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Sono passate tre settimane dall'inizio del Centro Estivo e posso dire che per il mio fanciullo è stata una scelta azzeccatissima.
E per i miei genitori - alleggeriti della presenza del nipote - anche.
E per me... pure , benchè la questione centro estivo non coinvolga più di tanto la mia gestione del quotidiano.

Carlo si diverte, va volentieri, torna spesso devastato, riposa al pomeriggio, mi saluta con il sorriso sulle labbra al mattino e non fa storie per uscire di casa: insomma, l'opposto di quel che accadeva all'asilo. E nel frattempo cresce, diventa più autonomo, pian piano fa i conti con le sue 'incompetenze' e cerca di superarle.
Sono contenta, davvero.

E io nel frattempo viaggio. Sono stata di nuovo a Milano, per lavoro. E a Torino, sempre per lavoro.
Ho incontrato donne in carriera - e ho pensato che sono tutte uguali, e che io fatico a conformarmi a quel modello - e donne soddisfatte per la placida calma nella quale hanno incanalato la loro vita. Ho incontrato uomini narcisi che per una volta hanno ceduto pacatamente il passo, e anime tormentate.

Ho osservato un po' da lontano la sofferenza estrema di una persona che per un breve tempo ha fatto parte del mio cammino. Avevo pensato che fosse stata la nascita di Carlo, ad allontanarla: ora capisco che sì, quello è stato un elemento, ma che i suoi tormenti sono ben più grandi di così, e che io non posso aiutarla (per una lunga serie di motivi).
Mi preoccupa. Spero che vada ogni giorno un pochino meglio.

E alla fine, come una boccata d'aria pura, sono stata a Pesaro (sì, ancora per lavoro). E penso che mi dispiace si chiuda il progetto che ha messo insieme tante professionalità diverse, e che mi ha fatto conoscere persone belle . Affini. Con cui mi sento tranquilla.
 Sarebbe bello che fosse spesso così, nel lavoro e nella vita. 

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