Passa ai contenuti principali

plop

un venerdì pomeriggio necessariamente disconnessa: è successo che da ieri pomeriggio si è esaurito il credito della scheda telefonica del lavoro e pufff... niente di niente.
Così per ora attendo: attendo che si riattivi - io non posso intervenire direttamente, non sono titolata a farlo - attendo per poter chiamare le persone con cui avrei dovuto lavorare in questi giorni, attendo e mi rilasso perchè non posso fare altro.
Preparo la borsa per il prossimo mese, e la stanza, e gli spazi, e mi stupisco di me stessa: non sono mai stata così precisa e puntuale, nell'organizzazione di qualcosa... mi fa riflettere.

avrei voglia di vedere pochi e fidati amici, ma sono tutti lontani (e tu, sospettavo tu leggessi e mi fa piacere della tua evoluzione fai una coccola da parte mia anche a quella con il mozzicone di coda scodinzolante ;) - beh, ovviamente i saluti e baci valgono per tutti) e mi mancano un po'.
Per ora cresco, e attendo con impazienza il momento in cui potrò di nuovo andare a bere una birra in compagnia... (ok, attendo con impazienza un altro momento, e POI il momento in cui potrò di nuovo bere una birra ecc ecc)

Commenti

PaolaClara ha detto…
Il mozzicone di coda alza un sopracciglio, poi l'altro e un orecchio a caso nel sentire il tuo nome. Io continuo a evolvermi che tra un po' divento la mutazione di me stessa in mutande (ma sai che sono così rimba da riderci sopra sempre e comunque) e pure il resto della family sente la tua mancanza e pensa alla futura visita con impazienza. Perché stavolta non sarà un 2x1... ;P
Disconnetersi ogni tanto, poi, non guasta. Disintossica e prepara a nuove connessioni. Un bacione! Mi manchi!
Giovy ha detto…
Buona attesa allora...

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…