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devi conoscerti meglio

Questo mi ha detto una persona a inizio anno. Devo conoscermi meglio. Pare che sia il mio compito per il 2014.
E allora aggiungo oggi qualche tassello al mio puzzle di conoscenza.
  1. Non avevo capito davvero i motivi del trasferimento da Torino, fino a pochi giorni fa. Fino a una frase detta con naturalezza da mio padre e metabolizzata istantaneamente da me. Conseguenza: ero più matura della mia età, ma non così matura come pensavo di essere.
  2. La parola chiave nel fare le cose è "eleganza", per mia madre. Le cose si affrontano tutte e si fanno tutte, ma bisogna mantenere un certo stile. La caduta di stile è quella che lei patisce di più, in alcune delle scelte che i suoi figli compiono o hanno compiuto.
    Conseguenza: devo ricordarmi sempre che a parità di condizioni mantenere un certo stile fa davvero la differenza.
  3. Faccio proclami di dieta almeno una volta ogni due mesi. Mantengo i miei proclami per il tempo di un paio di pasti, o a volte perfino per tre, e poi li abbandono. Fantastico su piani di allenamento che mi permetterebbero di rimettermi in forma, e dopo averli valutati con attenzione li vivo come se li avessi cominciati davvero.
    Conseguenza: se non smetto di sentirmi appagata nel fantasticare, non avrò mai abbastanza energia per fare davvero.
 Work in progress


Commenti

PaolaClara ha detto…
Oh, come ti capisco...

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12 marzo

Lunedì, 12 marzo. 13 minuti.14 marzo.
Un rincorrersi di numeri, e di musiche, e di parole (anche non a parole). Che ora frullano tutte in testa, tutte insieme, a ricordarmi che con l'istinto capisco molto di più e molto meglio che con le parole che escono dalla bocca.
E con le canzoni anche, a dire il vero.
E' un periodo di rock.
Di David Bowie e degli Evanescence, e di questa canzone.

saper fare, fare finta, oppure fare

Ieri sera aiutavo mio figlio ad imparare una serie di passi di un balletto. E' una delle nuove manie: la tv invita ad andare sul sito, sul sito ti propongono un tutorial, quando hai imparato la sequenza ti chiedono di fare un video tuo riproducendo la sequenza e lo posteranno sul sito. (qui il tutorial del balletto).
Ovviamente non ho intenzione di permettergli di girare e postare il video, ma intanto imparare il ballo sembrava interessante.

Lo è stato.

Nato immerso nella cultura dell'immagine e del 'verosimile', mio figlio non è tanto bravo a fare, ma è abile a fare finta. Riproduce i gesti del ballerino, ma non fa i passi, li copia solo come in un tableau vivant. Svuotandoli di ogni significato ed energia. Facendoli diventare una 'cosa copiata'.

Così ieri sera ho passato del tempo a cercare di trasmettergli la differenza tra 'fare finta' e 'fare'. A spiegargli che non basta imitare gesti belli o azioni belle per essere belli davvero. Che bis…

giugno, part one

Pensieri sparsi, necessari.
Le cose frivole: ho ripreso a uscire (cosa assai buona); ho ripreso a vedere film (anche questa, cosa assai buona).
Le cose medie: mi tappo ancora occhi e orecchie e mani davanti a cose che devo affrontare ma che mi spaventano moltissimo.
Le cose serie: tre volte in ospedale da inizio anno, due con mamma e una con papà. #anchemeno, per favore.