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quando?

Esattamente, quando è che si passa da "persona che ha tutta la vita davanti" ad "adulto che ha fatto delle scelte" (o in alternativa "adulto che ha perso i treni, quelli importanti")?
E poi, le scelte - o le non scelte, le rinunce, i mancati passi avanti - sono sempre una sconfitta, o sono semplicemente una strada diversa?

Io non mi sento incompiuta o poco realizzata o non so... anche se a volte mi piacerebbe avere alcune cose diverse da come sono ora. Ma l'insoddisfazione, anche piccola, fa parte del motore della vita, la spinta al cambiamento ecc ecc.
E invece mi accorgo che molti di coloro che mi circondano non sono soddisfatti, covano piccoli punti bui o a volte grandi e si lasciano spiazzare e mettere in crisi da chi - pari per età o per modello educativo o che ne so - ha a loro parere raggiunto traguardi che erano "imprescindibili". Si trovano ingabbiati in modelli a cui non volevano aderire, invecchiati senza capire bene quando, imprigionati in ruoli che non pensavano sarebbero stati i loro...

Insomma, cosa fa di ciascuno un adulto consapevole e non un rancoroso insoddisfatto?

riflessioni del momento di chiusura dell'ufficio, ma se avete voglia di chiacchierarne domani potrei rendere meglio il mio pensiero...

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
Una volta ci si affidava alla Provvidenza, si lavorava costruendo l'ideale traguardo a mano a mano che gli strumenti arrivavano e intanto si viveva nel presente.

Oggi la società inculca obiettivi a priori che vede la gente immatura ambire e tendere ad un ideale futuro che se riesce a raggiungere lo farà con molto sforzo e durante questo sforzo si perde il gusto e la capacità di assaporare le gioie ed i tesori del "mentre"!

Ecco perché al raggiungimento di un obiettivo spesso la gente si sente SVUOTATA! e pensa di aver vissuto inutilmente.

Chi gioisce ed assapora ciò che ha ogni giorno, e pur guardando al progetto futuro, non perde di vista il momento che vive e lo fa fino in fondo, può dirsi fortunato e vivere la propria vita.

Chiediti : se ci fosse un incendio ed avrei 10 secondi di tempo cosa mi porterei dietro con me fuori casa? ovviamente penseresti il figlio, la famiglia, la borsetta ed un paio di vestiti, ma il resto??? chiaramente sono mezzi che ci fanno vivere con una certa piacevolezza, ma le cose indispensabili sono altre: sono gli esseri umani intorno a noi!

Quindi perdere l'obiettività del momento è la maggior sconfitta, anche se raggiungi il più grande traguardo.

PaolaClara ha detto…
Uhm, ci penso e non ti dico, in quanto rancorosa e abbastanza in ritardo su ogni treno.
Capobelsky ha detto…
Al galoppo mi avvicino ai 40 e sento di aver raggiunto l'eta'adulta, con scelte che mi hanno portato lontano, molto lontano da quando e da dove ero bambino. Treni persi, qualcuno. Incompiuto, senza dubbio. Soddisfatto, probabilmente mai appieno. Rancoroso, spero di no. Tutta la vita davanti, certo che si!
Bacio.
Emanuele
monicabionda ha detto…
@emanuele: il tuo approccio è secondo me il più sano (e del resto la tua vita non è esattamente "tranquilla", quanto meno come residenza fissa). e no, per quel che ti conosco, rancoroso non è la parola che si adatta a te :)
@paola, che tu sia mia affine è storia vecchia ormai; ma anche nel tuo caso credo che rancorosa non sia la parola adatta...
@renata, può darsi. certe volte mi chiedo se è solo quello che abbiamo 'prodotto' in termini di apparenza sociale, status, riconoscimento lavorativo che fa di noi le persone che siamo. Per me la risposta è sempre no, ma riconosco che per ottenere alcuni obiettivi ci vogliono grinta e impegno, e non tutti hanno voglia di usare né l'una né l'altra...

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