Passa ai contenuti principali
Devo assolutamente scaricare un po' di tensione. Scrivendo, certo.
Di sogni, per esempio. Uscivo per strada vestita solo di una maglia lunga con gli spacchi e le calze autoreggenti, con assoluta noncuranza, in sogno. Pensavo "Al massimo tiro un po' giù la maglia": mah.

La penna mi guarda minacciosa dalla cartolina di Emergency, imponendomi di firmare per il cinque per mille e ricordandomi che c'è anche quello a cui pensare: la dichiarazione dei redditi. mah - 2.

Il mio fisico si ribella a tutte queste scelte tutte insieme. Così accumula piccoli malanni, indolenzimenti generalizzati e mali di testa. Un ciuffo ribelle di capelli rifiuta ostinatamente il piglio della spazzola, e così sta a mo' di pennacchio sulla nuca. Stamattina, anche un imprevisto e improvviso magone con un ferocissimo nodo in gola. Così, senza nemmeno avvisare.
Per fortuna passa tutto molto in fretta.

Il telefono non suona - suona? - no, non suona.
E in questo affollarsi di pensieri e di cose e di paure, magari, mi farebbe bene.
Stasera si firma. Poi si prepara il regalo per Emilia che si sposa.
Si respira profondo.

In un angolino, si pensa di aver voglia di essere coccolata.
Poi si nasconde il pensiero: c'è tanto da fare, alla nostalgia non lasciamo spazio.

Commenti

Agnese and Harry ha detto…
la nostalgia invece ha preso il sopravvento su di me.
e io l'ho ripagata con una bella orticaria!
si è presentata questa mattina, senza invito...ovviamente!
monicabionda ha detto…
:DD chiaro. Non penserai mica che si faccia annunciare?
Agnese and Harry ha detto…
:(
neppure l'orticaria si è fatta annunciare, però!!!
Anonimo ha detto…
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…