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C'era una volta una grande parete libera e bianca.
Non bianca? Va bene, immaginiamo che la parete sia color crema, oppure grigina. O meglio ancora, color sabbia. Non più scura nè più decisa. Deve essere una bella parete luminosa - color crema è l'ideale.

Su questa parete color crema tutta vuota comparve un giorno una grande libreria ariosa e libera.
Moderna nel taglio ma classica nei materiali: legno, magari dipinto di un bell'azzurro profondo, di quei cieli di primavera al sud, pieno di promesse convinto e sorridente.
Oppure un bel legno chiaro lamellare, caldo, passato solo con la vernice trasparente per proteggerlo dalle incurie del tempo. Più elegante, più neutro, meno invadente.
Questa è la mia libreria, quella che popola le mie fantasie degli ultimi giorni, anche in sogno. Un tentativo di mettere ordine nel mio immaginario? Forse.

Sugli scaffali di questa bella libreria grande, solo edizioni economiche di libri di ogni sorta.

Lassù in alto a sinistra stanno i classici del giallo, da Agatha Christie a Rex Stout a Georges Simenon, fino a Fred Vargas.Altrove i narratori italiani, che meritano un posticino tutto per sè: Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli, Andrea Camilleri, una macchia blu Sellerio a portata di mano. E quei narratori che hanno formato la coscienza incontrando la sensibilità adolescente, i classici o i molto amati, da riprendere di tanto in tanto: Pirandello, il teatro shakespeariano che fa isola a sè (anche nella confezione, una vecchia edizione rilegata e preziosa), i libri sugli animali e sulla natura.
In alto, diciamo a portata di sguardo, nella zona centrale, l'Africa e i suoi amanti: Karen Blixen, Nadine Gordimer, Ryszard Kapuscinski. Ma anche i nuovi acquisti, Il tè nel deserto, Creatura di Sabbia....
A portata di bambino, nella parte bassa della libreria, stanno i racconti di Goscinny e Uderzo (Asterix e Obelix, nelle varie lingue del mondo), i libri sull'arte raccontata ai bambini, qualche vecchia raccolta di storie disneyane, un grande libro di fiabe da tutto il mondo, un ricettario di cucina per continenti e il manuale di Nonna Papera.
Sotto l'Africa sta l'Europa, con la shoa e la scrittura ebraica che fanno da collante tra Europa e Medio Oriente, che si sviluppa sul lato destro della libreria, a portata di mano.Yehoshua e Primo Levi su tutti.
Gli americani, pochi e non troppo amati, stanno sotto l'Europa; i sudamericani e la loro capacità affabulatoria stanno sotto al Medio Oriente.
Un angolo sarà per i racconti di montagna (Erri de Luca, le raccolte dedicate, Mario Rigoni Stern...) e insieme a questi le guide di viaggio, quelle che hanno accompagnato le scoperte.

E poi?
E poi ci sono i libri di spiritualità varia, gli approfondimenti di letteratura, la Divina Commedia, i saggi... per questo la parete deve essere grande e bella ampia. I francesi (Pennac, Perec... ), i medievisti (Sebastiano Vassalli, Laura Mancinelli, ma anche Jacques Le Goff e Frugoni), qualche biografia storico - divulgativa (poche, per fortuna, ma ci sono).
Manca la politica, mancano gli approfondimenti. Ci vogliono: ma non ci sono ancora.

ndr: questa è la fantasia che popola il mio immaginario, non so bene come mai, in questi giorni. Non c'è, purtroppo, la parete grande, nella realtà: ci sono invece tante pareti chiare già occupate da specchi, arazzi, librerie antiche di noce. Ma un giorno ci sarà, la mia libreria...

Commenti

sariti ha detto…
la libreria che hai descritto e' quello che un giorno finalmente avro' pure io... :-)
PaolaClara ha detto…
Ho librerie e libri un po' ovunque. Tutti mischiati, tutti sparsi. L'ordine non mi piace in queste cose. Quello che amo di più va messo vicino al cuore, per ciò mi segue a seconda della casa.
Però ho perso tutti i miei Asterix anni fa e ancora ne sento la mancanza...

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