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grafismi

Di solito non parlo tanto di lavoro, ma oggi va così... 

In questi giorni navigo in un mare di arancio, marrone e giallo. Stiamo lavorando sui materiali per la prossima fiera, e per una volta - finalmente - collaboro con una grafica con cui ho sintonia, e che mi permette di giocare con i materiali.
E così, archiviata la questione invito alla cena e menu (sul quale non ho voce in capitolo, sia chiaro... il menu si decide altrove, io mi limito a strutturarne la forma grafica), adesso son qui che mi diverto con le scritte che andranno sulle borse di tela (a patto che riusciamo a far quadrare il cerchio del quante scirtte e dove esattamente), con i nomi e le grafiche che vanno sulle scatolette delle caramelle, e via di questo passo, fino ai pannelli per lo stand.
Per avere un buon occhio, essere convinta dei risultati, scegliere grafiche e stili compatibili fra loro benchè realizzati da persone assai diverse, ci vuole calma. Ci vuole mente fresca e libera. Ci vuole apertura mentale, e bisogna essere scevri da preconcetti. Qualche volta però bisogna anche tener conto di chi sono i nostri interlocutori: a chi deve piacere quel che stiamo facendo?
E' più importante che sia comprensibile per il  pubblico, scontentando magari le richieste che arrivano dall'interno, oppure è meglio attenersi alla linea aziendale, correndo il rischio di non essere completamente comprensibili e chiari?
Qualcuno, lo so, direbbe che è nell'equilibrio tra queste due esigenze che sta la bravura di chi fa il mio mestiere... beh, questa volta io spero di essere stata brava, e se non lo fossi stata abbastanza, spero di avere le energie e le motivazioni giuste per convincere sul perchè delle mie scelte.

ps: un'altra collega che aspetta un bambino, per il 2014 siamo a due piccoli arrivi in ufficio - manca il terzo e poi abbiamo fatto l'en plein come nel 2011 (mamma mia, il 24 ottobre sono due anni!!!)

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