Passa ai contenuti principali

Qualcosa di giallo, qualcosa di prestato, qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo





Cosa mi porto dietro come bagaglio del mese che sta per finire?

Qualcosa di nuovo: il corso su "Social network che funziona", formazione di due giorni tiratissimi dove ci hanno imbottito di esperienze e di competenze che normalmente vengono trasmesse in una settimana. Ne sono uscita con la testa che sembrava un frullatore, ho preso consapevolezza che spesso mi manca metodo ma che sono capace di intuizioni e profondità di pensiero... insomma, che compenso le mancanze con il pensiero laterale, a volte.


Qualcosa di vecchio: rancori e piccole invidie che non dovrebbero esserci e che invece ogni tanto fanno capolino. E la voglia, a volte, di attaccare a gran voce chi inganna e si inganna. (Poi penso che guardare la pagliuzza nell'occhio altrui è ben più facile che guardare la trave nel proprio, e taccio).

Qualcosa di prestato: lo sguardo cauto e diffidente dapprima e disarmato e sorridente dopo. Quello che il piccolo si mette addosso ogni volta che deve affrontare una situazione sconosciuta. Vorrei riuscire a prenderlo in prestito, quello sguardo, che diffida ma che si apre all'esterno, una volta comprese le dinamiche del gruppo. Io troppo spesso passo dalla cauta diffidenza alla chiusura per paura di non capire, oppure dall'ingenua disponibilità alla faciloneria, per non aver approfondito.

Qualcosa di giallo: la moleskine tutta gialla comprata stamattina, perchè la voglia di primavera c'è (anche se cerco di camuffarla sotto chili di troppo e proclami di "voglia di freddo, almeno prossimi allo zero, i gradi! Non è inverno questo!!")

Commenti

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…