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Bruxelles, cronaca di un viaggio per due

Preparativi: passo la sera a fare e disfare trolley - meglio zaino grande - meglio valigia - meglio due zaini piccoli - E ALLORA PERCHE' NON LE BUSTE DELLA SPESA... - se metto i giochi nella tasca interna non li vediamo - se li metto nella tasca esterna li perdiamo  (ecc ecc)
Però ce la faccio, alla fine.

Primo giorno, giovedì: andiamo all'aeroporto con l'incubo (io) di ritrovarmi con un bambino ancora ammalato a km e km da casa. E invece niente, è stato benissimo per tutto il tempo.
Lasciamo in macchina il passeggino (deciso all'ultimo minuto, non sarei stata in grado di portare tutto), salutiamo gli zii e - appena passato il controllo bagagli - comincia la nenia "mamma dove sono gli zii? ma io volevo gli zii? perchè vanno via, gli zii?" . Però eravamo puntuali, e salire sull'aereo ha fatto dimenticare gli zii (uff).

L'aereo è un piacevole modo di viaggiare, bello e naturale. Per il signorino è stato tutto pacifico: ha trattato il volo come si potrebbe trattare il mezzo di trasporto solito. Concentrato, attento, scrupoloso, appena arrivati in quota si è messo comodo, ha chiacchierato un po' e finalmente si è addormentato. Risvegliandosi puntualissimo al momento dell'atterraggio.
La parte meno facile è stata quella del taxi condiviso + treno (meraviglia delle meraviglie, una seconda classe extralusso) + metropolitana. Ma ce l'abbiamo fatta.

Il pranzo, incautamente, è stato a base di pizza al taglio. Non equivalente a quella italiana, ma comunque accettabile. Dico incautamente, perchè questo ha scatenato richiesta di pizza ad ogni pasto. OGNI. PASTO.

Il posto del pernottamento è stata una sorpresa, tutto per causa mia. Avevo dimenticato la questione "mancanza del bidet", e anche la questione "gabinetto separato dal resto del bagno". Così come non avevo fatto mente locale alle dimensioni delle case, tutte sviluppate in verticale (dunque spesso buie o senza finestre per il ricambio d'aria). Ma a parte questo il posto dove abbiamo dormito la prima notte è stato una buona scelta.
Pausa pisolo, in casa - ma senza pisolo - poi lotta per convincerlo ad uscire di nuovo, metropolitana, cena al Tex-Mex (sante le quesadillas, che somigliano così incredibilmente alle piadine) e poi, finalmente, "casa" e nanna.
continua

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