Passa ai contenuti principali

venerdì - pensieri sparsi e surrogati di autocoscienza

Ottobre è anche tempo di nocciole.
Nel giro di una settimana ho fatto fuori due pacchetti di nocciole tostate, sgranocchiate compulsivamente mentre cercavo di farmi venire delle idee. Ora dalla scrivania mi occhieggia un pacchetto - ancora intonso  - di biscotti al cioccolato e nocciole, appunto.

Leggo gli oroscopi, non mi piacciono le previsioni, medito e li ignoro volontariamente.

Abbandonata a me stessa dopo ore di riunioni e incontri riesco con l'abilità di un funanbolo a ritagliarmi 20 minuti di decompressione prima della partenza del mio treno. E in quei venti minuti compro: una maglia a collo alto che arriva direttamente dal 1970, e un libro 'O - oh' su un gufetto che si addormenta, cade dal ramo e perde la sua mamma.
Nella ricerca della sua mamma troverà un coniglio, una rana, un'orsa... e per fortuna una di queste 'mamme surrogate' aveva visto la signora gufo cercare il suo piccolo caduto dal nido.

Arrancare, a quanto pare, è caratteristica comune per il nostro lavoro in questi giorni: occhi negli occhi con i colleghi che fanno il mio mestiere, condividiamo lo scoramento e la fatica e poi riprendiamo a testa bassa, cercando di non perdere per strada i fili di questo funambolico sistema di burattini che abbiamo messo in piedi.

Emozioni della settimana? Rabbia, stanchezza, panico, appartenenza.
Salone del gusto e terra madre, mancano 12 giorni



Commenti

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…