Passa ai contenuti principali

dieci cose

E' solo venerdì, ma mi serve un elenco di dieci cose belle - piacevoli - particolari, per non perdere lo scorrere del tempo. e allora, ecco:

  • i biglietti con gli auguri di Natale, tanti, colorati, sentiti, arrivati tutti insieme oggi in ufficio. Forse meno degli scorsi anni, ma di certo fatti in modo più consapevole. E' una cosa bella
  • le chiacchiere con le colleghe, che si fanno davanti a un pezzetto di cioccolata comprato perchè "quest'ano siamo così tristi che non abbiamo nemmeno portato i dolci per il periodo prenatalizio": così la fuga a comprare una tavoletta di cioccolata alle nocciole formato gigante da dividere è diventata la scusa per rilassarsi e chiacchierare un momento (e tornare al lavoro con un pizzico di energia in più)
  • il libraio che ormai mi riconosce, e mi saluta, e ha un bimbo dell'età del mio (dal nome improponibile, Attilio) e sa che il mio momento rigenerante mattutino è entrare in libreria, qualche volta uscendone con un libro e qualche volta no (non è questo l'importante)
  • l'albero di Natale, fatto domenica scorsa: mi piace, con le palline rosse e dorate e i fiocchetti e le mollette di legno. Non sarà l'albero più stiloso del mondo, ma è il mio, e mi piace
  • i capelli, tagliati di nuovo corti corti e ormai indiscutibilmente tutti grigi (checchè ne dica mia madre): Francesco è imbattibile ma questo parrucchiere estemporaneo, raggiunto perchè non avevo modo di andare da Francesco, ha fatto un lavoro dignitoso e mi permette di arrivare a Natale con i capelli pettinati
  • i carciofi saltati in padella: ne avevo voglia e finalmente sono riuscita a mangiarli
  • il berretto all'uncinetto fatto alla mia mamma: benchè l'uncinetto non le piaccia, quello le sta molto bene e lo riconosce anche lei, tanto che da quando gliel'ho consegnato tre giorni fa è diventato parte imprescindibile del suo abbigliamento
  • piccole cose che fanno Natale: pandoro o panettone a colazione. Mangiati rigorosamente a casa, per non far cadere i nonni in tentazione
  • mi manca (è una delle dieci cose che fanno festa e ancora non sono riuscita a inserirla nella lista) il cantare le carole natalizie. Mettiamolo tra gli impegni del weekend
  • il rito della buonanotte, che finalmente comprende la lettura di un bel libro, mentre si beve il latte dal biberon. Un passo alla volta :)

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
Buon Natale Monica, è un elenco bellissimo!!! :D

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…