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fantasticherie da ufficio nuovo e solitario

Un piano di legno chiaro. Uno spazio vuoto... no, non fa per me. Aggiungo una scatola. Un fermacarte, due fermalibri, un portabottiglie.
Intanto cerco di non pensare a tutte le carte che attendono di essere sistemate e che stazionano per ora dentro l'armadio.
Una grande parete chiara alle mie spalle, una grande parete chiara di frone a me. Su entrambe non potrò attaccare quasi nulla, se non poster o quadri delicatamente agganciati con una catenella ad altezza variabile. Temo sarà complicato, e sono convinta mi arrenderò al secondo tentativo (a meno che io abbia qualcosa di indispensabile da appendere) (il calendario, forse).
Arrivano i giornali: solo uno oggi, quell'Andersen rivista per bambini e ragazzi che fotografa il mondo dell'editoria per l'infanzia e che ha a volte spunti molto interessanti (come stavolta, per esempio. Si parla di legno).

L'ufficio nuovo mi piace ma ancora non mi ci sono adattata. Ho bisogno di prendere possesso dello spazio, di non sentirmi troppo sola ma di godere tuttavia di questa solitudine. Vale anche per il resto della mia vita: pare che questa estate sti a trascorrendo per inerzia. Da quando è arrivato il caldo, torrido, che si fatica a tollerare e che non si spezza con il ventilatore (men che meno con l'aria condizionata, che a casa manca), la mia mente è entrata in modalità provvisoria, come un computer affaticato. Arranca dietro al quotidiano, progetta diete che disattende fin dal primo giorno, ipotizza viaggi che affaticano al pensiero, brama spazi che non osa raggiungere. E subisce: la calura, l'afa, la stanchezza.
Basterebbe un refolo di vento, un soffio leggero...

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
Qui meno male c'è ... resisti!!!!
ad majora ;)
monicabionda ha detto…
resisto, promesso . E in effetti so che si tratta di poco tempo, poi torneranno temperature ragionevoli :)

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