Passa ai contenuti principali

due giorni

sono due giorni che mi riprometto di tornare a casa ad un orario umano. E ovviamente sono due giorni che arrivo non prima delle otto di sera.
Il che, peraltro, ha un sorprendente effetto collaterale di occhi che si illuminano al mio ingresso e sorriso che si allarga a prendere tutto il visoe manine che si allungano verso di me. Il dettaglio è che in entrambi i casi quelle manine erano cosparse in ogni anfratto e centimetro di pelle di sugo (la prima volta) e di purea di ceci (la seconda volta).

Comunque, questo mio non riuscire a mantenere orari e propositi è una debolezza che temo mi metterà ulteriormente in difficoltà tra qualche mese, quando l'orario non sarà più parziale ma pieno.
Per ora cerco di compensare elaborando progetti di viaggio condiviso, studiando manuali di cucina e ipotizzando meravigliosi pranzi e cene fatti di finger food e di tavole allegre e di pavimenti non imbrattati ovunque dagli avanzi di cibo...

Nota al margine: sto seriamente pensando di erigere un monumento a mia madre, che si occupa del nipote, sostiene incoraggia tollera pungola coccola mio padre, ascolta e accoglie me con le mie paturnie, si prende cura di mio fratello, tiene in ordine la sua casa e cerca di dare una mano alla gestione quotidiana della mia e di quella di mio fratello...

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
santa subito ! ;D
ma le mamme esistono proprio per questo!
e tu coraggio! e vai avanti !!!
non è il tempo che passi con tuo figlio è la qualità del tempo e l'attenzione che gli dedichi!
auguri!

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…