Passa ai contenuti principali

l'isola dei gatti sperduti

Dovete sapere che io abito in un appartamento su due piani. O meglio, su un piano più mansarda . o soffitta che dir si voglia. Mentre il piano di sotto è ristrutturato e perfettamente abitabile (nonchè abitato, in effetti), il piano di sopra è ancora al grezzo, con alcuni spifferi e fessure.

Ai tempi della ristrutturazione, i gatti dei vicini di mansarda - che allora erano due - avevano preso l'abitudine di comparire di tanto in tanto, per fare compagnia agli operai - o a mio fratello. Un'abitudine persa negli ultimi anni e tornata prepotentemente a galla da pochi mesi, ovvero da quando la ragazza di mio fratello ha scelto la soffitta per preparare la sua tesi di laurea (un trittico in ceramica a formelle... più o meno...)

Ieri sera, sorpresa: un incessante "Meow, Meow" sonoro e chiaro arrivava dalle scale. Sissignori, la gatta soriano, quella grigia, dei vicini, quella con la coda mozzata, ci osservava dal pianerottolo in cima alle scale, in mansarda. Aveva deciso di fare un giro.
Ai nostri saluti è seguita la fuga immediata della gatta, notoriamente timida.

Stamattina alle sette e mezza di nuovo, l'incessante "Meow, Meow" sonoro e chiaro arrivava dal pianerottolo in ingresso - non più dalla scala che da' in mansarda. La signora ha trovato la via per entrare dallo scalone principale, ma avendo noi solo un muro di cartongesso che da' sul pianerottolo l'abbiamo sentita comunicare la sua presenza come se fosse stata in casa.

Oggi pomeriggio, il clou. I vicini hanno suonato il campanello per chiederci di poter recuperare la gatta. La quale, anche dopo pranzo ha scelto come posizione privilegiata il pianerottolo della mansarda.
Stavolta però non è riuscita a trovare la strada per il ritorno, e quindi si è messa a miagolare con tono preoccupato, tanto da farsi sentire dai vicini, appunto.
Ma un conto è passare da gatto nei punti più impervi, e un conto è tentare di convincere il medesimo gatto a rifare la strada all'indietro... Morale della favola, siamo andati in soffitta in tre per convincerla a tornare a casa, e ci siamo riusciti solo dopo qualche resistenza della gatta medesima.

Sono curiosa di vedere cosa accadrà stasera...

Commenti

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…