Passa ai contenuti principali

giorni da dimenticare?

Alcuni giorni, anche se non sono esattamente da dimenticare, diventano un coacervo di sfighe da far impallidire le migliori fantasie.
Ieri è stato un giorno di quelli.
E' cominciato con Carlo col mal di pancia (e la mamma, donna crudele, che l'ha ugualmente portato all'asilo EHM). E' continuato con la lavatrice rotta, di prima mattina, con tutti i panni dentro e l'acqua che l'aveva appena riempita...
Al lavoro ci sono una serie di beghe da risolvere, ma vabbè, tanto a casa andrà meglio...

... e fu così che ieri sera si ruppe anche la lavastoviglie...

Questa mattina l'infausta diagnosi: Carlo ha la gastroenterite, che dovrebbe passare in un paio di giorni (forse) (e se non passa? abbiamo un volo da prendere, giovedì!)

Commenti

Post popolari in questo blog

12 marzo

Lunedì, 12 marzo. 13 minuti.14 marzo.
Un rincorrersi di numeri, e di musiche, e di parole (anche non a parole). Che ora frullano tutte in testa, tutte insieme, a ricordarmi che con l'istinto capisco molto di più e molto meglio che con le parole che escono dalla bocca.
E con le canzoni anche, a dire il vero.
E' un periodo di rock.
Di David Bowie e degli Evanescence, e di questa canzone.

saper fare, fare finta, oppure fare

Ieri sera aiutavo mio figlio ad imparare una serie di passi di un balletto. E' una delle nuove manie: la tv invita ad andare sul sito, sul sito ti propongono un tutorial, quando hai imparato la sequenza ti chiedono di fare un video tuo riproducendo la sequenza e lo posteranno sul sito. (qui il tutorial del balletto).
Ovviamente non ho intenzione di permettergli di girare e postare il video, ma intanto imparare il ballo sembrava interessante.

Lo è stato.

Nato immerso nella cultura dell'immagine e del 'verosimile', mio figlio non è tanto bravo a fare, ma è abile a fare finta. Riproduce i gesti del ballerino, ma non fa i passi, li copia solo come in un tableau vivant. Svuotandoli di ogni significato ed energia. Facendoli diventare una 'cosa copiata'.

Così ieri sera ho passato del tempo a cercare di trasmettergli la differenza tra 'fare finta' e 'fare'. A spiegargli che non basta imitare gesti belli o azioni belle per essere belli davvero. Che bis…

giugno, part one

Pensieri sparsi, necessari.
Le cose frivole: ho ripreso a uscire (cosa assai buona); ho ripreso a vedere film (anche questa, cosa assai buona).
Le cose medie: mi tappo ancora occhi e orecchie e mani davanti a cose che devo affrontare ma che mi spaventano moltissimo.
Le cose serie: tre volte in ospedale da inizio anno, due con mamma e una con papà. #anchemeno, per favore.