Mi sono portata via fiori, mobili, ammenicoli e ricordi.  Quelli brutti (pochi) mi sono rimasti attaccati senza volere. Quelli belli ho cercato di coccolarli e farli star bene.
Alcuni sono notturni: la lettera scritta di getto e spedita a Milano, come una pagina di diario, le chiacchiere di notte sul terrazzo a guardare le stelle, il sedersi a godere della notte e a pensare sulla poltrona davanti alla portafinestra. Ma anche il passaggio al pomeriggio nell'estate del 2011, il pancione con cui chiacchierare stesa sul letto, gli amici che sono passati per casa e quelli che sono venuti a cena, mio fratello che dà il biberon al nipote, la preparazione della pizza, i genitori a pranzo...
Cibo e vita, molto spesso. 

Da ieri costruiamo nuovi ricordi, in una casa che non è definitiva, lo so. E' la prima volta che ne sono pienamente consapevole. Però posso renderla bella, anche se è provvisoria.

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
tutte le case sono importanti, anche quelle provvisorie, quando si vivono giornalmente per assaporare l'oggi che passa. Il futuro arriva,ma è appena abbozzato, intanto godiamo il presente..
tanti auguri!!!:D

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