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ci si è messo di nuovo il raffreddore a smorzare i miei entusiasmi e le mie velleità.
Quindi sono daccapo, ammalata ma decisa a viaggiare sia pure per poche ore.
Convinta di quello che voglio fare, ma completamente priva di energia.
E intanto il piccolo cresce, e si fa grande, arrota la erre come un francese e impara le parole in spagnolo ascoltando la canzone del momento (tutta colpa di Sanremo), ma poi mi chiede cosa significa 'ich bin'. Insomma, si fa poliglotta e a me pare una roba molto bella, questo voler capire e imparare linguaggi diversi.

Mi rammarico di perdere i pezzi della sua evoluzione: lo sport (che fa sempre con mio fratello), le feste (a cui lo accompagnano mio fratello e mia cognata), i giochi e le camminate (che fa con la nonna che lo va a prendere all'asilo). Io mi ritaglio le fiabe, quelle inventate che gli piacciono tanto. E ne faccio teatro, le sceneggio, le rendo spettacolo... e ridiamo ebbri di contentezza, alla fine di queste fiabe.

La mia meraviglia.

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12 marzo

Lunedì, 12 marzo. 13 minuti.14 marzo.
Un rincorrersi di numeri, e di musiche, e di parole (anche non a parole). Che ora frullano tutte in testa, tutte insieme, a ricordarmi che con l'istinto capisco molto di più e molto meglio che con le parole che escono dalla bocca.
E con le canzoni anche, a dire il vero.
E' un periodo di rock.
Di David Bowie e degli Evanescence, e di questa canzone.

saper fare, fare finta, oppure fare

Ieri sera aiutavo mio figlio ad imparare una serie di passi di un balletto. E' una delle nuove manie: la tv invita ad andare sul sito, sul sito ti propongono un tutorial, quando hai imparato la sequenza ti chiedono di fare un video tuo riproducendo la sequenza e lo posteranno sul sito. (qui il tutorial del balletto).
Ovviamente non ho intenzione di permettergli di girare e postare il video, ma intanto imparare il ballo sembrava interessante.

Lo è stato.

Nato immerso nella cultura dell'immagine e del 'verosimile', mio figlio non è tanto bravo a fare, ma è abile a fare finta. Riproduce i gesti del ballerino, ma non fa i passi, li copia solo come in un tableau vivant. Svuotandoli di ogni significato ed energia. Facendoli diventare una 'cosa copiata'.

Così ieri sera ho passato del tempo a cercare di trasmettergli la differenza tra 'fare finta' e 'fare'. A spiegargli che non basta imitare gesti belli o azioni belle per essere belli davvero. Che bis…

giugno, part one

Pensieri sparsi, necessari.
Le cose frivole: ho ripreso a uscire (cosa assai buona); ho ripreso a vedere film (anche questa, cosa assai buona).
Le cose medie: mi tappo ancora occhi e orecchie e mani davanti a cose che devo affrontare ma che mi spaventano moltissimo.
Le cose serie: tre volte in ospedale da inizio anno, due con mamma e una con papà. #anchemeno, per favore.