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Andare all'osso

e poi ci sono le giornate difficili. Che si innestano sulle settimane difficili.
Quelle settimane che definiscono la tua capacità di gestire il futuro, e gli imprevisti, e i progetti: e scopri così di essere sempre protetta, di stare un po' nella bambagia e non amare molto quando ti buttano in mezzo alla strada così, a tradimento.
Non riesco a capire se il problema è nella complessità delle cose che mi vengono chieste o nella mia poca capacità di affrontarle. E se - in secondo ordine - se davvero non sono capace, o se ho solo paura di farlo. Se sono in grado di farlo ma non le condivido, o se non le so fare e mi dico che non le condivido per non dover scoprire che non le so fare.

Insomma, sono settimane complesse, dense e piene. E di quelle nelle quali ti devi sporcare, affondare, dibattere, perchè è tempo di mettere a fuoco il percorso, di decidere quale strada percorrere e avere abbastanza chiaro l'obiettivo di medio termine.

Dopo questi mesi sarò diversa. Spero migliore e più forte, più tagliente e lucida. Di sicuro sarò diversa, asciugata... cresciuta, forse.

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E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
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