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mercoledì

Che si mangia? (Il mio stomaco brontola, e contesta il mio cervello che sta macinando ininterrottamente da ore lo stesso argomento).

Da ieri sera sono in modalità "mi devo preparare": partiamo sabato per il mare, una settimana.
E per la prima volta faccio elenchi mentali di quel che devo prendere, che non devo dimenticare, che posso lasciare a casa.
Sì, perchè fare il bagaglio è un'arte, e lo sa bene chi viaggia molto.
Non ho mai capito come mai, ma i miei bagagli sono assolutamente incoerenti nonostante la lunga pratica. Quindi oscillo tra
  • una borsa con l'indispensabile (e a volte nemmeno quello) e 
  • le 7/8 borse piccole stracolme di cianfrusagliame e sempre mancanti dell'indispensabile.
Non passa volta che io non debba ricomprare il dentifricio, o recuperare uno spazzolino da qualche parte.

Altra caratteristica peculiare dei miei bagagli è la tendenza alla scia: come sa bene chi mi ha ospitata almeno per una notte, tendo a dimenticare i pezzi per strada. Colonizzo i posti, oserei dire. Lascio tracce, che poi vanno in qualche modo recuperate.
Questa volta invece non posso permettermi errori. O almeno, vorrei riuscire a farne pochi.
E allora ben venga la lista, la scelta del supporto - borsone? zaino? trolley?, la valutazione degli indispensabili e la divisione per categorie del bagaglio medesimo.
Sono una sostenitrice dei sacchetti divisori: individuato il sacchetto "giusto", diventa molto più semplice avere a portata di mano tutto l'occorrente.

...Questa preparazione dei bagagli si sta trasformando in un consiglio di guerra... 

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