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Il cervello che macina a vuoto?

E' estate. La testa è stanca, il cervello macina (a vuoto?), io mi sento affaticata e il caldo colpisce ogni notte a tradimento. 
In questo tempo sospeso, oggi, provo a mettere qualche punto fermo. 
  • Ricordarsi di godere sempre delle piccole cose. Come è stata la festa di compleanno di Elena, ieri, con i bambini tutti a mollo in piscina per tutto il pomeriggio, mentre noi adulti li guardavamo (con un po' di invidia, va detto) e parlavamo tra noi, cercando di rinsaldare quei legami che ci arrivano solo dall'essere stati genitori di compagni di scuola materna. Abbiamo poco in comune (in alcuni casi quasi nulla) ma ci lega la voglia comunque di costruire la nostra piccola comunità. Moldava, italiana, regionale, non ha importanza. 
  • Ricordarsi che la divisione in classi sociali esiste ma è molto più fluida di un tempo. E' per questo che alcuni si abbarbicano ostinatamente al loro gruppo sociale di riferimento, e altri invece lo ignorano con beata energia. Ed è così che i secondi vanno avanti, mentre i primi arrancano disperatamente (ma senza mai farlo vedere). 
  • Ricordarsi che ho bisogno della montagna per stare bene e per ritemprarmi. E ormai sono arrivata al mio limite strutturale. Potrebbe anche essere il tempo di cercar casa in montagna, ormai.
  • Ricordarsi che mio figlio ha la natura tragica. Perciò dovrò sempre essere pronta ad aiutarlo a smorzare questo dramma del vivere, anche su cose più grandi del taglietto o dell'uscire dal trampolino quando è palesemente esausto. Poi, ecco, sarebbe bello che ogni tanto qualcuno aiutasse anche me a vivere con meno ansia i giorni che mi sono dati... 
  • Accettare che non sono fatta come gli altri, e che non ho la capacità di affrontare e superare tutto. Rassegnarmi per i traguardi non raggiunti, provare a impostarne di nuovi e a raggiungerli senza scoraggiarmi.

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12 marzo

Lunedì, 12 marzo. 13 minuti.14 marzo.
Un rincorrersi di numeri, e di musiche, e di parole (anche non a parole). Che ora frullano tutte in testa, tutte insieme, a ricordarmi che con l'istinto capisco molto di più e molto meglio che con le parole che escono dalla bocca.
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E' un periodo di rock.
Di David Bowie e degli Evanescence, e di questa canzone.

analisi della persona

Sembro più giovane. Lo dicono le donne che di solito sono parche di complimenti, me lo dicono gli uomini che mi trattano alla pari prima di sapere che ho (x) anni più di loro. Lo dicono anche quelli che mi accomunano come sorella alla mia amica Paola (altra donna che non dimostra la sua età) o a Ilaria (che invece di anni ne ha 14 meno di me).
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A volte significa dover arrancare dietro a percorsi che per età mi sono difficili, ostici perfino. A volte significa dimenticare limiti che invece l'età che ho (perché ce l'ho, è inutile camuffarsi dietro a un complimento per quanto ben riuscito) reclama a gran voce.
A volte l'ignoranza dell'età mi permette di non stare in una casella, e mi rende felice.

Quand'è che ho perso di vista i miei modelli? E quando esattamente sono diventata questa persona inscatolata nelle difficoltà quotidiane, che non ha più il gusto delle cose?
Non so esattamente. Ma so cosa voglio fare (e in parte faccio) pe…

saper fare, fare finta, oppure fare

Ieri sera aiutavo mio figlio ad imparare una serie di passi di un balletto. E' una delle nuove manie: la tv invita ad andare sul sito, sul sito ti propongono un tutorial, quando hai imparato la sequenza ti chiedono di fare un video tuo riproducendo la sequenza e lo posteranno sul sito. (qui il tutorial del balletto).
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Così ieri sera ho passato del tempo a cercare di trasmettergli la differenza tra 'fare finta' e 'fare'. A spiegargli che non basta imitare gesti belli o azioni belle per essere belli davvero. Che bis…