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Inconscio che si risveglia.

Dopo aver sognato, l'altroieri, uno stalker per casa, dall'apparenza di persona perbene che dorme sul divano, e che sbuca dalla coperta assumendo le fattezze del pazzo omicida, (sogno che mi ha fatto svegliare in preda al panico e all'angoscia) stanotte sono tornata a fare sogni articolati e attorcigliati come quasi solo i miei sogni sanno essere.
E dunque.

Interno giorno.
Primo quadro.
Siamo in una casa (più case, forse: direi che nell'immaginare questo posto bello ampio con le finestre grandi ho messo insieme la memoria degli appartamenti di montagna, della casa del mio primo "capo" - quello che viveva in un palazzo storico e aveva una enorme barca di legno proveniente da una scenografia teatrale appesa nel centro del salone -, della prima casa faentina, di un non meglio identificato monolocale a intreccio... ah, sì, e anche della stanza da pranzo / soggiorno del giornalista che qualche anno fa ci invitò tutti a una cena di natale).
Non so bene per quale motivo, nella parte monolocale - bilocale della casa del mio sogno (di proprietà dei miei genitori, credo) ci sono degli inquilini. Sono ospiti da un mesetto o forse più, e adesso è tempo che se ne vadano.
Sono io quella che va a riscuotere l'affitto.
Uno degli inquilini paga: è un ragazzo magro, con i capelli corti, abbastanza alto. L'aria è quella del musicista o del creativo (un fotografo? uno scenografo? non saprei). Comunque lo invito, con il gruppo intero, a una festa di natale, una cena o simili, che ci sarà tra poco. E mi fermo a guardare dalla vetrata della camera da letto il paesaggio, che sa di pulito e di innevato.
Mi sento come se fossi davvero in montagna, con il sole che tramonta e il cielo giallo caldo. Respiro, e osservo il letto alle mie spalle e la neve di fronte a me e il sole ...non so, mi sento scaldare dentro.

Secondo quadro
Cambia la scena, e mi ritrovo ad uscire da quella casa, e ad essere su un pianerottolo. E' quello della prima casa faentina: bello, grande, ampio. Di nuovo la sensazione è di un respiro pieno, pulito, vasto. Devo andare a chiamare i ragazzi del gruppo, tra poco sarà sera, è importante che ci siano, ci tengo e so che è importante.
Eppure non riesco ad arrivare: il loro bilocale, dove sono certa che siano ora, non ha più porta, ma una botola di ingresso dal soffitto della stanza soggiorno enorme nella quale sono entrata. E manca la scala per salire: la possono far scendere solo loro e in questo momento evidentemente non vogliono.
Osservo, un po' bloccata, quella botola chiusa.

Terzo quadro
Siamo alla festa cena di natale: un posto con molta gente, bello, accogliente e caldo.
Io mi sento a mio agio, ma sono all'erta. Diciamo più viva del solito. Attenta. Osservo, e sono presente a me stessa.
Finalmente li riconosco: il gruppo che ha vissuto nell'appartamento di cui parlavo è quello dei Negramaro. E sì, sono venuti tutti alla festa. Riconosco bene il cantante. Strano che non ci siamo incontrati prima. Di tanto in tanto, durante la serata, gli sguardi si incrociano e si cercano. Come se avessimo cose da dirci e voglia di incontrarci, ma non fosse possibile. Del resto - dice la mia voce, fuori campo - non vi conoscete bene...
Io cerco, infastidita, di dribblare con eleganza il pressing continuo di un signore un po' opprimente, che mi ha presa di mira come uditorio privilegiato. Sembra addirittura che mi faccia delle avances, ma non mi piace, lo trovo viscido (assomiglia al Maurizio Costanzo di inizio anni '80). Cerco lo sguardo del cantante dei Negramaro. Ho voglia di avvicinarmi, pare anche lui. Ma non riusciamo a muoverci (o il sogno è agli sgoccioli): continuiamo a rimanere legati con lo sguardo, uno negli occhi dell'altro...
dissolvenza (chissà se stanotte ci sarà la seconda parte)

EDIT DEL 2015: adesso lo posso dire, che il padre di mio figlio è praticamente identico al cantante dei Negramaro, vero?

Commenti

Alessandra Elle ha detto…
Ehi, allora non sono la sola a fare sogni così articolati! Mi hai appena ricordato quello che ho fatto la notte scorsa - forse dovrei scriverne...
monicabionda ha detto…
sarebbe un'ottima idea :)

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