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considerazioni

Mentre io sono qui che medito se spostarmi o meno (ovvero, se cambiare abitazione o meno, se avvicinarmi al lavoro o meno, se chiedere ai miei genitori di spostarsi o meno, se scegliere una città diversa o meno, se ... se... se...), c'è gente che medita di cambiare regione, paese o addirittura continente.
Ho amici che sono pronti ad abbandonare un posto che li ha accolti e resi felici per un po', per spostarsi in un altrove ancora non del tutto conosciuto, diventato per loro il luogo intorno al quale gravitano vita e affetti nuovi.
Altri conoscenti hanno, anni fa, abbandonato l'Italia per la Francia prima e l'Australia poi; alcuni hanno appena fatto il salto per arrivare dall'altra parte del mondo.
Infine c'è un ex collega convinto di non voler fare crescere in una Italia priva di prospettive le sue figlie (per ora ancora molto piccole), che ragiona proprio in questi giorni di lavoro fuori dal Paese (per fare cosa, ancora non è molto chiaro).

E' cambiata la mia percezione del futuro e la capacità di gestire le prospettive future: a casa mi dicono che sono esageratamente immaginifica, eppure io ho bisogno di elencare i possibili futuri, come in un enorme storia a bivi (di quelle di Topolino, chi se le ricorda?), per non ritrovarmi completamente spaesata se e quando le scelte mi si pareranno davanti, ed esigeranno una risposta immediata.

Dev'essere l'aria di novembre, la sindrome dell'Avvento e del Natale, che mi fa respirare più acutamente l'indistinto cambiamento...

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
Intanto informarsi, non costa nulla, se poi trovi un'opportunità di spostamento per te ed i tuoi, puoi decidere se sia il caso di cambiare o meno...
alleati con uno dei tuoi genitori che sia più "aperto" al cambiamento, ti potrà essere d'aiuto per la ricerca.

Se fossi più giovane emigrerei anch'io, nonostante la nostalgia.
L'Italia sta andando troppo a rotoli

in bocca al lupo!

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