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correre sotto la pioggia

corro, corro tanto in questi giorni.
Corro, purtroppo, solo in senso metaforico: niente ginnastica, ma solo acrobazie mentali sperando di non perdere pezzi per la strada.
Mi diverto anche, di nuovo, ad osservare la gente che mi passa accanto, per lavoro o non.
E raccolgo considerazioni come le briciole di pane della favola, pensando che chissà, magari un giorno avrò il tempo e la pazienza per ricomporre la forma del pane da cui provengono.

eccone alcune.

Expo 2015 si può guardare da un sacco di lati, e ogni volta mostra un pezzetto diverso. Nei miei primi due giri mi sono ostinata a guardare solo quello che mi corrisponde, eliminando dal mio campo visivo tutto il resto, con una ostinata pervicacia.
Quindi l'Expo che ho visto io è bellissimo.

Le donne imprenditrici, figlie di imprenditori, abituate a comandare e comandanti senza consapevolezza... ma forse è solo una questione di segno zodiacale, mi dice qualcuno. Comunque sia, io non mi ci ritrovo affatto.

Mio figlio, quando vuole, è una gran lenza.
Mio figlio è molto amato, e lo sa: spero che sia una buona corazza per le fatiche del crescere, questo sapere di essere amato molto.

Le telefonate di aggiornamento dati sono le più divertenti: se fatte con i fratelli o le sorelle lo sono ancora di più.

Ho dato la caparra per la montagna. Era ora. Non ho chiesto le ferie - spero sia solo un dettaglio.

Se il 30 maggio non fa caldo io sono nei guai.

Riallacciare fili di dialogo con alcune persone è bello. Ricordarsi che la gente non cambia non è facile, ma è necessario.

In ufficio corriamo dietro a tutto... 

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